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28/02/11

Opera o prodotto - Tutto si consuma e tutto è consumato.




In questi anni la sempre più intensa circolazione delle opere d’arte ha reso il sistema dell’arte troppo simile a una qualsiasi mercato, di tipo oligarchistico, ristretto e pilotato.

Tale trasformazione sta depauperando il valore culturale” dell’opera rendendola sempre più uguale a una qualsiasi merce, vincolata quindi alle strategie di una circolazione di manufatto privo di quel valore che ha sempre caratterizzato l’arte, l’unicità e la bellezza, motive anche del suo plus-valore.

Questa trasformazione in parte è dovuta al consumatore (detto anche collezionista o compratore) che desidera opera riconoscibili e ovvie in quanto la scelta non è dettata da un aspetto personale ma da un’esigenza di rappresentazione. Infatti fino a quando a interessarsi di arte era un’elitè culturale l’esigenza era più variegate, attenta alla qualità e all’originalità. Ora che questa comunità e definitivamente scomparsa rimangono solo più i nuovi ricchi che nel tentativo di darsi una “dignità” si approcciano all’arte con lo stesso spirito con cui si sono arricchiti, mancanza di scrupoli e onnivoracità pragmatica.

Atteggiamenti che si riflette sempre più nelle opera e nel contesto del sistema arte che sempre più si svuota di valore per vivere momenti di effimera banalità.

(prima parte)