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27/02/03

Gli aspetti culturali

I primi segnali di cambiamento sono avvenuti con la pop art e il minimalismo, da quando si è iniziato a creare opere legate a diversi mezzi, non prettamente classici (pittura e scultura), e lavori artistici che si realizzavano in uno scorrere del tempo (happening etc..). Essi hanno aperto le porte all´espressività della land art, dell´arte concettuale, della body-art. Gli artisti non seguono più una particolare corrente ma si evolvono autonomamente. Interessante notare come da questo momento in poi non si sono più avute evoluzioni lineari ma fenomeni di differenziazione a volte dialoganti fra loro o che crescono indipendentemente dal contesto generale. Forme evanescenti, descrittive, narrative. Il minimalismo è stato anche un momento significativo per avvicinarci a nuove considerazioni sulla società e sull'ambiente. Rinnovando le culture, le tematiche, portandoci ad un superamento delle correnti artistiche, creando un'indipendenza dell'artista e la diversificazione del mercato. L'arte che diventa soggetto, si dibatte su cos'è arte, qual è il suo linguaggio, la sua funzione, su chi è artista. Si fanno riflessioni sull'opera e sui soggetti che la conoscono, si formano nuovi artista e nuovi fruitori. E fra queste figure si sviluppa un dialogo. L'artista può definire cosa sia un'opera/espressione e cosa non lo sia, cioè cosa egli non vuole affermare e ciò che egli vuole affermare. Sempre di più le opere portano in se un valore di forma interattiva. Un'attenzione al dialogo, alla multifunzione, al coinvolgimento dello spettatore, alle relazioni, ai rapporti. Sempre più i momenti artistici sono caratterizzata dalla convivialità, dall'incontro, da uno spirito comunitario. (artisti che realizzano ristoranti, negozi, che interagiscono con i galleristi (facendoli diventare opere o usando i loro mezzi). Forse perché una delle componenti dell'umanità è la sua socievolezza.

L'artista deve essere capace di ascoltare continuamente, intuire, percepire ogni suono del mondo, ogni segnale della comunità, e convertire tutto ciò in un nuovo mondo reale. L'artista come antropologo che sappia descrivere il proprio presente. Egli deve saper entrare nel sistema sociale e sapersi rivolgere alla collettività, sia usando modi pubblicitari o elaborando forme più intimistiche. Se la vita è una necessità, l'arte è la sua forma. Non solo più oggetti ma un coordinamento di materiali, spazio e tempo. L'arte diventa vita, rinunciando al suo estetismo per diventare "estasi" (via esageriamo!!!). Essa può avere una via sia spirituale sia espressionista di un'energia personale che prende forma. In una società come la nostra, dove i bisogni materiali sono già stati realizzati, l'arte ha il compito di soddisfare il nostro "essere spirituale". Un grosso rischio è correre, seguendo lo spirito consumistico, verso una continua ricerca di un nuovo, in un meccanismo di consumo infinito ma insoddisfacente.

Oggi tutte le opere sono aperte a chiunque, le letture possono essere molteplici, multidirezionali. Oggi l'artista non è più un creatore di semplici immagini o forme, essendo chiunque in grado di crea un'immagine, ma un creatore di realtà. Non limitandosi alla semplice funzione di creatore di oggetti ma realizzando eventi, sensazioni, incontri, che diventano i nuovi elementi base dell'arte. Quasi come un'estensione dell'opera materica, uno sviluppo reale di un quadro o di una scultura in un determinato spazio e tempo. Molto importante notare la differenza rispetto agli anni 60/70 in cui tutto il lavoro artistico era realizzato con un atteggiamento rivoluzionario, di contrasto e contrapposizione al mondo. Oggi questo atteggiamento risulta inutile, obsoleto, dopo tutti questi anni di attesa di una rivoluzione, si è capito che non c'è più nulla da rivoltare.. anzi si adotta un atteggiamento da "Virus" cioè da elemento che all'interno del sistema muta e altera le funzioni del sistema stesso.

Siamo completamente liberi di amare ciò che più ci piace non dobbiamo più sottostare a nessun diktat culturale, e come tutte le libertà è molto difficile poterla gestire.......o forse preferiamo avere dei vati che ci dicono cosa amare?

Queste sono alcune mie idee sull'arte del presente, forse incomplete e confuse, ma in attesa di un confronto aperto con altre visione....


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