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08/01/26

Africa Basel


 La rassegna Africa Basel, nata a Basile nei periodi di Art Basel, è una fiera dedicata alle pratiche artistiche del continente africano, che dopo l'edizione del 2025 trova ora sede presso il complesso Klybeck 610  nuova area di rinnovamento nel quartiere di Basilea. 


CS

Africa Basel è la fiera internazionale d'arte contemporanea, specializzata in opere e artisti provenienti dall'Africa e dalla sua diaspora. Come piattaforma per l'espressione creativa e lo scambio culturale, Africa Basel presenta un'ampia gamma di opere d'arte che riflettono la scena artistica dinamica e diversificata del continente africano. La fiera promuove il dialogo tra gallerie, collezionisti, artisti e appassionati d'arte e contribuisce a rafforzare ulteriormente il crescente interesse globale per l'arte africana. Situata nel cuore di Basilea e durante la settimana di Art Basel, Africa Basel è un luogo d'incontro centrale per esplorare nuove prospettive e celebrare le ricche tradizioni e innovazioni artistiche dell'Africa.

07/01/26

Il sistema dell'arte resiste?

 


Nell'inserto Plus del Sole 2 ore della settimana scorsa c'era questa bella titolazione con relativo interessante articolo di Maria Adelaide Marchesoni, in cui si enfatizza una tenuta di questo canale distributivo di prodotti artistici, quadri, sculture e cose varie che vengono instradate su questa "mitizzazione". 

Peccato che per quel poco che conosco, Cuneo, Torino, Milano, un articolato numero di gallerie e spazi espositivi sono completamente scomparsi. Ad esempio negli anni settanta, nella mia città, c'erano sette gallerie oggi praticamente una che opera in  modo molto saltuario. Per non parlare di Torino che vede oramai solo più una manciata di gallerie, quando negli anni novanta, me ne ricordo, almeno una quindicina, oltre a una vasta rete di spazi e proposte di vario tipo. 

Penso che il sistema dell'arte giocando su certi fronti speculativi abbia eroso il senso stesso dell'opera d'arte per trasformarlo in un semplice prodotto di consumo, soggetto a mode più o meno passeggere, producendo così un disvalore e un disinteresse su questo sistema.

Parte sicuramente di questa erosione è poi il gusto e il flusso produttivo di  immagini, sia fotografiche che digitali, che hanno trasformato sempre più il senso e l'uso dello "spazio" visivo. Il fatto stesso del grande ritorno della pittura, in una sua cifra spesso mediocre e banale, conferma la necessità di standardizzare il prodotto, in un gioco però privo di "aurea artistica", ma funzionale al clicé dell'idea di massa di "arte".


06/01/26

Jasper Johns da Gagosian

 Jasper Johns - Between the Clock and the Bed, 1981  - Moma New York 


Gli spazi della galleria Gagosian, a  Madison Avenue, ospiteranno una grande mostra dedicata a Jasper Johns. La mostra sarà dedica ai dipinti Crosshatch che l'artista realizzò alla fine degli anni '70. Il progetto espositivo è realizzato con diverse istituzioni americane. 

CS

Gagosian, in partnership with Castelli Gallery, is pleased to announce an exhibition of historic works by Jasper Johns at the 980 Madison Avenue gallery from January 22 to March 14, 2026. This exhibition surveys the crosshatch paintings and drawings that dominated his practice from 1973 to 1983 and have reverberated across his subsequent production. It unites works that have rarely been seen with loans from sources including distinguished American museums. Commemorating the fiftieth anniversary of this body of work’s debut at Castelli Gallery in 1976, it also bookends Gagosian’s occupancy of its flagship gallery at 980 Madison Avenue, which opened in 1989 with an exhibition of the Map paintings.

Johns is lending major works from his own collection to the exhibition, including paintings on long-term loan to the Art Institute of Chicago; National Gallery of Art, Washington, DC; and Philadelphia Art Museum. Other notable lenders include The Broad, Los Angeles; Museum of Modern Art, New York; and Virginia Museum of Fine Arts, Richmond; with additional works from private collectors.

Johns has redirected the course of contemporary art many times over a lengthy career. His introduction of the crosshatch in 1972 was an unforeseen development, representing a departure from his images of everyday objects, signs, and linguistic fragments—subjects he described as “things the mind already knows.” These allover compositions, characterized by parallel lines arrayed in interlocking configurations, and composed in encaustic, collage, acrylic and oil paint, watercolor, ink, and even sand, are admired for both their visual, material, and conceptual intricacy and their intuitively striking beauty.

Major works on view include definitive paintings from the Corpse and Mirror series (1974–84); the seminal Weeping Women (1975), with its allusions to Picasso’s oeuvre; and Dancers on a Plane (1980–81), a tribute to choreographer Merce Cunningham. The exhibition also brings together all six Between the Clock and the Bed paintings (1981–83)—improvisations on Edvard Munch’s self-portrait from 1940–43 that are an inspired example of the artist’s perpetual engagement with his predecessors.

Gagosian will publish a catalogue to accompany the exhibition that will feature essays by noted American art critic Roberta Smith and Carlos Basualdo, the cocurator of Jasper Johns: Mind/Mirror, a two-part lifetime retrospective held simultaneously at the Philadelphia Museum of Art and the Whitney Museum of American Art, New York, in 2021–22.

05/01/26

Fondazione Dries Van Noten aprirà a Venezia

 


Il nuovo anno porta a Venezia una nuova fondazione culturale voluta da Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe, che troverà sede presso  Palazzo Pisani Moretta. 

Aprirà le sue porte nella prossima primavera con una serie di eventi in formato di spazio laboratorio e sperimentazione, parallelamente alla nuova edizione della Biennale d’Arte Contemporanea. 




CS
Ospitata nello storico Palazzo Pisani Moretta, con affaccio sul Canal Grande, la Fondazione Dries Van Noten celebra il saper fare come linguaggio fondamentale dell’identità culturale. Qui le idee prendono forma attraverso i materiali, i gesti e il lento scorrere del tempo, quando mente e mani si incontrano nell’atto creativo. La Fondazione si colloca in uno spazio di transizione, che porta avanti le tradizioni pur reinventandole continuamente. Con l’apertura prevista per aprile 2026, l’istituzione unirà voci consolidate e talenti emergenti in campi come arte, design, moda, architettura, gastronomia e oltre. Favorendo il dialogo tra discipline, la Fondazione mira a generare nuove prospettive, connettere il passato al presente e mettere in relazione i talenti locali con la creatività internazionale.

Affacciato sul Canal Grande, tra il Ponte di Rialto e Ca’ Foscari, Palazzo Pisani Moretta è un gioiello dell’architettura veneziana. Costruito alla fine del XV secolo nello stile gotico veneziano fiorito, passò alla famiglia Pisani Moretta all’inizio del XVII secolo. Tra il 1735 e il 1750, Chiara Pisani ne ridecorò completamente gli interni in stile Rococò. Restaurato nuovamente alla fine del XX secolo, il Palazzo conserva arredi e opere d’arte originali, tra cui lavori di Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana, Gaspare Diziani e Giuseppe Angeli. Tra queste mura storiche, la Fondazione ne rinnova la memoria e l’eredità, accogliendo il pubblico all’interno dei suoi spazi e guidandolo alla scoperta di una selezione attentamente curata di programmi e attività.  

24/12/25

23/12/25

Uno sguardo sul "Trittico francescano” del Beato Angelico

 

La restauratrice Caterina Toso dell'Opificio delle Pietre Dure racconta l'intervento eseguito sulla “Pala della compagnia di San Francesco in Santa Croce” conosciuta anche come “Trittico francescano” (1428-1429) di Beato Angelico. L'opera, originariamente compromessa da precedenti interventi e alterazioni, è stata sottoposta a un delicato processo di pulitura e recupero. Grazie a un’accurata campagna diagnostica e all'uso di tecniche avanzate, come il laser, è stato possibile rimuovere la patina indesiderata senza danneggiare i colori originali. L'integrazione è stata effettuata con estrema discrezione, preservando la leggerezza e l’equilibrio tipici dell'artista. Il restauro, realizzato grazie al sostegno di Gucci, ha restituito alla tavola la sua bellezza e integrità.

La registrazione è stata realizzata nell’ambito di “Racconti di restauro”, il ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Museo di San Marco per la mostra “Beato Angelico” (26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026).




22/12/25

Palazzo Madama fra Vedova e Tintoretto



A Torino Palazzo Madama, nella fastosa Aula del Senato del Regno d’Italia,  accoglie fino al 12 Gennaio la mostra "Vedova e Tintoretto in dialogo" un progetto nato con la collaborazione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia.

Un immersivo allestimento dinamico crea l'occasione di dialogo fra questi due importanti artisti veneziani, Jacomo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006). 

Confronto e incontro fra tempi e modi molto distanti ma che hanno in comune un'espressività intensa e cromatica. Il segno pittorico è il punto di incontro fra questi due figure dell'arte, Tintoretto caratterizzato da un lavoro di stratificazioni e ricerche formali, che Vedova riprende e trasforma in gesti energetici e liberi. 

Il percorso inizia con dei video che aprono la mostra raccontando del luogo e del rapporto umano di Vedova, sviluppandosi poi con occasioni di arte, come la sezione sugli autoritratti, dove dal Louvre è arrivato il celebre Autoritratto di Tintoretto del 1588, o gli studi che Vedova faceva sull'opera del maestro veneziano. 




Dichiara Gabriella Belli: “Per la prima volta questa mostra delinea con estrema scientificità i processi della formazione del pensiero del giovane Vedova sui testi pittorici di Tintoretto. Il percorso ordinato e visionario allo stesso tempo proietta il pubblico nella piena maturità del pittore veneziano, quando era ancora forte il debito per la pittura incandescente e premonitrice di Tintoretto. L’ intensità si coglie anche nella monumentale opera di Vedova …in continuum, 100 e più tele, un lavoro unico, quasi un omaggio in felice competizione con lo sforzo creativo dei grandi teleri veneziani del suo profeta Tintoretto.”

Prosegue Giovanni Carlo Federico Villa: “Questo formidabile dialogo sul farsi dell’arte è stato fortemente voluto da Palazzo Madama per evocare il ruolo dei Musei Civici di Torino così come furono genialmente voluti e concepiti da Vittorio Viale, tra i più significativi direttori europei del Novecento. Viale ha portato in Palazzo Madama il Museo Civico, ha creato la Galleria Civica d’Arte Moderna e infine strutturato con Luigi Carluccio epocali mostre. E al magistero di Viale (1891-1977) questa mostra è dedicata, in una precisa riflessione sull’antico capace di generare il contemporaneo.”




Si prosegue poi con un continuo gioco di rimandi e riflessioni fra i due artisti con opere di grande fascino, come due quadri del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena.

Il percorso si conclude con la monumentale installazione di Vedova …in continuum, compenetrazione/traslati ’87/’88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfida la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.

La mostra è resa possibile grazie al sostegno di Valore Cultura, sponsor ufficiale dell’esposizione all’interno del programma pluriennale di Generali per promuovere l’arte e la cultura.




"Vedova e Tintoretto in dialogo"  a cura di Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa
19 settembre 2025 – 12 gennaio 2026
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica | Sala Senato
Piazza Castello, Torino






21/12/25

Le stanze dei sogni



 Da alcuni giorni ha preso avvio su Radio3 una serie di trasmissioni intitolate "Le stanze dei sogni", disponibili su RaiPlay Sound

Una serie di sette puntate alla scoperta di tredici case museo: luoghi sospesi tra realtà e immaginazione, dove la storia con la S maiuscola incontra la vita quotidiana e dove ogni oggetto racconta un frammento di esistenza, di desiderio e di memoria. 

Il ciclo ideato da Flaminia Gennari Santori nasce da una domanda tanto semplice quanto affascinante: il pubblico delle case museo cresce in tutto il mondo, e dunque perché questi luoghi, spesso polverosi, eccentrici e fuori dal tempo, esercitano su di noi un fascino così profondo?

20/12/25

Corde, legami ...



Si chiude oggi la mostra di David Shrigley presso la galleria Stephen Friedman Gallery, con un'installazione da 10 tonnellate realizzata interamente con corde di scarto e un neon di grandi dimensioni composto da quattro parti.

Per creare l'installazione, Shrigley ha trascorso mesi a cercare nel Regno Unito spezzoni di corda indesiderati destinati alla discarica. Gran parte della corda scartata in precedenza serviva per scopi marittimi, da spesse cime di ormeggio per navi da crociera a sottili corde per boe di segnalazione, palangari e nasse per granchi e aragoste. Altri pezzi sono stati recuperati da scuole di arrampicata, arboricoltori, parchi eolici offshore, ponteggiatori e ditte di pulizia vetri. Shrigley ha raccolto personalmente i pezzi più corti dalle coste di tutto il Regno Unito. Tutta la corda raccolta è stata trattata e pulita per prepararla per la mostra, un passaggio particolarmente importante per la corda recuperata dal mare.

Il Regno Unito vanta una tradizione secolare nella produzione di corde, dalle corde di canapa e iuta storicamente utilizzate nella pesca e nella Royal Navy, alle odierne lenze sintetiche in poliestere e nylon. Questi materiali moderni rendono le corde e le reti da pesca marine notoriamente difficili da riciclare e rappresentano un grave problema ambientale.




Discutendo le origini di quest'opera, Shrigley spiega: "Questa mostra è nata da un'espressione idiomatica. Le vecchie corde non servono a nulla. Sono anche difficili da riciclare, quindi ce ne sono molte in giro. Ho pensato: e se trasformassi tutto questo in una vera e propria mostra di vecchie corde? E poi dicessi: sì, questa è arte, e sì, puoi comprarla per 1 milione di sterline". Aggiunge: "L'opera esiste perché mi interessa il valore che le persone attribuiscono all'arte, e l'espressione idiomatica mi ha dato una scusa per esplorarlo. Penso che 1 milione di sterline sia un prezzo equo, in parte per l'idea e in parte perché si tratta di un bel po' di corda".

Di conseguenza, la galleria si trasforma con enormi cumuli di corda di recupero arrotolati, svelando una miriade di colori, texture, spessori e condizioni: da quasi nuovi a sfilacciati, sbiaditi dal sole e rovinati dalle intemperie. A dimostrazione del suo caustico senso dell'umorismo, un'enorme insegna al neon arancione brillante è appesa alla vetrina con il titolo della mostra. Reso con la caratteristica calligrafia di Shrigley, l'insegna al neon adotta l'estetica di un'insegna o di una pubblicità, mentre l'artista ne mina con umorismo le associazioni formali. " Exhibition of Old Rope" gioca giocosamente con le nozioni di commercio e sconvolge le convenzioni di una galleria commerciale.
 

19/12/25

Flag Art Foundatin e Serpentine per un nuovo premio d'arte

 
Immagine: Sinistra: Serpentine. Foto: © Andy Stagg per Serpentine. Destra: The FLAG Art Foundation, 2025. Foto: © Steven Probert


A Londra la Serpentine e la FLAG Art Foundation sono onorate di annunciare la creazione di un nuovo premio dedicato al sostegno degli artisti di tutto il mondo. Nel corso del prossimo decennio, un totale di 1 milione di sterline verrà assegnato ogni due anni - 200.000 sterline a ciascun destinatario - a cinque artisti, offrendo un supporto senza pari in un momento cruciale della loro carriera. Si tratterà del più grande premio d'arte contemporanea del Regno Unito assegnato a un singolo artista. 

Ogni vincitore allestirà una mostra personale che debutterà alla Serpentine o alla FLAG Art Foundation e verrà poi ripensata per l'istituzione partner, creando un dialogo artistico continuo tra le due.

Questa partnership darà vita a una collaborazione decennale, assegnando cinque premi a cinque artisti eccezionali. Il primo artista a cui verrà assegnato il premio sarà selezionato nel 2026, con la mostra inaugurale prevista alla Serpentine di Londra nell'autunno del 2027, prima di trasferirsi alla FLAG di New York nella primavera del 2028. Ogni presentazione sarà accompagnata da un catalogo dedicato e da un dinamico programma live, sviluppato e prodotto in collaborazione da entrambe le istituzioni.

Questa partnership a lungo termine riflette l'impegno condiviso tra FLAG e Serpentine nel sostenere la sperimentazione artistica e lo scambio transfrontaliero. Il Serpentine x FLAG Art Foundation Prize sottolinea la fiducia di entrambe le organizzazioni nel potere della collaborazione per plasmare il futuro dell'arte contemporanea.

Gli artisti saranno presi in considerazione per il premio attraverso una procedura di candidatura, con una giuria a rotazione composta da curatori, storici dell'arte e artisti di fama internazionale che selezionerà i vincitori finali. I dettagli sulla giuria saranno annunciati a tempo debito.

Il premio intende offrire agli artisti, in una fase significativa della loro carriera, la libertà e il tempo per sviluppare un nuovo corpus di opere, esporle ed esplorare nuove idee. 

Bettina Korek, CEO di Serpentine, ha dichiarato: "Questa partnership approfondisce la nostra missione comune di creare nuove connessioni tra artisti e pubblico, alimentando al contempo il dialogo transatlantico. L'alleanza offre agli artisti di tutto il mondo lo spazio e il supporto per espandere la loro pratica, ispirati dal duraturo spirito di sperimentazione di Zaha Hadid. Non potremmo essere più lieti di collaborare con la FLAG Art Foundation a questa visione condivisa per il futuro".
    
Hans Ulrich Obrist, Direttore Artistico, ha dichiarato: "Siamo lieti di lanciare il più grande premio d'arte contemporanea del Regno Unito. Ciò che rende questo premio così significativo è la sua attenzione rivolta ad artisti che non hanno ancora ricevuto la visibilità o il riconoscimento che meritano. Questo è da tempo al centro del programma di Serpentine: dalla presentazione delle prime mostre monografiche del Regno Unito per artisti emergenti alla promozione di voci trascurate il cui contributo merita maggiore riconoscimento. Serpentine + FLAG Art Foundation fa 11, e non vediamo l'ora di iniziare questa nuova avventura".

Glenn Fuhrman, fondatore della FLAG Art Foundation, ha dichiarato: "Questa partnership segna l'impegno più significativo di FLAG nei confronti degli artisti al di fuori degli Stati Uniti e non potremmo essere più felici di farlo con Serpentine. Collaborando con Serpentine per creare questo premio, riaffermiamo il nostro impegno istituzionale nel sostenere gli artisti contemporanei e nel continuare a offrire loro nuove opportunità di condividere il loro lavoro con gli amanti dell'arte di tutto il mondo. Non vediamo l'ora di svelare il prossimo programma di mostre e annunciare la giuria nei prossimi mesi".

Gli artisti selezionati per il premio saranno di qualsiasi generazione ed età, provenienti da tutte le aree geografiche, esporranno professionalmente da meno di 10 anni e lavoreranno attivamente per accrescere e sostenere un solido record di mostre in musei e gallerie internazionali, tra cui rappresentanze in gallerie, riconoscimenti, premi, recensioni di critici d'arte, borse di studio e pubblicazioni. 

Negli ultimi sei anni, il Suzanne Deal Booth / FLAG Art Foundation Prize, co-organizzato con The Contemporary Austin, ha visto FLAG sostenere diversi artisti con finanziamenti diretti, insieme a una mostra e alla relativa pubblicazione. Tra gli artisti figurano Nicole Eisenman (2020), Tarek Atoui (2022), Lubaina Himid (2024) e Sable Elyse Smith (2026).