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Dal 2000 artblog di Domenico Olivero
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19/06/26
100 Marisa Merz
18/06/26
Leonardotheka
Per la gioia degli appassionati di Leonardo da Vinci è stato aggiornato "Leonardotheka" dove ora è possibile trovare una vasta raccolta delle sue opere digitalizzate, provenienti dalla Royal Collection di Windsor e dal Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Il progetto è ideato dal Museo Galileo di Firenze col Royal Collection Trust, la Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci.
link https://teche.museogalileo.it/leonardo/home/index.html
17/06/26
Corpi musicali
Dal battere le mani e i piedi al beatboxing e al fischio, il corpo umano è uno strumento musicale. Gli strumenti musicali, a loro volta, spesso traggono la loro forma e decorazione dal nostro corpo. In tutto il mondo e attraverso i secoli, gli strumenti emergono come potenti veicoli che rappresentano le nostre voci, le nostre azioni e la nostra identità non solo nella musica, ma anche nelle arti visive, nella letteratura, nella religione, nella cultura pop e nella mitologia.
La mostra è resa possibile grazie al contributo di Barbara Tober, del Diane W. and James E. Burke Fund, della William Randolph Hearst Foundation e del Gail and Parker Gilbert Fund.
Ulteriore supporto è fornito da Anonymous, The Dancing Tides Foundation, il Vanguard Council e The Augustine Foundation in memoria di Rose Augustine.
Il catalogo è stato realizzato grazie al Fondo per le pubblicazioni Mary C. e James W. Fosburgh.
Ulteriore supporto è fornito da Kenneth e Anna Zankel
#MetMusicalBodies
16/06/26
Ruhr - Manifesta 2026
Dal 21 giugno al 4 ottobre 2026, oltre 100 artsiti presenteranno le proprie opere in dodici ex chiese del dopoguerra tra Duisburg, Essen, Gelsenkirchen e Bochum. Con il titolo "Questa non è una chiesa", questi spazi vengono reinventati come luoghi di vita civica, benessere fisico e incontro comunitario.
Accompagna la rassegna espositva un fitto programma di eventi e manifestazioni collaterali che potete scoprire e prenotare sul sito di Manifesta.
CS
Programma gratuito con oltre 100 partecipanti in 12 sedi in 4 città In occasione del 30° anniversario della Biennale Nomade Europea, fondata nel 1996 a Rotterdam, Paesi Bassi, Manifesta 16 Ruhr si svolgerà per 15 settimane nella regione della Ruhr in Germania, in quattro città: Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen. La biennale europea si svolgerà in 12 ex chiese o edifici abbandonati e riunirà più di 100 partecipanti, artisti e collettivi insieme a una serie di progetti di mediazione radicati nelle comunità locali della regione.
Al centro di questa edizione di Manifesta c'è una questione urgente: come possiamo, in un'epoca caratterizzata da molteplici crisi, disinformazione e polarizzazione, contribuire allo sviluppo di modelli sociali alternativi? Come può la cultura utilizzare gli spazi aperti (urbani) e gli immobili sfitti per contrastare la divisione e l'isolamento in una società post-Covid? Durante la fase di ricerca pre-biennale, il team di Manifesta 16 Ruhr è rimasto colpito dalla mancanza di edifici ecclesiastici modernisti e dalla perdita di spazi comunitari.
La domanda, quindi, è: come potrebbe la trasformazione degli edifici ecclesiastici del dopoguerra trasformarsi in luoghi per la vita civica, il benessere fisico e l'incontro comunitario?
Con l'afflusso di nuove chiese costruite dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi edifici ecclesiastici simboleggiavano l'emergere di una nuova democrazia.
Ora abbandonati, Manifesta esplora come potrebbero essere riconsiderati come spazi che rafforzano la società civile e lo spirito comunitario. L'importanza della prossimità e la necessità di creare spazi pubblici non commerciali dove le comunità possano incontrarsi, trascorrere del tempo e godersi la vita quotidiana sono tra le questioni chiave individuate nella Visione Urbana e nel quadro concettuale della biennale.
15/06/26
Una nuova stagione per la Fondazione Cerruti per l'Arte
14/06/26
Dalla notte al giorno
Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta Eravamo notte, ora siamo giorno, progetto espositivo dell’artista e fotografa Ambrosia Fortuna, a cura di Sabato De Sarno.
La mostra raccoglie una serie di fotografie e video realizzati nell’arco di oltre dieci anni tra Milano e Napoli, componendo un archivio visivo aperto e in continua evoluzione che attraversa esperienze personali, relazioni e comunità legate alla scena queer e drag italiana.
Il progetto prende forma a partire dall’esperienza diretta dell’artista, che giunge a Milano all’età di 21 anni entrando a far parte della vita culturale e notturna della città. Le immagini nascono all’interno di una rete di relazioni intime e condivise: non documentazione esterna, ma testimonianza vissuta, costruita attraverso fiducia, prossimità e appartenenza.
Fotografie e riprese video restituiscono frammenti di quotidianità — preparazioni, camerini, attese, momenti domestici, confessioni, amicizie — raccontando la dimensione umana e affettiva di una comunità che trova nello spazio notturno un luogo di espressione, trasformazione e libertà.
Nel percorso espositivo il tempo diventa elemento centrale: i corpi cambiano, le identità si trasformano, le relazioni si ridefiniscono. Rimane costante il desiderio di esistere, di essere riconosciuti e rappresentati con autenticità e delicatezza.
Con questo progetto il PAC prosegue la propria attenzione verso le pratiche artistiche contemporanee capaci di interrogare i temi dell’identità, della rappresentazione e delle comunità, valorizzando linguaggi che intrecciano dimensione personale e riflessione collettiva.
La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea con Wunderplace Studio, in collaborazione con Orgoglio Porta Venezia Milano.
La mostra è realizzata con il supporto di Levi’s®, che attraverso questo progetto rinnova il proprio storico impegno a sostegno della comunità LGBTQIA+ ed è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Con questa mostra il PAC partecipa a Milano Pride 2026, inserendosi nel ricco calendario di proposte culturali che interesseranno la città in occasione del Pride Month.
A cura di Sabato De Sarno 13.6-15.6 2026
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
13/06/26
Fields of Vision: Dallas Collects
Presso la Green family art Foundation di Dallas è in corso la mostra Fields of Vision: Dallas Collects che riunisce importanti opere d'arte del XXI secolo acquisite a partire dal 2020 da alcuni dei collezionisti più stimati della città. Curata da Sara Hignite, la mostra si propone di mettere in luce la diversità della comunità di collezionisti d'arte di Dallas e la sua importanza nel panorama artistico internazionale, offrendo al contempo un'opportunità senza precedenti di ammirare opere d'arte appartenenti a collezionisti affermati ed emergenti di Dallas.
Nel febbraio del 2025, USA Today ha nominato Dallas il miglior distretto artistico degli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo. Questa metropoli tentacolare è conosciuta in tutto il mondo come una destinazione artistica di livello mondiale, con importanti musei, gallerie di rilievo, numerose fiere d'arte, collezionisti di alto livello e artisti di talento che tessono un vibrante tessuto culturale che avvolge la città, plasmandone in molti modi l'identità. Fields of Vision posizionerà le collezioni di Dallas all'interno dell'ampio e sempre più complesso ecosistema artistico globale post-pandemia.
12/06/26
Kunsthaus Zürich e la salute
11/06/26
Riparte la Fusion Gallery di Torino
In questo periodo di chiusure a Torino una buona notizia, ha riaperto la Fusion Gallery di Piazza Peyron 9g, fondata da Walter Vallini, ora con la direzione di Michele Bramante.
La nuova stagione della Galleria si propone con la mostra collettiva "Lo sguardo verificato. Pittura e natura contro la falsa visione", visitabile fino al 30 settembre (chiusura estiva dal 19 luglio al 2 settembre).
Orario: mercoledì 10-13, giovedì 16-19, venerdì 10-13 e sabato 16-19 .
10/06/26
Anni napoletani
Preso il Madre di Napoli prosegue il formato espositivo in progress Gli anni che si sviluppa in capitoli ed è dedicato all’esplorazione di episodi di storia dell’arte dei decenni più recenti a Napoli. La collezione del Madre dialoga con importanti collezioni pubbliche e private, principalmente della città, per evocare, attraverso opere emblematiche, momenti e produzioni artistiche di rilievo avvenute in questo territorio. Il primo capitolo espositivo si è tenuto dal 19 dicembre 2024 al 30 giugno 2025.
Il titolo Gli anni si riferisce all’omonimo romanzo della scrittrice Annie Ernaux, premio Nobel per la letteratura 2022, nel quale la descrizione di fotografie e le memorie di momenti importanti di una singola vita diventano al contempo affresco autobiografico e cronaca collettiva e storiografica. Il romanzo avverte che immagini e ricordi privati sono destinati a scomparire nel flusso della storia; questa mostra propone di considerare le opere d’arte come un antidoto a questo processo di dissoluzione. Nel corso del tempo, passata l’urgenza del rapporto con l’attualità in cui sono state concepite, le opere sono in grado di raccontare tanto la propria ricerca estetica e linguistica, quanto il contesto in cui sono state prodotte ed esposte. A loro volta, le collezioni nelle quali sono conservate possono essere considerate, da questo punto di vista, depositi di storie, avvenimenti e passaggi che fanno parte di un vissuto comune.
La narrazione costruita, scandita in momenti ed episodi, viene segnalata mediante l’apposizione di poster indicanti gli anni in cui le opere scelte sono state esposte in Campania, offerte alla memoria condivisa che questa mostra celebra. A completamento di questa traiettoria e a conferma della vitalità della ricerca costantemente condotta dal Madre sul presente, Gli anni include anche artisti che espongono a Napoli per la prima volta: per questo secondo capitolo, Eva Giolo. Inoltre, continua la sperimentazione di un modello espositivo in cui viene offerto a un artista del territorio campano, in questo caso Giorgia Garzilli, di curare una mostra di una stanza a partire dalla collezione del Madre, intesa come bacino di riferimento culturale formativo e ideativo.
Il percorso di mostra, come la struttura dei ricordi, non è cronologico.
Affinché ciascun opera diventi, oltre che emblema di una ricerca artistica e di un determinato momento socio-politico, anche antidoto alla sparizione della memoria storica condivisa (pericolo descritto da Ernaux), la mostra ha nel suo public program un vero e proprio elemento costitutivo. Durante il periodo espositivo, incontri, conversazioni e visite rendono conto della vivacità della scena artistica napoletana nella storia dell’arte recente, contestualizzandola in una prospettiva storiografica più ampia. Le opere esposte diventano così un palinsesto su cui costruire narrazioni storico-artistiche, politiche, antropologiche e sociologiche, in linea con una concezione del museo come luogo di produzione di pensiero trans-disciplinare.
Carlo Alfano (Napoli, 1932 – 1990) / Thomas Bayrle (Berlino, 1937) / Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) / Simone Fattal (Damasco, 1942) / Giorgia Garzilli (Napoli, 1992) / Eva Giolo (Bruxelles, 1991) / Piero Golia (Napoli, 1974) / Mimmo Jodice (Napoli, 1934 – 2025) / Rashid Johnson (Chicago, 1977) / Allan Kaprow (Atlantic City, 1927 – Encinitas, 2006) / Rosa Panaro (Casal di Principe, 1935 – Napoli, 2022) / Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) / Cindy Sherman (New Jersey, 1954) Frances Stark (Newport Beach, 1967) / Eric Wesley (Los Angeles, 1973)


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