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09/09/26

SEA/SEA International Performance Art Forum




 Dall’11 al 12 settembre Venezia ospita SEA/SEA International Performance Art Forum, un nuovo progetto internazionale che mette in dialogo artisti, curatori e operatori culturali dell’Asia sudorientale e dell’area Adriatico-Ionica attraverso performance, incontri e un simposio internazionale.
 
Il progetto nasce in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa, una delle istituzioni storiche veneziane dedicate all’arte contemporanea, fondata nel 1898 e da sempre impegnata nel sostegno agli artisti e nella promozione della ricerca contemporanea. La collaborazione con la Fondazione è parte integrante del progetto: non soltanto una sede per le performance, ma un interlocutore con cui costruire un confronto con la comunità artistica veneziana, coinvolgendo gli artisti e i residenti della Fondazione, studenti e operatori culturali.
 
SEA/SEA è ideato dal curatore e storico dell’arte Thomas Berghuis, dallo storico marittimo e curatore Andrea Bonifacio e dall’artista e curatore Moe Satt. Berghuis, che da oltre 25 anni studia e cura la performance art in Asia e a livello internazionale, è stato Robert H. N. Ho Curator of Chinese Art al Solomon R. Guggenheim Museum di New York e il primo direttore del Museum MACAN di Jakarta; nel 2015 ha curato il Padiglione di Tuvalu alla 56ª Biennale di Venezia. Il suo rapporto con la Fondazione Bevilacqua La Masa risale al 2020, quando ha curato la Pocket Academy, programma curatoriale dedicato agli artisti degli atelier della Fondazione. Moe Satt, artista e curatore originario del Myanmar, è tra le figure attive nello sviluppo della performance art contemporanea nel Southeast Asia e fondatore di Beyond Pressure International Performance Art Festival, istituito a Yangon nel 2008. Attualmente lavora tra l’Europa e il Sud-est asiatico. Andrea Bonifacio porta nel progetto una prospettiva legata alla storia marittima e alle connessioni culturali costruite attraverso il mare.
 
È proprio dall’incontro di queste diverse prospettive che nasce SEA/SEA, concepito non semplicemente come un appuntamento legato alla performance, ma come una piattaforma per creare relazioni artistiche internazionali destinate a proseguire oltre l’appuntamento veneziano.
Il Forum prende avvio alla Sala del Camino della Fondazione Bevilacqua La Masa alla Giudecca, che l’11 e il 12 settembre diventerà uno spazio di incontro tra pratiche performative provenienti da geografie e contesti culturali differenti.
 
Venerdì 11 settembre, dalle 10.00 alle 17.00, saranno protagoniste le performance di Tintin Wulia (Indonesia/Svezia/Regno Unito/Australia), Lori Lako (Albania/Italia), Meri Dishnica (Albania), accompagnate dagli interventi online di Moe Satt (Myanmar/Paesi Bassi), Yiannis Mitrou (Grecia) e Filippos Tsitsopoulos (Grecia).
 
Sabato 12 settembre, dalle 10.00 alle 13.00, il programma proseguirà con una giornata dedicata a performance, partecipazione e scambio, con le azioni di Francesco Nordio (Italia), Chuyia Chia (Malaysia/Svezia), and Natasha Nedelkova (Macedonia del Nord/Francia).
 
Il programma coinvolge così artisti provenienti da esperienze e territori differenti, secondo una prospettiva che non guarda all’arte internazionale attraverso la rappresentazione delle singole nazioni, ma attraverso le relazioni tra luoghi, persone e pratiche artistiche, città, comunità, coste e mari.
 
Nel pomeriggio di sabato 12 settembre, dalle 16.00 alle 18.00, il Palazzetto Tito di Dorsoduro ospiterà l’International Symposium, con gli organizzatori Thomas Berghuis (Paesi Bassi), Vicky Konstantinidis (Grecia), Andi Tepelena (Albania) e Andrea Bonifacio (Italia), insieme agli artisti Chuyia Chia, Moe Satt, Natasha Nedelkova e Lori Lako.
 
Il confronto sarà dedicato al modo in cui le pratiche della performance nascono da storie locali e translocali, attraversano luoghi e geografie differenti e possono generare nuove relazioni artistiche attraverso l’azione, l’incontro e lo scambio.
 
SEA/SEA nasce da una domanda: cosa può fare oggi la performance art, quando gli artisti attraversano i mari per incontrarsi?
 
Il mare è inteso come spazio di movimento, separazione, incontro e connessione. La prima edizione mette in relazione il Sudest Asiatico con l’area Adriatico-Ionica, con l’ambizione di sviluppare nel tempo una rete di scambi capace di estendersi al Mediterraneo e all’Oceano Indiano, collegando artisti e organizzazioni tra Asia, Europa e Africa.
 
Venezia, storicamente costruita attraverso gli scambi tra culture e territori affacciati sul mare, è il punto di partenza naturale di questo percorso. Il Forum si svolge durante la Biennale di Venezia, entrando dunque in dialogo con il pubblico internazionale, ma scegliendo al tempo stesso di costruire il proprio progetto a partire dalle comunità artistiche locali.
 
Al centro di SEA/SEA è la performance art nella sua forma più diretta: l’incontro in tempo reale tra il corpo dell’artista, il pubblico e lo spazio condiviso. Un’esperienza che permette di mettere in relazione contesti e culture differenti non attraverso la loro rappresentazione, ma attraverso l’azione, la presenza e lo scambio.
 
Con il Forum veneziano prende così avvio un percorso che punta a generare nuove performance, collaborazioni, programmi di mobilità e progetti reciproci, facendo di Venezia non soltanto il luogo di presentazione di un programma internazionale, ma il punto di partenza di una rete di relazioni destinata a svilupparsi nel tempo.
SEA/SEA International Performance Art Forum 2026
 
11 settembre 2026
ore 10.00–17.00 Live performance Fondazione Bevilacqua La Masa – Sala del Camino, Giudecca Tintin Wulia, Lori Lako, Meri Dishnica, and online contributions by Moe Satt, Yiannis Mitrou e Filippos Tsitsopoulos.
 
12 settembre 2026
ore 10.00–13.00 Performance, Participation & Exchange Fondazione Bevilacqua La Masa – Sala del Camino, Giudecca Francesco Nordio, Chuyia Chia and Natasha Nedelkova.
 
ore 16.00–18.00 International Symposium Palazzetto Tito, Dorsoduro Thomas Berghuis (Netherlands), Vicky Konstantinidis (Greece), Andi Tepelena (Albania), Andrea Bonifacio (Italy) e gli artisti partecipanti.
 
Partecipanti: Chuyia Chia (Malaysia/Svezia), Natasha Nedelkova (Macedonia del Nord/Francia), Lori Lako (Albania/Italia), Meri Dishnica (Albania), Francesco Nordio (Italia), Tintin Wulia (Indonesia/Australia/Regno Unito/Svezia), Moe Satt (Myanmar/Paesi Bassi, online), Yiannis Mitrou (Grecia, online) e Filippos Tsitsopoulos (Grecia, online).
In partnership con
Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, Italia
 
International Partners
Art Kontakt, Albania
International Forum of Performance Art (IFPA), Grecia
Communication Laboratory (ComLab), Svezia
 
Con il supporto di
Västra Götalandsregionen (VGR) – sostiene la partecipazione di Chuyia Chia
Culture and Creativity for the Western Balkans (CC4WBs), finanziato dall’Unione Europea – sostiene la partecipazione di Lori Lako


08/09/26

In time con Flashback Art Fair


Anche queset'anno saremo "In time" per la suggestiva FLASHBACK ART FAIR che si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.

La fiera dove l’arte è tutta contemporanea Flashback Habitat in corso Giovanni Lanza 75 - a Torino, di anno in anno crea racconti che si ampliano, con la direzione di Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, con la direzione artistica di Alessandro Bulgini, narrazioni in divenire che permettono all’arte, anche quella storicizzata, di rimanere legata al presente. 

All’interno della Torino Art Week di novembre, Flashback si distingue come la fiera dove l’arte è tutta contemporanea, capace di mettere in dialogo antico, moderno e contemporaneo senza gerarchie, con l’obiettivo di formare senso critico e offrire una diversa visione della storia dell’arte. 

La XIV edizione ha luogo negli spazi di Flashback Habitat, in corso Giovanni Lanza 75 a Torino, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 e si sviluppa sul tema IN TIME.

IN TIME prosegue la ricerca di Flashback sul tempo, inteso non come successione lineare diepoche, ma come dimensione aperta, nella quale passato, presente e futuro convivono e sicontaminano reciprocamente. ll tempo non come successione cronologica, ma come valore,condizione e possibilità inedita di abitare il presente. Per Flashback, infatti, tutte le opereparlano sempre al presente nell’incontro con chi le guarda. Essere in time significa quindiessere dentro il proprio tempo, viverlo e attraversarlo grazie alle connessioni tra immagini,storie ed esperienze di altri luoghi e altri tempi. Per l’edizione 2026 Flashback chiede allegallerie ospiti di proporre opere “vive”, capaci di porre domande ancora aperte e necessarie,indipendentemente dal periodo in cui sono state concepite: il contemporaneo non è un presente senza memoria.

Nel percorso costruito attorno a IN TIME, le prime opere proposte dalle gallerie ospiti traccianouna mappa del tempo che tiene insieme dimensione collettiva ed esperienza individuale, spiritualità e politica, memoria collettiva e biografia individuale.

Il bassorilievo con la Natività e la portella con l’Adorazione dei Magi attribuite a Ruprecht Potsch e presentate da GALLERIA FLAVIO POZZALLO aprono il tragitto sul versante deltempo sacro comunitario: il rito, inscritto nella struttura dell’altare, scandisce una temporalità ciclica che appartiene alla comunità dei fedeli, ma porta con sé anche il tempo lungo delle botteghe, degli apprendistati, cui la storia dell’arte continua a riscriversi nel presente. 

Con il seicentesco Martirio di San Sebastiano di Andrea Vaccaro, proposto da GALLERIA CANESSO, questo tempo collettivo si interiorizza nel corpo del santo: la figurasospesa in una tensione mistica, modellata dal chiaroscuro e dal blu neo-veneziano, mostracome il barocco napoletano sposti la narrazione dal ciclo liturgico alla durata della visione, altempo interiore della sofferenza e della grazia.

 Neo-Terrestre di Michele Zaza, presentato da SANGALLO FINE ART, porta questa interiorizzazione su un piano antropologico e cosmico, incui il corpo dell’artista e dei familiari diventa luogo di interrogazione sul rapporto fra identità,terra e cosmo. Le fotografie del 1979 ambientate a Matera, costruite come paesaggiimmaginari sospesi tra realtà quotidiana e dimensione rituale, articolano un tempo mentale evisionario che riguarda l’individuo, ma rimette in gioco anche la comunità familiare eantropologica, e la sua relazione con il pianeta.

Su questo asse spirituale e antropologico si innesta quello politico, rappresentato da dueopere di forte tensione iconica. La falce e martello di Franco Angeli, nella piccola operasenza titolo degli anni Sessanta presentata da GALLERIA LOMBARDI, condensa il tempo ideologico del Novecento in un’icona che appartiene alla memoria collettiva mentre l’Anonymous di Sebastiaan Straatsma, portato in fiera dalla GALLERIA ANTONELLA VILLANOVA, sposta la riflessione sul tempo dell’informazione e dei media: il vaso, formaantica, viene investito dal caos visivo dell’era digitale e dalla maschera di Guy Fawkes,emblema di anonimato online e movimenti di protesta. In entrambi i casi il tempo politico èdoppio: tempo storico dei movimenti e dei conflitti, ma anche tempo individuale di chi riceve,interpreta, subisce o agisce quelle immagini; la differenza sta nella densità, nella compattezzaideologica del simbolo anni Sessanta rispetto alla frammentazione accelerata dei flussi di daticontemporanei.

L’anello francese degli anni Quaranta in oro giallo e platino con diamanti e zaffiro no heat,proposto da LORENZO E PAOLA MONTICONE GIOIELLI D’EPOCA, porta la riflessione sulpiano del tempo vissuto, biografico, incorporato nella vita quotidiana. Il gioiello d’epocaattraversa generazioni, cambia mano e contesto, ma continua a condensare desiderio, gusto,relazioni affettive: è un oggetto in cui la storia collettiva di un’epoca, un gusto, un’industria siinnesta nella storia individuale di chi lo ha indossato, lo indossa, lo eredita. 

E così IN TIME mostra come il tempo si distribuisca fra grandi narrazioni condivise e micro-esperienzepersonali, fra immagini che organizzano la memoria collettiva e oggetti che la radicano neicorpi.In questo equilibrio, Flashback Art Fair non si limita a raccogliere opere di epochediverse, ma le usa per far vedere come il tempo scorra contemporaneamente supiani multipli: liturgico e storico, ideologico e mediale, cosmico e biografico. 

L’evoluzioneche emerge non è una linea retta, ma una trama di passaggi in cui il collettivo si rifrangenell’individuale e viceversa, costruendo quella condizione di “essere in tempo” che la fieravuole interrogare.Flashback Art Fair 2026Giornata inaugurale: mercoledì 28 ottobre 2026Apertura al pubblico: da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre 2026Flashback HabitatCorso Giovanni Lanza 75, Torino

07/09/26

Berlin Art Week


La Berlin Art Week segna l'inizio della nuova stagione autunnale dell'arte ogni settembre. Con oltre 100 musei, gallerie, collezioni, spazi espositivi e una fiera d'arte, offre un ricco programma di eventi, rendendo la capitale tedesca una meta imperdibile per l'arte contemporanea per cinque giorni.

La 15ª edizione della Settimana dell'Arte di Berlino, si terrà dal 9 al 13 settembre 2026. Come negli anni passati, il programma del 2025 include un'ampia varietà di mostre, inaugurazioni, cerimonie di premiazione e visite guidate. Continuate a leggere per consigli pratici su come pianificare la vostra visita alla Settimana dell'Arte di Berlino, dalle informazioni sull'acquisto dei biglietti all'accessibilità per persone con disabilità. 

 la Berlin Art Week celebra il suo quindicesimo anniversario con un ricco programma cittadino, presentato in collaborazione con circa 120 musei, collezioni private, spazi espositivi, gallerie e la fiera d'arte Positions Berlin Art Fair. Il Berlin Art Week Garten, ospitato dalla Neue Nationalgalerie e dalla Gemäldegalerie presso il Kulturforum, diventerà il punto d'incontro centrale del festival. 

06/09/26

Shuang Li a Basilea



Alla Kunsthalle di Basilea è in corso la mostra di Shuang Li (nata nel 1990) con le sue opere che esaminano come le tecnologie digitali plasmino le relazioni, i corpi e i desideri. Attraverso video, performance e installazioni, indaga le interconnessioni tra esseri umani, media e infrastrutture del mondo digitale. 



Nella sua prima mostra personale istituzionale in Europa, Li presenta in anteprima la sua installazione video più ambiziosa fino ad oggi: si confronta con i fenomeni meteorologici estremi e la pratica della caccia alle tempeste, ovvero la ricerca e l'osservazione mirata di fenomeni meteorologici violenti, in particolare temporali, tornado e uragani. Inserita in reti globali in cui la volatilità climatica, i sistemi algoritmici e lo sfruttamento capitalistico operano oltre i confini, Li affronta la caccia alle tempeste come una potente metafora per navigare tra le forze vorticose che definiscono la vita nell'era digitale.



La mostra è generosamente sostenuta da Cc Foundation , Octone Foundation e Simian Foundation , con il contributo aggiuntivo di Esther Maria Heer-Zacek. 

La mostra riunisce una serie di opere commissionate congiuntamente e realizzate in collaborazione con il JD Museum di Shenzhen, Cina; la Yenn and Alan Lo Foundation di Singapore, Singapore; la Busan Biennale di Busan, Corea del Sud e CHERUBY di Shanghai, Cina.