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19/01/23

Il cattivo gusto dell'arte secondo Louis Vuitton



Oggi l'operazione promozionale della Louis Vuitton di usare l'immagine dell'artista Yayoi Kusama, come era già successo nel 2006 con l'allora direzione di Marc Jacobs, pare un poco banale e stantia. 

Se all'inizio l'intervento era sicuramente artistico ora pare semplicemente una banalissima vecchia trovata pubblicitaria, che era già stata proposta nel 2012. 

Poi vedere l'immagine dell'artista presentato come pupazzo pubblicitario per le strade di Londra e di altre città, forse è anche di cattivo gusto.




Bergamo e i suoi musei

 

Bergamo in quanto città Capitale Italiana della Cultura 2023, con Brescia, riporta a splendore l’Accademia Carrara, che dopo importanti lavori di rinnovamento vede una importante riorganizzazione degli spazi, interni ed esterni, con un nuovo percorso espositivo della collezione permanente, a cui si aggiunge un'area dedicata alle grandi mostre temporanee che prenderà avvio il prossimo 28 gennaio con le opere di Cecco del Caravaggio.

Seguirà poi la riapertura del Civico Museo Archeologico con un innovativo ripensamento degli spazi e con il riallestimento delle sue celebri opere proveniente dagli scavi urbani e dalla collezione di opere egizie come il noto  sarcofago di Ankhekhonsu.


18/01/23

L' arte inquieta



 
A Reggio Emilia,  Presso Palazzo Magnani,  fino al 12 Marzo di quest'anno ospita una interessante mostra dal titolo "L'arte inquieta", un percorso ideato da Giorgio  Bedoni, Johann Feilacher e Claudio Spadoni, che indagano l'impulso creativo degli artisti. 
Per l'occasione sono state selezionate 140 opere di grandi interpreti dell’arte del ‘900 e dell’oggi – da Paul Klee, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet a Hans Hartung e Anselm Kiefer, da Antonio Ligabue, Pietro Ghizzardi, Cesare Zavattini a Maria Lai, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Carla Accardi – per indagare, come prima mai fatto, “l’Arte Inquieta”.

A Palazzo Magnani, sono presenti una sequenza, mai vista, di capolavori di grandi interpreti, anche dell’art brut internazionale e italiana. Accanto ad essi, per la prima volta, le creazioni inedite che provengono dagli Archivi del San Lazzaro, quello che fu il “Manicomio” di Reggio Emilia.

Al centro di questa mostra, le opere rivelano l’urgenza creativa e la vitalità dei linguaggi dell’arte, necessari all’esplorazione degli infiniti volti ed espressioni dell’identità umana.
In ciascuna delle stanze tematiche di questa grande mostra, autori e opere si confrontano per affinità di generi e di linguaggi in un percorso espositivo che indaga la bruciante vitalità dell’artista, la sua inquieta ricerca sull’identità, sospesa tra sguardi sulla storia e l’esplorazione di paesaggi interiori.
“L’arte deve comunicare, lanciare dei messaggi, servendosi di espressioni forti, barbare, violente, vandaliche. L’arte non è un’immagine piatta, levigata e lucida, che gli acidi emozionali non possano attaccare. Al contrario l’arte graffia e disturba, è stridore, imperfezione e invenzione. Per questo bisogna opporsi al razionalismo che vuole invadere dei territori che non gli appartengono, i territori dell’immaginario”.
L’esposizione è il momento culminante di Identità Inquieta, il cartellone di eventi, mostre e performance promosso da diverse istituzioni culturali del territorio per raccogliere domande e mostrare visioni sulle infinite sfumature dell’identità.

L’affermazione di Asger Jorn, riverbera quella di Paul Klee che così si esprime: “Più di uno non riconoscerà la verità del mio specchio. Deve comunque rendersi conto che io non sono qui per riflettere la superficie (questo può farlo la lastra fotografica) ma che devo penetrare all’interno. Io rifletto fino all’interno del cuore. Io scrivo parole sulla fronte e attorno agli angoli della bocca. I miei volti umani sono più reali di quelli veri”.

L’arte è un sismografo sensibile ai confini incerti, ci interroga sulla natura dell’uomo, su sogni e desideri collettivi, è un viaggio che evidenzia quanto la vicenda umana possa essere stupefacente e imprevedibile, al di là di qualsiasi forma e confine tracciato. Come questa mostra autorevolmente conferma.

Foto di Matteo Losurdo per Kublaiklan 

17/01/23

artgenève

Fra le prime fiere dell'anno c'è quella di Ginevra che si svolge al Palexpo sul quieto lago di Lemano dal 26 al 29 gennaio 2023.

Nel 2023, artgenève ospiterà circa 90 gallerie d'arte contemporanea e moderna, tra cui molti rivenditori nazionali e internazionali fedeli alla fiera, come Thaddaeus Ropac, Perrotin, Applicat Prazan, Almine Rech, von Bartha, 1900-2000, Templon, Nathalie Obadia , Franco Noero, Skopia, Tornabuoni Art, Urs Meile, Continua, Mai 36 e Van de Weghe.

 Questa edizione segna il ritorno di Gagosian, Galerie Eva Presenhuber, Waddington Custot e Mitterrand. Pietro Spartà, The Approach e Gallery Kendra Jayne Patrick, sono tra i primi partecipanti quest'anno.

 L'offerta istituzionale e curatoriale, una delle caratteristiche distintive di artgenève, presenterà un programma generoso di mostre speciali uniche in una fiera d'arte. In quanto fiera, va oltre la struttura del mercato dell'arte contemporanea e moderna mettendo in mostra il più ampio spettro possibile di spazi in cui si può sperimentare e vedere l'arte, tra cui; gallerie, musei, fondazioni, centri d'arte, collezioni private, spazi d'arte, scuole d'arte, residenze d'artista, editori, artigianato e arti dello spettacolo.

 Il salon d'art conterà tra i suoi partecipanti il Museum Frieder Burda di Baden-Baden con un focus su Andreas Gursky, la Fondation Dubuffet di Parigi, le Serpentine Galleries di Londra, la Ringier Collection di Zurigo con Rodney Graham, Arsenal Contemporary Art di Montreal e la residenza d'artista parigina POUSH. Il MAMCO, il Centre d'Art Contemporain Genève, il Musée d'Art et d'Histoire, i fondi per l'arte della Città e del Cantone di Ginevra, Photo Elysée e All Stars di Losanna, tra gli altri, rappresenteranno il panorama regionale all'interno del giusto. In linea con questo spirito di apertura, artgenève invita anche il Musée du quai Branly e la Fondazione Opale a partecipare alla sua edizione 2023 con l'arte aborigena, così come il Grand Théâtre de Genève e la Fondazione Fluxum.

 artgenève/estates presenterà un'installazione di diverse sculture dell'artista britannico Barry Flanagan in un vasto spazio trasformato in un deserto. artgenève/musique offrirà un ampio spazio dedicato al suono con la partecipazione di quindici artisti tra cui Latifa Echakhch e Saâdane Afif. Questa sezione sarà anche la cornice di spettacoli che onorano l'olfatto nell'arte.

 Il Prix Solo artgenève-F.P.Journe premierà una delle 21 mostre monografiche presentate in fiera con l'acquisizione di un'opera. Il decimo anniversario del Premio sarà celebrato con una retrospettiva delle opere premiate nelle ultime dieci edizioni. La Mobilière svelerà i vincitori del suo premio dedicato ai giovani artisti svizzeri, Gübelin svelerà una visione artistica ispirata a una gemma preziosa e m3 Group presenterà parte della sua collezione aziendale.

 La condivisione è al centro delle intenzioni di artgenève. La fiera a misura d'uomo offrirà una ricca serie di dibattiti e inviterà gli amanti del cibo a sperimentare una cucina che unisce funghi e agrumi nel nuovo ristorante effimero di artgenève mentre Night-Fall 2023 si svolgerà nello splendido foyer del Museo Ariana sul serate di fiera.

 artgenève ringrazia calorosamente i suoi partner: UBS, F.P.Journe, Gübelin, la Mobilière, m3 Groupe, Swiss Legal Finance, Piguet Galland, Lalique, Firmenich, Harsch, Les Ports Francs et Entrepôts de Genève, Teo Jakob, MEMO Paris, Ruinart, 1664 Blanc , La Cave de Genève, Manotel, Mandarin Oriental e The Non-Violence Project Foundation


galleries 10 a.m. art | 193 Gallery | 31 Project | 1900-2000 | A arte Invernizzi | A&R Fleury | ABC-Arte | Afikaris | Almine Rech | Applicat-Prazan | Ayyam | Bailly | Bendana|Pinel | By Lara Sedbon | Catherine Duret | christian berst art brut | Christine König | Continua | Cortesi | Ditesheim & Maffei Fine Art | Edouard Simoens | Enrico Astuni | Eva Meyer | Galerie Eva Presenhuber | Fabienne Levy | Franco Noero | Gagosian | Gallery 1957 | Georges-Philippe et Nathalie Vallois | Gisèle Linder | Gowen | Haas | HdM | Heinzer Reszler | Hom Le Xuan | In Situ - Fabienne Leclerc | Juana de Aizpuru |Knoell | lange + pult | Laurent Godin | Le Minotaure | M77 | Maggiore g.a.m | Magnum Photos | Mai 36 | Mario Mauroner | Mayoral | Mezzanin | Michael Hoppen | Mighela Shama | Mitterrand | Monica De Cardenas | Nathalie Obadia | Nosbaum Reding | Olivier Varenne | P420 | Pablo’s Birthday | Pascal Lansberg | Patrick Gutknecht | Perrotin | Peter Kilchmann | Philippe Cramer | Pietro Spartà |Poggiali | Primo Marella | Prometeo Gallery Ida Pisani | Retelet | Richard Saltoun | Rosa Turetsky | Sébastien Bertrand | Semiose | Simon Studer Art | Skopia/P.-H. Jaccaud | Studio Trisorio | Tang Contemporary Art | Taste Contemporary | Templon | Thaddaeus Ropac | Thomas Brambilla | Tornabuoni Art | Urs Meile | Van de Weghe | von Bartha | Waddington Custot | Wilde | Xippas The Living Room / We Are Two Abysses : Almeida & Dale | Amanda Wilkinson | Barbara Weiss | Christine König | Fitzpatrick | Francesca Pia | Gramma Epsilon | Jaqueline Martins | Kendra Jayne Patrick | Knoell | Larkin Erdmann | LC Queisser | Mai 36 | The Approach Syndicat des Antiquaires : Ary Jan | Jean-David Cahn AG | Eberwein | Hioco | Laurent Dodier | Léage | Meyer | Michel Giraud | Ratton-Ladrière art spaces, art editors & publishers All Stars | ColAAb | Editions Citadelles & Mazenod | Editions TAKE5 | Gilles Drouault | JRPIEditions | Klima | mfc-michèle didier | multipleart | We Do Not Work Alone institutions & special exhibitions Andrea Bowers – Fight Like a Girl (Capitain Petzel) | Arsenal Contemporary Art | artgenève/estates - Barry Flanagan | artgenève/musique | Association Lumen | Centre d'Art Contemporain Genève | Centre d'édition contemporaine | Centre de la photographie Genève X standard/deluxe | Documents d'artistes Genève | ECAL | Ecole Moser | EDHEA | Flux Laboratory / Fondation Fluxum | FMAC - Collection d’art contemporain de la Ville de Genève | Fondation Dubuffet | Fondation Montresso* | Fondation Opale | Fondation Teo Jakob | Fonds cantonal d'art contemporain | Grand Théâtre de Genève | HEAD – Genève | Hommage à la galerie Rivolta | Jeff Koons, Bluebird Planter | Leo Villareal, Optical Machine I (PACE)| m3 Collection | MAMCO Genève | Musée Barbier-Mueller | Musée d’art et d’histoire | Musée du Quai Branly | Museum Frieder Burda | Night-Fall - Festival for art & gastronomy | Photo Elysée | Poush | Prix mobilière | Prix Solo artgenève-F.P.Journe | Ringier Collection | Serpentine Galleries | Villa Arson

16/01/23

Arturo Martini al Bailo di Treviso

 



La mostra su Arturo Martini che prenderà avvio il prossimo 31 Marzo al Museo Luigi Bailo di Treviso, sarà sicuramente una di quelle da non perdere. 



CS

A 30 anni dall’ultima grande mostra trevigiana e a 75 dalla prima, il Bailo, con la curatela di Fabrizio Malachin e Nico Stringa, propone una nuova retrospettiva su Arturo Martini, dal titolo “Arturo Marini. I capolavori”: una mostra mai tentata prima che raduna quelle opere, per dirla con le parole di martini che “pesano tonnellate e sembrano leggere come una piuma”.

Per il pubblico sarà una imperdibile occasione per percorrere tutte le fasi della produzione artistica dello scultore trevigiano e per gli studiosi per formulare il nuovo punto sugli studi martiniani, evidenziando il ruolo e la modernità di Martini nella scultura europea del Novecento.

Martini è stabilmente protagonista al Bailo, grazie all’ampia collezione di sue opere patrimonio del Museo, che datano dalla produzione giovanile agli anni della maturità dell’artista.

Un’opera di Martini, l’Adamo ed Eva dalle dimensioni monumentali, funge da biglietto da visita del Bailo, grazie ad una parete finestrata che la lascia intravvedere, anche ai più distratti passanti sulla pubblica via.

È un capolavoro che Treviso si è conquistata grazie ad una pubblica sottoscrizione indetta nel 1993, giusto trent’anni fa.

Cinque le sezioni in cui si articola questa grandiosa esposizione.

Il percorso prende il via dalla sezione permanente che il Bailo riserva allo scultore. Qui ad essere ripercorsi sono gli anni dell’apprendistato, segnati dall’influsso di maestri come Giorgio Martini (padre del già celebre Alberto) e Antonio Carlini. Di lì a poco giungono le prime mostre a Treviso e a Venezia e i primi riconoscimenti. Poi la lunga permanenza a Monaco e l’influenza di Parigi. Alle sculture, con opere in gesso e in cemento come Maternità e Allegoria del mare e Allegoria della terra si affianca l’importante esperienza grafica e quella ceramica, per la quale appunto collabora con la fornace Gregorj.

Il proseguo della grande mostra è pensato per focus allo scopo di esaltare Martini attraverso i suoi grandi capolavori (seconda sezione).

Come nella mostra del 1967, saranno collocate in apertura il Leone di Monterosso – Chimera, e quel Figlio prodigo che fu scelto come manifesto della mostra. La conformazione fisica del museo consente di riservare ciascuna sala ad un preciso focus intorno ad un singolo capolavoro. Valga come esempio, la sala riservata alla Donna che nuota sott’acqua, di cui sarà dedicato un focus speciale. Per la prima volta sarà presentato, accanto al marmo, anche il bronzo ‘preparatorio’ mentre le tecnologie multimediali restituiranno l’illusione di entrare sott’acqua. Una sala coinvolgente e inattesa sarà dedicate al confronto tra La Pisana e Donna al sole. Due nudi di donna che sono una melodia armonica, il giorno e la notte, avvicinate per la prima volta in un allestimento. Due opera che sono una sublime espressione di quel vortice di sensualità e grazia, sfrontatezza e fascino, che tanto avevano conquistato e ammaliato Martini. E ancora Tobiolo, opera che ottenne per la prima volta unanimi consensi a Milano, Venezia, Parigi. Pubblicato sulla prima pagina del “Corriere della Sera” del 17 maggio 1935, segna una sorta di consacrazione nella carriera di Martini. Al Tobiolo che stringe nelle mani un pesce sarà accostato il più tardo Tobiolo “Gianquinto” che presenta una impostazione iconografica innovativa, in linea con gli esiti della Tuffatrice e il Pugile in riposo.

E ancora, la monumentale Sposa felice del 1930, presentata per la prima volta alla Quadriennale di Roma e da oltre 30 più esposta: un gesto di spontanea esultanza in un tripudio di forme, ornamenti, rigonfiamenti a sottolineare letizia e gaudio.

Altri ambienti saranno riservati ad altri capolavori monumentali, come Il bevitore, Ragazzo seduto (alcune delle grandi terracotta di Martini, di rara potenza espressiva), La veglia eccetera.



Non mancheranno le novità, opere mai viste, come il mastodontico Sacro Cuore (3,20 m di altezza), la prima scultura su tema sacro eseguita dallo scultore. Il gesso, modellato nel 1929 quando si trovava a Monza per la chiesa di Vado Ligure, fu rifiutato perché ritenuto incongruo rispetto ai tradizionali canoni dell’arte sacra: gelosamente conservato dall’artista nella sua casa-museo sarà esposto in una mostra per la prima volta.

Altro gesso assicurato in mostra dalle grandi proporzioni (2,5 metri di altezza) ed esposta nella lontana mostra del 1967 è La Sposa Felice. Comparve per la prima volta alla I Quadriennale di Roma, quella vinta da Martini, è un tripudio di ornamenti, pizzi, rigonfiamento di tessuti. Celebre perché lo scultore stesso (ecco il genio e la pazzia assieme) scalpellò via il volto.

Quasi per celebrare l’ultima grande monografica, quella del 1967, ecco il celebre Tito Livio – il marmo è nell’atrio del Liviano a Padova – sarà in mostra grazie al calco realizzato per quella mostra trevigiana: il gesso recuperato e restaurato sarà affiancato per la prima volta dal suo bozzetto preparatorio.

Molti altri capolavori completeranno questa ampia sezione che occuperà tutto il piano terra del museo, un itinerario fisico sviluppato sugli spazi attorno ai due recuperati antichi chiostri rinascimentali.

La terza sezione sarà interamente riservata alle maioliche, sculture di piccolo formato che documentano la grandezza e la creatività di Martini. Opere minori solo in apparenza: esse esprimono tutta la tenacia e la curiosità con cui l’artista ha sperimentato ogni materiale possibile e fungono da laboratorio per rielaborazioni successive. Una sezione nella sezione sarà dedicata ai pezzi unici modellati e maiolicati presso l’ILCA di Nervi ed esposti nella personale di Monza. È l’affermazione dello scultore-ceramista che realizza opere a sé, staccandosi dalla ‘dipendenza’ delle logiche industriali. ‘Piccoli’ capolavori dove non manca invenzione, armonia e anche ironia. Tra questi: Donna sdraiata, La fuga degli amanti, L’esploratore, Visita al prigioniero, Briganti, fino alla serie di animali dove spiccano poche pennellate di contrasto.

Accanto alle commissioni monumentali Martini si applica, quasi per contrasto, alla creatività in opere di più piccolo formato. La riflessione sull’antico, dopo la visita a Napoli, lo portò a Blevio sul lago di Como a creare in poche settimane una serie di capolavori in gesso dove lo studio sulla costruzione e il movimento della figura portano a soluzioni antitetiche rispetto a quelle monumentali. Ricerche e sperimentazioni, in opere come Centomestrista, Morte di Saffo, Salomone, Laocoonte, Ratto delle Sabine, Susanna, Amazzoni spaventate eccetera, che nella terza sezione consentono di raccontare l’artista in costante ricerca, capace di ispirarsi continuamente e rielaborare in modo del tutto personale.

A Martini pittore è dedicata la quarta sezione. Ad evidenziare come disegno, grafica e pittura siano tracce di una ricerca parallela e complementare alla scultura, evidente nelle cheramografie (termine da lui inventato per stampe da matrici di “sfoglia” d’argilla) degli anni di Ca’ Pesaro e nella grafica “neomedievale” di soggetto religioso, a cui è dedicata anche una sezione della permanente, per l’occasione integrata da opere mai prima presentate in una mostra che riveleranno un aspetto inedito di Martini.

A concludere il percorso è la sezione quinta “La maturità nei capolavori del Bailo”, con una scelta di capolavori sorprendente ed eccezionale. Le prime sale sono dedicate a I bronzi degli anni ’20, piccola plastica e rilievi degli anni ’20, disegno, grafica e pittura. È alla luce del chiostro del Museo, in uno spazio silenzioso e sospeso, che si compie uno dei più poetici capolavori di Martini, La Venere dei porti, in una dimensione che ha a che fare col senso dell’attesa, della solitudine e della noia racchiusi nel malinconico nudo di una donna che aspetta “l’Amore”. Acquisita dal Comune nel 1933 (90 anni fa), è una delle grandi terrecotte create nel periodo compreso tra la fine degli anni Venti e i primissimi anni Trenta e che costituisce il periodo di più alta ispirazione dell’artista e in cui fonde insieme, in un unicum rivoluzionario, le forme classiche (dall’arte etrusca e greca a quella dei maestri del Duecento e del Trecento) con nuove concezioni plastiche.

Il percorso si conclude in quel chiostro che ospita Adamo ed Eva, l’opera simbolo del Museo e della mostra.

15/01/23

Louvre Looks

 

Hicham Berrada

 «Louvre Looks» è l'iniziativa di arte contemporanea che il Louvre propone per festeggiare i suoi  230 anni

L'evento coinvolge 20 artisti contemporanei che hanno ideato un breve video che sarà reso pubblico ogni settimana sulle piattaforme digitali del noto museo francese.


CS

To begin its 230th anniversary year, the Louvre is welcoming 20 contemporary artists, all aged under 40 and with links to Paris. They will each propose a ‘Louvre Look’ as part of a visual art project associating the Paris museum and its partner institution, the Louvre-Lens. Each of the 20 contributions will take the form of a 3:30-minute video. The project will be presented at an avant-première screening in the Michel Laclotte Auditorium on 26 January 2023, then one video a week will be posted on the Louvre’s Instagram account.

At the Louvre’s invitation, 20 contemporary figures from every creative sphere will propose their own view of the museum. Whether they come from the world of painting, poetry, literature, fashion, experimental music, cinema, installation or video, they all have a deep personal connection with the Louvre, its collections, its visitors, its life... This unprecedented programme brings together contributions by Ivan Argote, Hicham Berrada, Anton Bialas and Kamilya Kuspanova, Mykki Blanco and Dachi-Giorgi Garuchava, Bianca Bondi, Guillaume Bresson, Jacob Bromberg, Théo Casciani, Pan Daijing, David Douard, Eliza Douglas, Jennifer Douzenel, Mimosa Echard, Miles Greenberg, Rafik Greiss, Marie Jacotey, Christelle Oyiri, Ariana Papademetropoulos, Edgar Sarin and Marine Serre. 


According to the Louvre’s President-Director Laurence des Cars, ‘The views of these 20 artists reflect original and highly personal yet universal ways of responding to our collections. They show us different ways of looking at the Louvre and new, contemporary ways of creating with the museum, confirming its role as a contemporary site of art.’

All the artists involved in the project have already achieved prominence in their own field. Whatever their backgrounds and artistic practices, they have made their mark, asserting themselves as important contributors to contemporary creativity, and they have all made the museum into their muse.

This innovative project takes the form of 20 videos, each about 3:30 minutes long. It gave the artists an opportunity to define their own perception of the Louvre. From splendid staircases to marble floors, from the Cour Khorsabad to the galleries of Flemish paintings, from the Salle des Caryatides to the galleries of medieval French sculpture, they each created a work reflecting their personal perspective across the entire museum.

Together, the artists – working with film crews or with their own mobile phones, by night or during visiting hours, using digital resources or focusing on their personal connection to the works – have created a polyphonic portrait of the Louvre, as life and audiences have returned to the museum.  

Nowadays, anyone can use video to be part of the museum, using a mobile phone to photograph or film. It is a medium used both by the general public and by some of the greatest film-makers, who have used it to show their own view of the Louvre. To continue in this tradition, the museum will present the 20 artists’ videos at a public screening on 26 January, during the International Art Film Festival (Journées Internationales du Film d’Art), whose guest of honour is the celebrated artist Dominique Gonzalez-Foerster. In addition to this event at the Paris museum, the artists’ creations will also be presented at the Louvre-Lens, bolstering the collaboration between the two museums.


The project will also be presented to the public through weekly videos posted on the Louvre’s digital platforms (including its Instagram account, which has some 5 million subscribers). The videos will eventually live their life in the hands of the artists who created them. 

‘Louvre Looks’ follows on from an invitation extended to a number of contemporary creative figures (such as Candida Höfer, Jenny Holzer, Anselm Kiefer, Martin Szekely, Yan Pei-Ming), who have collaborated with the Louvre in the past, to choose and comment on an artwork on the Louvre’s Instagram. Both programmes expand and feature the community of the museum’s artist fellow-travellers, who have participated in  the Louvre’s artistic life over the course of the past twenty years. They highlight the Louvre’s unique status as the home of artists – as it has been known since the 18th century, when it housed artists’ studios.

14/01/23

Meraviglie veneziane a Cuneo

 

Bellezza, spiritualità sono alcuni degli elementi centrali del grandioso progetto espositivo che la Fondazione CRC ha portato a Cuneo con i cinque capolavori veneti presenti nel Complesso monumentale di San Francesco.

L'esposizione riunisce cinque tele sulla storia cristiana che giungono dalle chiese di Venezia. Il percorso espositivo si apre con l’Annunciazione (1563-1565) di Tiziano che giunge dalla Chiesa di San Salvador, segue il Battesimo di Cristo (1560-1561) dalla Chiesa del Redentore,  poi l’Ultima Cena (1561-1566) dalla Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio detta San Trovaso, la Crocifissione (1560 circa) dalla Chiesa di Santa Maria del Rosario detta dei Gesuati di Tintoretto e si conclude con la Resurrezione di Cristo (1560 circa) dalla Chiesa di San Francesco della Vigna del Veronese. 

Questo eccezionale evento si realizza per festeggiare i 30 anni di attività della fondazione e vede la collaborazione con il gruppo Intesa San Paolo che ha sostenuto il restauro delle opere del Battesimo di Cristo del Veronese e la Crocifissione di Tintoretto nell’ambito del progetto Restituzioni.



Un'occasione speciale per poter conoscere e confrontare questi tre storici artisti, che realizzarono le opere fra il 1560 e il 1566, creando così un momenti di scoperta e analisi di un particolare momenti della storia dell'arte. 

Sono tante le emozioni che queste opere trasmettono e suscitano, dalla meraviglia delle tecnica pittorica alla ricercatezza iconografica che è presente nei diversi lavori e che racconta e riflette sul percorso della fede cattolica. 




Il progetto espositivo ha avuto tantissimo successo in particolar modo le belle visite guidate, che per poter accogliere le tantissime prenotazioni sono state raddoppiate.

13/01/23

Prossimamente fiere..


 
Eccovi un elenco delle prossime fiere, fino alla stagione estiva, dedicate al mercato dell'arte, in Italia apre Bergamo dal seguita poi da Bologna. 

BAF 2023
13 Jan 2023 – 15 Jan 2023
Bergamo 

Este Arte 2023
04 Jan 2023 – 07 Jan 2023
Punta del Este

ART SG 2023
12 Jan 2023 – 15 Jan 2023
Singapore

London Art Fair 2023
18 Jan 2023 – 22 Jan 2023
London

Art Palm Beach 2023
25 Jan 2023 – 29 Jan 2023
West Palm Beach, FL

Art Herning 2023
27 Jan 2023 – 29 Jan 2023
Herning

Arte Fiera Bologna 2023
03 Feb 2023 – 05 Feb 2023
Bologna

Affordable Art Fair - Brussels 2023
08 Feb 2023 – 12 Feb 2023
Brussels
Zona Maco Mexico 2023
08 Feb 2023 – 12 Feb 2023
Mexico City

1:54 Contemporary African Art Fair Marrakech 2023
09 Feb 2023 – 12 Feb 2023
London

India Art Fair 2023
09 Feb 2023 – 12 Feb 2023
New Delhi

Material Art Fair 2023 / Ferial Material Vol. 9
09 Feb 2023 – 12 Feb 2023
Mexico City

Los Angeles Art Show 2023
15 Feb 2023 – 19 Feb 2023
Venice, CA

Frieze Los Angeles 2023
16 Feb 2023 – 19 Feb 2023
Santa Monica, CA

Arcomadrid 2023
22 Feb 2023 – 26 Feb 2023
Madrid

Uvnt Art Fair 2023
23 Feb 2023 – 26 Feb 2023
Madrid

Aotearoa Art Fair 2023
02 Mar 2023 – 05 Mar 2023
Auckland

photo L.A. 2023
02 Mar 2023 – 05 Mar 2023
Santa Monica, CA

Art Dubai 2023
03 Mar 2023 – 05 Mar 2023
Dubai

Arte Kunstmesse Osnabrück 2023
03 Mar 2023 – 05 Mar 2023
Herrenberg

Wikam 2023
04 Mar 2023 – 12 Mar 2023
Vienna

World Art Dubai 2023
09 Mar 2023 – 12 Mar 2023
Dubai

Tefaf Maastricht 2023
11 Mar 2023 – 19 Mar 2023
Maastricht

Art on Paper Amsterdam 2023
16 Mar 2023 – 19 Mar 2023
Amsterdam

Art Central 2023
22 Mar 2023 – 25 Mar 2023
Hong Kong

Art Basel Hong Kong 2023
23 Mar 2023 – 25 Mar 2023
Hong Kong

SP - Arte 2023
29 Mar 2023 – 02 Apr 2023
São Paulo

London Original Print Fair 2023
30 Mar 2023 – 02 Apr 2023
London

The Aipad Photography Show 2023
30 Mar 2023 – 02 Apr 2023
Washington, DC

Art Düsseldorf 2023
31 Mar 2023 – 02 Apr 2023
Dusseldorf

MiArt 2023
14 Apr 2023 – 16 Apr 2023
Milan

Art Brussels 2023
20 Apr 2023 – 23 Apr 2023
Brussels

Dallas Art Fair 2023
20 Apr 2023 – 23 Apr 2023
Dallas, TX

Photofairs Shanghai 2023
20 Apr 2023 – 23 Apr 2023
London

Art Karlsruhe 2023
04 May 2023 – 07 May 2023
Rheinstetten

Art Busan 2023
05 May 2023 – 07 May 2023
Busan

Photo London 2023
11 May 2023 – 14 Jun 2023
London

Tefaf New York Spring 2023
12 May 2023 – 16 Jun 2023
New York City, NY

Frieze New York 2023
17 May 2023 – 21 May 2023
New York City, NY

Nada Art Fair New York 2023
18 May 2023 – 21 May 2023
New York City, NY

Arcolisboa 2022
25 May 2023 – 28 May 2023
Madrid

RMB Latitudes 2023
26 May 2023 – 28 May 2023
Johannesburg

Liste - Art Fair Basel 2023
12 Jun 2023 – 18 Jun 2023
Basel

Photo Basel 2023
13 Jun 2023 – 18 Jun 2023
Basel

Art Basel 2023
15 Jun 2023 – 18 Jun 2023
Basel

Tokyo International Art Fair 2023
23 Jun 2023 – 24 Jun 2023
Tokyo


12/01/23

I meravigliosi tessuti di Palazzo Madama

Da poche settimane più di 50 opere della collezione di tessuti e moda di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, che comprende circa 4.000 manufatti ed è tra le più importanti in Italia, sono tornate a essere esposte nella sala a esse dedicata al secondo piano del museo. L’allestimento, che riproporrà a rotazione nuove opere della raccolta, andrà mutando periodicamente, così da preservare la corretta conservazione dei beni.

Ai frammenti copti in lino e lana lavorata ad arazzo -  i più antichi del museo - provenienti da Antinoe, città del Medio Egitto fondata dall’imperatore Adriano, seguono i tessuti medievali, che documentano la magnifica produzione delle manifatture seriche del bacino mediterraneo e dei primi importanti centri manifatturieri italiani. Per molti secoli la produzione e la lavorazione della seta sono stati un segreto ben protetto dalla Cina, filtrato poi attraverso l’Asia centrale e l’Iran sasanide. Solo alla fine del VI secolo l’industria della seta si insedia nel Mediterraneo orientale bizantino e si estende poi verso occidente, seguendo l’espansione islamica. Le preziose stoffe di seta giungono allora nell’Europa cristiana quali doni diplomatici ed entrano nei palazzi imperiali e papali e nei tesori delle cattedrali come involucro delle sacre reliquie.



Tra il XII e il XIII secolo la tessitura della seta ha inizio finalmente in Italia: a Venezia, a Lucca e a Firenze. I velluti italiani operati, lavorati con filati d’oro e d’argento, sono i tessuti più richiesti da ogni corte del Rinascimento. Ne vediamo a Palazzo Madama due esemplari eccellenti: un magnifico telo cremisi veneziano tagliato a due altezze, storicamente detto alto-basso, e un ampio frammento di velluto di seta rossa e oro filato dal tipico disegno tardo quattrocentesco dei fiori di cardo, già parte di una veste liturgica.

Tre manufatti importanti illustrano l’arte del ricamo nel Cinquecento: la famosa tovaglia con la raffigurazione dei Quattro Continenti, attribuita alla ricamatrice milanese Caterina Cantoni, celebre tra i contemporanei per la raffinata tecnica del ricamo a doppio diritto e professionista, i cui lavori erano contesi dalle corti di tutta Europa; una tovaglia lavorata anch’essa in Italia, ma in ambito domestico, decorata da poetici motti d’amore e un repertorio di minuti disegni policromi di putti, delfini, manufede, leoni rampanti; infine, un vivace ricamo raffigurante la parabola delle Vergini sagge e delle vergini folli, ricamate in seta su fondo in lana con gli abiti delle donne della Svizzera tedesca della fine del XVI secolo, lavoro femminile originario della città di Sciaffusa.

Affiancati nelle vetrine storiche della sala, teli da arredo e stoffe da abbigliamento raccontano il mutare del gusto decorativo nei secoli, con un focus sull’abbigliamento e sullo stile del XVIII secolo, quando i motivi bizarre, a pizzo, a isolotti, a meandri si avvicendano rapidamente, seguendo la moda dettata da Parigi e dalle manifatture lionesi, che detengono ormai la palma dell’eccellenza.

Numerosi tra questi tessuti, esposti nelle sale del Museo Civico tra gli ultimi decenni del XIX e i primi del XX secolo, furono riprodotti in quegli anni da manifatture tessili italiane, in particolare dalla manifattura torinese Guglielmo Ghidini. Fondata nel 1865, vent’anni più tardi la Guglielmo Ghidini, Fabbrica di seterie e broccati d’oro, aveva stabilimento alla Barriera di Casale, sull’attuale piazza Gozzano, e dava lavoro a oltre trecento operai. Nel nuovo allestimento, Palazzo Madama espone alcune delle stoffe riproducenti modelli della sua collezione, per ricordare il ruolo che il Museo Civico, museo d’arte applicata all’industria, realmente svolse nei confronti delle attività produttive della città, a cui offrì opere di alto valore artistico che costituirono modello e fonte di ispirazione per riqualificare la produzione contemporanea.

Dalla collezione di abiti e accessori di moda è esposta una scelta di capi, che spazia dal XVII secolo agli anni Venti del XX secolo. Alcuni di essi sono stati oggetto di restauro e di studio in anni recenti. La riapertura della sala è occasione per vedere ora un giuppone ricamato con i nodi di Casa Savoia, unico capo seicentesco - oggi conservato -  riferibile con certezza al casato, un’andrienne confezionata con un ricchissimo lampasso lionese precedente la metà del Settecento, un abito femminile in stile Impero in leggerissima garza di seta e due briosi vestiti in stile Charleston di sartoria milanese. Per la prima volta è esposto anche un sorprendente banyan, veste da casa maschile, in seta dipinta in Cina e confezionata in Europa nel terzo quarto del Settecento. È presentato con un habit in velluto miniatura ricamato a fiori e diversi accessori maschili in una vetrina ambientata, che racconta il piacere del vestirsi e l’agio della vita dei gentiluomini nel secolo dei Lumi.

All’attualissimo tema del riuso ci avvicina, infine, un interessante abito degli ultimi anni dello stesso secolo, che fu oggetto di un riadattamento per adeguarsi alle nuove esigenze di una neo-mamma ed essere comodo per l’allattamento.




Foto Perottino

INFO UTILI:

SEDE ESPOSITIVA E DATE    Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica piazza Castello, Torino
ORARI  Lunedì e da mercoledì a domenica: 10.00 - 18.00. Martedì chiuso 
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI  Incluso nel biglietto di ingresso al museo: intero € 10,00 | ridotto € 8,00Gratuito Abbonamento Musei e Torino+Piemonte card
INFORMAZIONI palazzomadama@fondazionetorinomusei.it - t.0114433501   www.palazzomadamatorino.it 
PRENOTAZIONI       011 5211788 o via mail a ftm@arteintorino.com
Prevendita: Ticketone.it


11/01/23

Ricercare Buddha


 Il raffinato Palazzo Mazzonis posto nello storico quartiere di Porta Palazzo ospita il meraviglioso Museo di Arte Orientale di Torino.   

Uno scrigno che accoglie oltre duemila opere provenienti da alcune aree dell'Asia, pregiate materiali che sono stati parte della storia di antichi regni in terre lontane come il Tibet, la Cina, la Persia o il Giappone. 

Il particolare progetto, in corso e che durerà fino a Settembre, ideato dai curatori, Davide Quadrio e Laura Vigo, mette in analisi, in un ricercato allestimento, il significati degli oggetti rituali presenti nelle collezioni del MAO. 


Spesso lo spazio museale trasforma e modifica la percezione dei manufatti esposti, tanto più se questi sono portatori di esperienze speciali come quelle mistiche e religiose. 

Il progetto Buddha 10 offre alcune valide riflessioni sulle opere presentate, frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista, che qui vengono affrontate nel loro complesso percorso di fruizioni. Da quando sono state forgiate per un contesto spirituale al tragitto, all'originalità e alla loro presenza attuale nel museo stesso. 

Ad aprire il percorso un progetto site specific ideato da  Stefano Mancuso, noto botanico ed esperto di neurobiologia vegetale, con la cooperazione del designer Andrea Anastasio, un giardino che purificare l’aria, per avviare un tragitto in cui i visitatori è invitato a rigenerarsi per alcuni minuto, un rituale per prepararsi alla visita che non è solo culturale ma anche mistica. 

Si giunge così negli spazi della mostra dove per l'occasione sono state selezionate, dalle opere della collezione del museo, venti statue buddhiste realizzati in diversi materiale; legno o pietra, e in diverse epoche storiche, messe in dialogo con altre sculture di carattere religioso provenienti dal Museo delle Civiltà di Roma, e dal Museo d'Arte Orientale Chiossone di Genova.


Per la loro bellezza e valore colpiscono particolarmente i trenta bronzetti votivi della “Collezione Auriti” e  le due stupende teste in pietra di epoca Tang.

Si attiva così un interessante percorso che ci pone ampie riflessione su come noi oggi percepiamo questi manufatti, sul loro reale valore fra estetica, scienza, ricerca storica e spiritualità.

Molto interessante poi l'esperienza in VR, realizzata in collaborazione con la Chicago University, che ci fa riflettere sulla famosa grotta dei templi buddhisti di Tianlongshan manomessa e alterata durante le epoche storiche.


Nel corso dei mesi il progetto subirà dei cambiamenti con nuovi allestimenti e opere che apporteranno nuove percezioni e riflessioni, a corredo di questa rassegna ci sono diversi appuntamenti per approfondire le tematiche, che potete consultare sul sito del museo. 

“Buddha 10. Frammenti, derive e rifrazioni dell’immaginario visivo buddhista”
MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino 
Fino al 3 settembre 2023
Orari: mart. – dom. 10/18