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22/12/13

Moon of Ai Weiwei e Olafur Eliasson


Ai Weiwei e Olafur Eliasson hanno unito le loro energie per un nuovo progetto sul web, visto che Ai non può spostarsi dalla Cina, si tratta di Moon.

Si proprio la luna che tutti vediamo da ogni luogo della terra.

Che ne pensate, qui tutti i dettagli.


The instant a touch is made, things are set in motion. Make a drawing to reach out and be touched. Drawing together we are drawn together. This is how we make a difference in the world, on micro and macro levels, individually and collectively. Touch the moon by drawing on it – a vision, doodle, statement, a greeting, thought. . . your drawing is a hinge between you, everyone else, and the universe.

By connecting in spaces for imagination – by determining what to share and how to share it – we can create a greater outcome. Through messages and non-verbal communication, in a language unique to each person, the collective work becomes a testament to personal freedom, creativity, and activity.

Celebrate with us the gathering of creative powers from around the globe to mark the passage from nothing to something and from thinking into doing. Savour this moment of transformation. Leave your fingerprint and see the shared moon grow as others reach out too. Let’s show the world that together our marks matter. Creativity defies boundaries.

Ideas, wind, and air no one can stop.

Ai Weiwei and Olafur Eliasson




Find a place on the moon where you would like to make your mark.
Click to draw.

Assign tags to your mark and click the tick to submit.

Respond to other people’s marks by making your own next to theirs.
Begin a dialogue.

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To find your mark again, search the latest marks feed in the menu at the top right.


21/12/13

The Parisianer





Un progetto fra arte e grafica è in mostra per tre giorni, fino al 23 Dicembre, alla Cité internationale des arts di Parigi.


A 100 artisti sono stati invitati a ideare una copertina di un'immaginaria rivista dal nome di The Parisianer, eco alla celebre pubblicazione settimanale del  The New Yorker.


Il risultato è molto gradevole, seguirà un libro che le raccoglierà tutte, e chissà forse anche una rivista.




20/12/13

Assegnato i Premi Terna

Ieri sono stati proclamati i vincitori del Premio Terna 2013, che sono: 

David Reimondo


Vanessa Alessi


e Gianluca Vassallo


A cui vanno i premi di  4mila, 3mila e 2mila euro.

18/12/13

Apre oggi il nuovo centro visite di Stonehenge, nel Wiltshire.

  
Finalmente ha preso forma il centro visite di Stonehenge, parte del progetto di rinnovamento del famosissimo parco archeologico del cerchio di pietre che ogni anno attrae milioni di visitatori da tutto il mondo. L’edificio è stato ideato dallo studio di architetti anglo- australiano Denton Corker Marshall e comprende una galleria/museo con reperti archeologici, uno spazio per mostre temporanee e un punto informativo per visitatori.  


Il complesso si inserisce in modo delicato nella vasta area archeologica senza disturbare la fruizione e il campo visivo. Infatti c’è un servizio di navetta che collega il centro al famoso cerchio di pietre, posto circa a due chilometri di distanza. 

 

16/12/13

In Reverse con Rod Arad




La Pinacoteca Agnelli è orgogliosa di annunciare In Reverse, la mostra dell’artista, designer e architetto di fama internazionale Ron Arad.

Arad rimane uno dei designer più influenti ed enigmatici al mondo e, nel corso degli ultimi 30 anni, ha fornito un contributo di importanza fondamentale al mondo dell’arte, del design e dell’architettura. Assurto a fama internazionale con la sua “Rover chair” e la libreria a serpente “Bookworm”, Arad ha collaborato con marchi importantissimi quali Alessi, Vitra, Moroso, Swarovski e, oltre a tanti altri progetti acclamati dalla critica, ha progettato il negozio di Yohji Yamamoto di Tokyo. Arad ha esposto le sue opere al Centro Pompidou di Parigi, al MOMA di New York e al Barbican di Londra.In Reverse si concentrerà su un importante nuovo progetto, presentato per la prima volta quest’anno al Design Museum di Holon, iconico edificio progettato da Arad a Tel Aviv, che, attraverso esperimenti fisici e simulazioni digitali, esplora il modo in cui le carrozzerie delle automobili, soprattutto Fiat 500, si comportano sotto compressione.

A questo caleidoscopio di colori e materiali unico al mondo, non poteva certo mancare Fiat – main sponsor dell’evento – con la sua iconica 500, confermando la propria attenzione al mondo dell’Arte e del Design, un ‘territorio’ di comunicazione dove mostra di trovarsi a proprio agio.

Sulle pareti bianche e pulite degli spazi disegnati da Renzo Piano al 4° piano della Pinacoteca Agnelli, Arad installerà “Dried Flowers” (2013): sei Fiat 500 schiacciate e appiattite in modo da togliere il senso della profondità come in un cartone animato o nel disegno di un bambino. I veicoli schiacciati circonderanno un telaio di formatura in legno ricurvo, uno stampo utilizzato per sagomare e adattare i pannelli metallici della 500 preso in prestito dall’Archivio e Museo Fiat. A fianco, Arad presenterà “Roddy Giacosa (2013)”, una nuova scultura creata posizionando centinaia di barre in acciaio inox lucido su un’armatura metallica con la forma di una Fiat 500. Ogni sezione sagomata riprende la linea dei pannelli della vettura e i componenti si integrano per formarne la carrozzeria. Sarà in mostra anche lo stampo utilizzato per quest’opera.Lungo le pareti che espongono le Fiat schiacciate, si potrà ammirare un gruppo di opere di Arad. Si tratta principalmente di sedie in acciaio, che mostrano il suo percorso di sperimentazione con questo materiale dai suoi primi lavori negli anni ’80, di numerosi oggetti schiacciati, come un’automobilina della polizia che trovò quarant’anni fa in una strada di Tel Aviv, e di altri studi e prove, compreso un portabottiglie appiattito da un rullo compressore.
In mostra anche “Slow Outburst (2013)”, la simulazione digitale di Arad del processo di schiacciamento del modello più recente della Fiat 500, così come una scultura ricavata da un fotogramma del film “Drop (2013)” realizzato con una tecnica di stampa in 3D. Stampe digitali su carta (“Lets Drop It, OK? (2013)”) catturano i risultati di compressioni digitali simulate di Roddy Giacosa.

20 dicembre 2013 – 30 marzo 2014

Ron Arad
Ron Arad è nato a Tel Aviv nel 1951. Ha studiato presso la Jerusalem Academy of Art e l’Architectural Association di Londra. Nel 1981 fondò con Caroline Thorman lo studio di design e produzione One Off, che divenne poi Ron Arad Associates e Ron Arad Architects.
La costante sperimentazione di Arad con i materiali e il suo modo radicalmente nuovo di concepire forma e struttura lo hanno posto all’avanguardia dell’arte e del design contemporanei. I progetti recenti includono il Design Museum di Holon in Israele, Mediacite in Belgio, Singapore Freeport e Vortex a Seoul.
L’estate 2011 ha assistito al lancio di Curtain Call, la più recente “scultura” di Arad realizzata con barre di silicio per creare una tela per film, spettacoli dal vivo e una fusione tra arte e pubblico. Nel 2011 è stato insignito della 2011 London Design Medal per il suo pluriennale contributo al design e alla città.

Expanded view - un nuovo progetto fra arte e web


http://www.expandedview.it/
Expanded view è un progetto curatoriale che assume forme dinamiche e metodologie di ascolto potenziate. Dopo dieci anni di festival, ora mutano in un nuova iniziativa che si muove nel web.
Expanded view è un indagine sulle capacità di ascolto, raccordo, espressione degli immaginari-mondo che segnano il panorama contemporaneo. Non è altro che un luogo immaginifico nel quale incontrare artisti, progetti, linguaggi che raccontano estetiche non ancora corrotte dal grande magma del pop, che sta investendo in maniera incontrollabile anche l’arte contemporanea. Expanded view è una piattaforma sull’art writing, travestita da evento espositivo, travestito da live performance. Ed anche il contrario.
Da qui l’importanza di avere una visione attenta, leale e cinetica sugli scenari che stanno dietro alla produzione degli artisti contemporanei. Per fare questo è importante avere una soggetiva, monografica, specifica visione catalizzata sul linguaggio di ogni artista che transita in Expanded view. Questo è un punto fondamentale.
Una delle persone che ha fatto la storia dell’arte contemporanea,un giorno decise di chiudersi dentro una camera anecoica per ascoltare il silenzio. Capì ben presto che il silenzio non esisteva,li dentro isolato da ogni rumore esterno, c’erano i propri suoni: il respiro nella gola, il piede che si arcava preparando il passo, il suono del cuore.
Non si sfugge al suono, se il suono sei tu. Per capirlo,per sentirlo, c’è voluto tutto il silenzio possibile.
Questo sarà l’intento di Expanded view: creare tutto il buio possibile, affinche, del buio, si riesca a scorgere persino l’ombra.

Serie inversa_Exh#01


Il Gruppo Diogene è lieto di invitarvi, venerdì 19 dicembre, alla mostra Serie Inversa_Exh#01 di Valerio Manghi ed Enrico Partengo.

I due artisti sono stati scelti tra i partecipanti di Collecting Peolple_Serie Inversa, incontri a intervalli regolari aperti al Pubblico del Tram, coi quali Progetto Diogene vuole porre l’attenzione sulle pratiche artistiche che si stanno consolidando sul territorio piemontese.

Serie Inversa_Exh#01 è la prima di una serie di mostre che attingono da quest’indagine, proponendo ai selezionati la possibilità di produrre un progetto inedito e, attraverso momenti di discussione e confronto tra gli artisti e i membri del Gruppo, farlo entrare in un processo di formalizzazione e restituzione pubblica. Per questa prima edizione il luogo della mostra sarà lo spazio Studio Diogene di Via Parma 31.

Con UNRAVELING HUMANS_01: MEDIA Valerio Manghi (Ivrea 1988, vive a Torino) proporrà una sua personale mappatura di decodifica delle relazioni che intercorrono tra l’individuo e i mezzi di comunicazione di massa nella società contemporanea. Un’installazione ambientale che, attraverso lo sviluppo materiale di una concatenazione di significati, tenta di sbrogliare, palesandole, le reazioni della mente umana all’incontro con un mezzo di comunicazione specifico e basilare quale la pagina di un comune rotocalco.


Il progetto di Valerio Partengo (Torino 1985) è la concretizzazione delle sue recenti riflessioni sul fenomeno dell’antropizzazione del territorio, quindi dell’intervento attraverso il quale l’uomo conforma e manipola l’ambiente naturale che lo circonda e la risultanza estetica che ne deriva. Una serie di lavori che pone l’accento sul cortocircuito emotivo che si genera per esempio guardando un tramonto reso cromaticamente suggestivo dall’inquinamento atmosferico, o il fascino estetico che può suscitare la visione di un eco-mostro abbandonato. Tra i lavori di Partengo in mostra dei saggi in cemento armato, calchi del terreno che traducono in scultura le asperità di un’ incongruenza generata dall’intervento umano su un dato luogo, caricati successivamente della valenza cromatica che il test di tornasole restituisce di quel terreno campione.



VALERIO MANGHI / ENRICO PARTENGO
inaugurazione venerdì  20 dicembre 2013 ore 18:30
mostra dal 21 dicembre 2013  al 9 gennaio 2014
apertura su appuntamento telefonando al numero +39.338.3721045
STUDIO DIOGENE via Parma 31, TORINO

14/12/13

Hugo Prize 2014

Camille Henrot 
 Sheela Gowda
 Charline von Heyl
 Hassan Khan
 Paul Chan
Steve McQueen

Hugo Prize, fra i premi più prestigiosi e cospicui, ha annunciato i nominativi dei candidati per la selezione del 2014, che sono Paul Chan, Sheela Gowda, Camille Henrot, Hassan Khan, Charline von Heyl e Steve McQueen.

Chi sarà il vincitore del premio e soprattutto dell'occasione di poter fare una grande mostra al Solomon R. Guggenheim Museum nel 2015?