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17/10/22

Artissima programma


 
Proseguiamo l'avvicinamento ad Artissima approfondendo i dettagli dell'evento. 


COMITATI DI SELEZIONE

Il comitato di selezione delle gallerie partecipanti in Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions si arricchisce di un nuovo membro, Antoine Levi (galleria Ciaccia Levi di Parigi, Milano) che va ad affiancarsi al team di galleristi internazionali composto da Isabella Bortolozzi (galleria Isabella Bortolozzi di Berlino), Paola Capata (galleria Monitor di Roma, Lisbona, Pereto), Philippe Charpentier (galleria mor charpentier di Parigi, Bogotà), Raffaella Cortese (galleria Raffaella Cortese di Milano), Nikolaus Oberhuber (galleria KOW di Berlino), e Alessandro Pasotti (galleria P420 di Bologna). 

Caterina Avataneo, curatrice indipendente di base a Torino, viene confermata come consulente curatoriale per la sezione New Entries, riservata alle gallerie giovani aperte da meno di cinque anni e presenti in fiera per la prima volta.


LE SEZIONI CURATE E ARTISSIMA VOICE OVER

Quest’anno le tre sezioni curate della fiera – Disegni, Present Future e Back to the Future – tornano in presenza nel padiglione fieristico con stand monografici. Rinnovati anche i team curatoriali: Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo, Milano, per Disegni;
Saim Demircan, curatore indipendente e scrittore, Torino e Maurin Dietrich, direttrice del Kunstverein München, Monaco, per Present Future; Anna Gritz, direttrice del Haus am Waldsee di Berlino, e Balthazar Lovay, curatore indipendente di Ginevra, per Back to the
Future.

Le sezioni curate vivranno non solo in presenza ma anche sulla piattaforma digitale Artissima Voice Over realizzata grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo. Artissima Voice Over è uno spazio cross-mediale che offre una panoramica approfondita del lavoro di tutti gli attori coinvolti in ciascun progetto: la galleria, l’artista, i curatori. Alcuni dei contenuti della piattaforma (video, interviste e podcast) sono prodotti direttamente dalle gallerie e dagli artisti, mentre altri vedono la curatela editoriale dell’art project Treti Galaxie – composto da Matteo Mottin e Ramona Ponzini – con il contributo della casa di produzione video Like Usual in collaborazione con FIONDA.


CURATORIAL ADVISORS

Artissima introduce nel 2022 un nuovo elemento di valorizzazione  della propria identità innovatrice e pionieristica. Julie Boukobza (curatrice indipendent , Parigi, e direttrice del Luma Arles Residency Program, Arles) e Krist Gruijthuijsen (direttore, KW Institute for Contemporary Art, Berlino) sono i Curatorial Advisors di questa edizione della fiera. Insieme al Comitato di selezione e al team di curatori, contribuiranno a delineare e raccontare un’edizione che rimarchi il carattere sperimentale di Artissima e che ne avvalori la distintiva attenzione alla scoperta, e riscoperta, delle più interessanti realtà d’arte contemporanea presenti sulla scena internazionale.


PREMI E SUPPORTI DELLE FONDAZIONI E ISTITUZIONI

Artissima organizza, in collaborazione con aziende partner, quattro premi per artisti e gallerie: il Premio illy Present Future, il Premio FPT for Sustainable Art, il Premio VANNI occhiali #artistroom e il Premio Tosetti Value per la fotografia. A questi si aggiungono due riconoscimenti a memoria di figure di spicco del mondo dell’arte: il Matteo Viglietta Award, promosso dalla Collezione La Gaia e il Carol Rama Award, promosso dalla Fondazione Sardi per l’Arte; e quattro supporti ad artisti e gallerie promossi dalle fondazioni e istituzioni che hanno confermato o iniziato il rapporto con la fiera: OGR Award di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, “ad occhi chiusi...” della Fondazione Merz, ISOLA SICILIA 2022 di Fondazione Oelle e il Premio Ettore e Ines Fico del MEF Museo Ettore Fico di Torino. Tutti gli artisti vincitori saranno selezionati da giurie internazionali.

16/10/22

La curiosità anarchica di Lavinia Raccanello da Moitre a Torino

 


Il progetto di Lavinia Raccanello proposto alla galleria Moitre è parte di un interessante bel progetto che l'artista sta sviluppando da diverso tempo. 

Un attimo storico contorto della città di Torino che viene sintetizzato in una aperta idea estetica. 



CS

Un secondo tempo, per un esposizione, è per logica o una riproposizione oppure un evoluzione. “Esercizi di stile 1998”, personale di Lavinia Raccanello, svoltasi tra gennaio e febbraio, ha consentito all’artista di ampliare il proprio interesse creativo, portandola ad implementare le conoscenze e le possibilità, legate ai fatti di quasi un quarto di secolo fa, inerenti alla narrazione degli accadimenti accorsi alle figure di Maria Soledad Rosas (conosciuta come Sole), Edoardo Massari (Baleno) e Silvano Pelissero. “Curiosità e Anarchia”, è la naturale conseguenza di un processo di ricerca in continuo implementarsi e che ha permesso, grazie ad aspetti creativi, giornalistici, informativi, teatrali, di giungere ad una nuova tappa della conoscenza, su avvenimenti e retroscena, che solo di recente, stanno incontrando un analisi storica e quanto più oggettiva.

Complicato è tenersi buona un’idea per più di un giorno. Per sua stessa formazione è soggetta alla corruzione dei tempi e se proviene da distante, ha già più volte deviato dal solco originario oppure si è infittita di sottotesti. Basta che abbia passeggiato tra le persone, assumendone tutta la precarietà e si sia fatta colonizzare dalla cultura predominante. Perché ciò avvenga, nel minor tempo disponibile, è comunemente adoperato un amplificatore di messaggi (l’arcinota “grancassa”) per mezzo di parola, suggestioni, informazioni, notizie, scrittura, dicerie, congetture o indecise ipotesi. Chi espande il messaggio ne ha anche già corrotto il senso perché ne ha fornito uno solo o una minima parte della sua interpretazione. Così il pensiero diventa poco più che un esercizio (“di stile”, seguendo Raymond Queneau). La metodologia la possiamo applicare ovunque, soprattutto a corto raggio, comprovandone gli effetti in modo diretto. Per esempio per l’anno 1998 dove l’artista ha deciso di porre la sua attenzione. Per esser ancor più precisi, per setacciare ancor meglio, in una vicenda che ha coinvolto tre persone: Maria Soledad Rosas (conosciuta come Sole), Edoardo Massari (Baleno) e Silvano Pelissero che nel millenovecentonovantotto furono accusati di azioni di matrice ecoterrorista principiati nell’agosto di due anni prima. Una storia che è una ma che nel linguaggio è difforme. Articoli di giornale, testimonianze, atti giudiziari, lettere, scartafacci, documenti sparsi concorrono a disinibire ogni istinto di sentenza. Declamano invece una condizione storica dove la società si muoveva secondo determinate rotte, non tutte disinteressate, alcune accettabili, altre interpretate, di certo sparse per termini o concetti dal poderoso apparato mediatico di cui oggi, noi, malcapitati abitanti pandemici, ci troviamo nuovamente a soppesarne l’efficienza. L’architettura dotta della Raccanello è una calibrazione storica e contemporanea, ironica quanto basta, della consapevolezza della nostra società lumeggiata tramite parole, in fronte alle notizie che rendono la quotidianità un tassello storico il giorno successivo e che dì dopo dì, trasformano le realtà in giudizio critico nei confronti di fatti, persone, vicende, situazioni.

15/10/22

Arriva Artissima


Fra due settimana torna l'attesa fiera di arte contemporanea più sperimentale, Artissima. Unica nel suo genere, specializzata nelle nuove proposte con una programmazione che è stata poi spesso copiata da altre celebri fiere internazionali. 

Come sempre punto di raccolta il luminoso Oval che quest'anno accoglierà 174 gallerie da 28 paesi, corredato dai diversi musei e fondazioni che nella settimana organizzano tanti eventi artistici e culturali. Questa edizione si intitolerà "Transformative Experience". Il nuovo curatore, Luigi Fassi, dichara, annunciando il patrocinio del Ministero della Cultura, che il suo pensiero sulla fiera« “Transformative Experience” è un concetto elaborato dalla filosofa americana L. A. Paul per indicare quelle esperienze che aprono nuovi orizzonti ai nostri sensi, pensieri, emozioni  fino a cambiarci nel profondo come persone » .

Questa l'intervista ufficiale al curatore.




Il tema scelto per l’edizione di Artissima 2022 è Transformative Experience, concetto elaborato dalla filosofa americana L. A. Paul (docente di Filosofia e Scienze Cognitive alla Yale University) nell’omonimo saggio pubblicato nel 2014 dalla Oxford University Press.

Secondo Paul, un’esperienza trasformativa è capace di modificare radicalmente la persona che la vive, mettendone in crisi le aspettative prefigurate razionalmente e aprendo prospettive verso l’ignoto.

“Il mondo dell’arte – spiega Luigi Fassi – nel suo insieme ha visto in questi ultimi anni cambiare le proprie regole, le modalità di scambio e di interazione informativa tra operatori e appassionati, navigando verso molteplici orizzonti di trasformazione. È tuttavia rimasta più che mai viva e bruciante l’urgenza di incontro e di relazione immediata, dettata dalla volontà di conoscere e vivere in tempo reale l’esperienza dell’arte e di continuare ad apprendere quanto di nuovo sta emergendo sulla scena presente. Proprio il tema di come tutti noi viviamo nelle nostre vite l’insorgenza di esperienze trasformative è l’ispirazione centrale dell’edizione di Artissima 2022. Un’esperienza trasformativa è quella che apre nuovi orizzonti ai nostri sensi, ai nostri pensieri e alle nostre emozioni, sino a poterci cambiare in profondità come persone. La filosofa contemporanea americana Laurie Anne Paul nel suo libro Transformative Experience sostiene che le esperienze personalmente trasformative sono quelle che non possiamo in alcun modo anticipare o prefigurare razionalmente, perché nulla può sostituirne il vivo manifestarsi come rivelazione di un territorio a noi ancora sconosciuto”.

La fiera avrà 7 sezioni, Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions, di cui 3 curate “ Disegni”, “ Present Future”, “Back to the Future” articolate in ben 35 progetti artistici.

E' stato anche ideata una nuova identità visiva sviluppata dallo Studio FIONDA, eccovi il video.



14/10/22

Frammenti di Nuvola Ravera da Oggetti Specifici

 


Da qualche parti succede qualcosa e qualcos'altro prende avvio, le cose si intrecciano iniziano, si sospendano, rimangono dimenticate, o rielaborate. 

Sensazioni di attimi, che diventano tracce nelle opere di Nuvola Ravera proposti da Oggetti Specifici






13/10/22

Il nuovo OCMA


 Ha riaperto, lo scorso 8 Ottobre, con il nome di OCMA – Orange County Museum of Art, il Balboa Pavilion Gallery. 

Nuovo nome e nuovo stupendo edificio disegnato dal Morphosis Studio di Thomas Mayne, nel Segerstrom Center for the Arts di Costa Mesa.

Sarà dedicato tutto all'arte contemporanea con una bella raccolta permanente, forte di oltre 4500 opere, e con una ricca programmazione di eventi, dalle mostre alle conferenze con un'idea di inclusione territoriale molto forte. 






12/10/22

Giuseppe Mulas, trino

 


L'autunno espositivo di Giuseppe Mulas a Torino si spartisce fra tre diverse situazioni spaziali. La storica galleria InArco, lo spazio Société Interludio e il suo project space a Cambiano. 

Legano gli spazi un lavoro particolarmente forte e intimo. 





CS

Le congiunzioni, le lontananze, l’incomunicabilità con l’ambiente esterno e i punti di contatto universali tra piacere dissoluto e introspezione sono il sostrato delle opere di Giuseppe Mulas, che nella mostra diffusa ALL THE STARS OF YOUR NIGHT elabora un linguaggio ambiziosamente articolato tra tecniche e mezzi differenti.

Tre momenti, corrispondenti a tre esposizioni interconnesse: la Prefazione, sorta di camera di decompressione in penombra prima dell’intercedere in un mondo di enigmi privati e metamorfosi psichiche, rileva gli istanti di iato tra la vita nel mondo reale e la creazione artistica che plasma nuovi concetti, incomunicabili al di fuori dell’opera; Le esistenze impossibili sono residui di paradosso, giacenze di significato misterioso alla base della poetica di Mulas.

Altrettanto insita nell’animo dell’artista, in un tripudio accanitamente sgargiante di colori e attraversando multiformi temerarie tecniche (la scultura su ceramica, la pittura su tela e il grattage sulla carta), è la concezione che guida la lettura di ALL THE STARS OF YOUR NIGHT, svolgimento principale del discorso dedicato ai familiari e a se stesso, dove la materializzazione dell’innocenza, decodificata quale sessualità simultaneamente erotica e libera, primitiva e raffinata, smaliziata e fanciullesca, sovrappone con prorompente spontaneità attitudini e orientamenti. I simboli privati vengono sottratti al principio della comunicazione trasparente, con un linguaggio arcano che rafforza l’elemento percettivo rispetto a quello conoscitivo evidenziando il dato istantaneo, ovvero ciò che è astratto ma effettivamente percepito, ed esasperando al contempo la concretezza dell’oggetto; il segno acceso sullo sfondo scuro (blu e viola quasi neri) che emerge dal graffio (che è anche ferita) disturba la superficie delle cose per accogliere, con un senso a tratti giocoso e a tratti struggente, una profonda riflessione sui sentimenti umani. Un codice espressivo peculiare, che apre il vitalismo tenace del soggetto ai contesti di memoria collettiva – una vera e propria “lettera aperta agli affetti”, questi ultimi personaggi aggraziati e potenti, totemiche allegorie nel vagare di stelle insinuatesi nella composizione.

Esterrefatta è infine la visione di Doppio sogno: all’interno di un involucro di stilnovismo morboso, lo sguardo rivela l’immagine dell’amata come un’apparizione dello stato di natura (la fidanzata come costellazione o come sirena); una regressione che è insieme decostruzione del topos della donna angelicata e riscrittura del rapporto cristallino ma contraddittorio con gli altri. La mostra del resto è in ogni sua parte tesa alla condivisione – il “YOUR” del titolo principale allude all’ambivalenza tra la “tua” e la “nostra” notte – emotiva prima ancora che tangibile, alla ricerca di un interlocutore dotto e altresì comprensivo, in grado di trattare la materia con delicatezza e ironia.

Federica Maria Giallombardo


Frieze e Frieze Master

 
Tim Etchells Don’t Look Back, 2022, presented by VITRINE. Frieze Sculpture 2022  Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze.



Oggi grande apertura della fiera Frieze, nelle due sezioni, ma iniziamo a guardare in giro con le sculture poste nel parco di Regent Park. A questo link trovate la audioguida e la mappa.



John Giorno, SPACE MIRRORS MIND, 2022, presented by Almine Rech. Frieze Sculpture 2022.
Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze.



Ugo Rondinone, yellow blue monk, 2020, presented by Gladstone. Frieze Sculpture 2022.
Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze.



11/10/22

Van Gogh a Roma


Vincent Van Gogh - Natura morta con un piatto di cipolle Arles, inizio gennaio 1889
Olio su tela, 49,5x64,4 cm © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The  Netherlands

Roma accoglie una stupenda mostra omaggio al genio di Van Gogh. Inaugurata lo scorso 8 ottobre 2022 a Palazzo Bonaparte, alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, una delle mostre più attese dell’anno, che racconta la storia di questo affascinante artista. 

Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.

Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori, accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo van Gogh), inventando uno stile unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.

La mostra di Roma, attraverso ben 50 opere provenienti dal prestigioso Museo Kröller-Müller di Otterlo - che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh - e tante testimonianze biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale.

Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.

Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa come ineluttabile destino.

Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.

Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante.

Si rafforza anche il suo interesse per la fisionomia umana, determinante anche nella realizzazione di una numerosa serie di autoritratti, volontà di lasciare una traccia di sé e la convinzione di aver acquisito nell’esperienza tecnica una fecondità ben maggiore rispetto al passato.

È di questo periodo l’Autoritratto a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza, non sempre evidente nelle complesse corde dell’arte di Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l’uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità.


 
Vincent Van Gogh Tronchi d’albero nell’erba Saint–Rémy, tardo aprile 1890 Olio su tela, 72,5x91,5 cm
 © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l’immagine de Il Seminatore realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.

E così Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy (1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un Burrone (1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un Vecchio disperato (1890) diviene immagine di una disperazione fatale.

Con il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è prodotta da Arthemisia, realizzata in collaborazione con il Kröller-Müller Museum di Otterlo ed è curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti.

La mostra vede come main sponsor Acea, sponsor Generali Valore Cultura, special partner Ricola, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vision ed è consigliata da Sky Arte.

Il catalogo è edito da Skira con saggi a cura di Maria Teresa Benedetti, Marco Di Capua, Mariella Guzzoni e Francesca Villanti. 

Vincent van Gogh - Il burrone (Les Peiroulets) - Saint–Rémy, dicembre 1889 
Olio su tela, 73,2x93,3 cm © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

Londra art week

 


Molto ricca la settimana dell'arte a Londra con Frieze e Frieze Master e una serie di importanti mostre, come quella su Lucian Freud alla National Gallery o la stupenda esposizione sul surrealismo al Museo del Design.  

Artista top anche per la Royal Academy con un'ampia antologica su William Kentridge. 

Fra le novità più attese poi la riapertura, dopo un lungo restauro, della casa museo Leighton House nell'elegante quartiere di Kensington.




10/10/22

1-54 x 10



 

Festeggia già dieci anni di attività 1-54 Contemporary African Art Fair che torna negli spazi della Somerset House.



Opera di Inna Modja, The Dream Catcher, 2022.


CS

Celebrating its 10th anniversary in London, 1-54 Contemporary African Art Fair is delighted to return to Somerset House with its flagship edition over the course of four days from 13 – 16 October 2022 (Press & VIP Preview on 13 October). 1-54 London 2022 will host 50 international exhibitors across 21 countries, its largest number of countries to date !

Of the 50 international exhibitors, 17 galleries are from the African continent, and 14 galleries will participate at the fair’s London edition for the first time. Newcomers to the fair include albertz benda (New York, USA), Berntson Bhattacharjee Gallery (London, UK), Galleria Poggiali (Milan, Florence, Italy), Portas Vilaseca Galeria (Rio de Janeiro, Brazil), Selebe Yoon (Dakar, Senegal), and Unit London (London, UK), among others.

New and returning exhibitors will present over 130 artists working across an array of mediums from painting and sculpture to mixed media and installation. Works from established artists such as Ibrahim El-Salahi, Hassan Hajjaj, and Zanele Muholi to young and emerging artists including Sola Olulode and Pedro Neves will be on view.

1-54 London 2022 will be accompanied by a range of special projects and events, in addition to 1-54 Forum, the fair’s multi-disciplinary programme of talks, screenings, performances, workshops, and readings which will be curated by Dr Omar Kholeif. The full programme will be announced at a later date this Summer.

In collaboration with Somerset House, interdisciplinary Lisbon-based artist Grada Kilomba will bring her critically acclaimed installation O Barco / The Boat to Somerset House’s courtyard from 29 September – 19 October 2022. The striking 32-metre-long installation is composed of 140 blocks, the configuration of which outlines the lower ‘hold’ of an historical European slave ship. Charred by the artist, the blocks contain poems in 6 different languages, intricately inscribed into their texture surfaces. Directly addressing the history of European maritime expansion and colonisation, the piece invites the audience to consider forgotten stories and identities. Alongside its sculptural elements, the artwork includes live performance, combining song, music, and dance, with music production by award-winning writer and musician Kalaf Epalanga. Designed and directed by the artist, the live ensemble brings new meaning to O Barco / The Boat, both acknowledging memories of the past and looking towards the future. Making its UK debut, Kilomba’s installation will be on view, with performances during 1-54 on the 13th and 15th October 2022.

Thanks to 1-54’s long-standing partnership with Artsy, visitors are also able to explore, connect with, and collect from all the galleries and artists online from 13 – 30 October at artsy.net/1-54.