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02/10/20

Tornabuoni Art a Parigi

Alighiero Boetti, Catasta, 1967-92, 12 elementi in Eternit, 187 x 150 x 150 cm  © Tornabuoni Art


In questi tempi così complessi una bella notizia ci giunge da Parigi dove la galleria Tornabuoni Art inaugura il ritorno nella sua sede storica in  avenue Matignon 16, vicino all'Eliseo, luogo prestigioso e centrale per questa importante realtà italiana. 

CS

ITALIA Minimal è la mostra con la quale Tornabuoni Art inaugura la sua nuova sede parigina, il prossimo 22 ottobre 2020: un’attenta selezione di capolavori realizzati da indiscussi protagonisti della sperimentazione visuale tra fine anni Cinquanta e anni Settanta: Vincenzo Agnetti, Agostino Bona- lumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Dadamaino, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Piero Manzoni, Paolo Scheggi, Giuseppe Uncini.

Come il titolo della mostra suggerisce, le ricerche di questi grandi maestri del secondo dopoguerra assumendo anche Lucio Fontana e Jannis Kounellis come artisti italiani per la loro storia e il loro dialogo stretto con i colleghi del Belpaese - sono lette attraverso la lente del Minimalismo: una definizione che, sebbene per tradizione è legata all’arte d’Oltreoceano, può essere uno spunto interessante per leggere le esperienze italiane tra anni Sessanta e Settanta, evidenziando affinità, punti di contatto ed elementi di distinzione tra queste e quelle americane.

Il progetto espositivo vede la luce 20 anni dopo la grande mostra “Minimalia. An Italian 20th Century Vision”, a cura di Achille Bonito Oliva e tenutasi al Museum of Modern Art PS1 di New York tra ottobre 1999 e gennaio 2000, dove molti artisti allora presenti oggi sono da Tornabuoni Art: Agnetti, Burri, Castellani, Ceroli, Colombo, Dadamaino, Fontana, Kounellis, Lombardo, Manzoni, Uncini.

Artisti per i quali la scelta della riduzione operativa, il rifiuto di ogni contaminazione decorativa e narrativa, la ricerca di nuovi materiali e la concentrazione sui fondamentali dell’arte - il colore, la superficie, la materia, lo spazio, il tempo - in nome di un rifiuto radicale di tutto ciò che è spurio e superfluo, si unisce al confronto con la razionalità, il senso della geometria e l’organizzazione prospettica che affondano nei secoli della grande storia dell’arte italiana, in una tensione tutta mediterranea.

Questi gli aspetti fondamentali del minimalismo italiano, rispetto a quello nordamericano, che ITALIA Minimal mette in scena in un inedito percorso, accompagnato da un testo critico di Ilaria Bignotti:

« Il senso di una ricerca tutta italiana è custodito e offerto allo sguardo ora negli Achrome instabili e vivi di Piero Manzoni, ora nelle ferite aperte sul nuovo di Lucio Fontana; nelle inquiete trame di Castellani come lungo le tensioni estroflesse di Bonalumi; agognato e rincorso sui bordi delle aperture che s’addentrano e affacciano nelle Intersuperfici di Scheggi e nelle spaccature della materia corrusca e ricomposta di Burri; dichiarato e promesso dalle inarrivabili menzioni di Agnetti e nelle affioranti segrete titolazioni di Boetti. Un’indagine che si reitera ancora in Boetti, si dispiega in Colombo, si articola in Dadamaino, ci inchioda in Kounellis, c’ingabbia in Uncini, ci scalda in Ceroli.»

La ricerca dell’assoluto si traduce nel tentativo di condensare nell’opera il minimo comun denomina- tore delle cose del mondo, di trovare cioè la forma pura, al di là di ogni possibile condizione e contaminazione.

Artisti esposti : Vincenzo Agnetti, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Dadamaino, Lucio Fontana, Emilio Isgrò, Jannis Kounellis, Sergio Lom- bardo, Piero Manzoni, Paolo Scheggi, Giuseppe Uncini.

Paratissima Art Station ARTiglieria Con/temporary Art Center


Paratissima è da sempre la fiera più sperimentale in Italia, e quest'anno ci sorprende tutti con un nuovo rinnovamento, questa volta non di spazi, ma di strategia che trasforma la fiera in un articolato evento propulsore di creatività dal 23 Ottobre all'8 Dicembre. 

Infatti dopo 15 anni, Paratissima nel 2020 cambia e si rinnova ripensando il classico modello di fiera d’arte, per sperimentare un nuovo format espositivo per artisti indipendenti e gallerie d’arte più sostenibile e flessibile: anziché 5 giorni concentrati in una sola settimana, durante l’Art Week di Torino, Paratissima estenderà la sua durata su circa due mesi, dal 23 ottobre all’8 dicembre, offrendo di volta in volta al pubblico contenuti nuovi e diversi.

Paratissima mantiene inalterata la sua identità e la sua mission di sostegno all’arte emergente.

Non cambia luogo, confermando la sede dell’ex Accademia Artiglieria di Torino in piazzetta Accademia Militare 3 (dietro piazza Castello), ma variano i tempi di fruizione dedicati alle sezioni che compongono l’intero evento: arti visive, gallerie d’arte e fotografia. Quattro gli appuntamenti in programma: dal 23 ottobre al 1° novembre Nice & Fair - Contemporary visions; dal 6 all’8 novembre G@P – Galleries at Paratissima; dal 13 al 22 novembre Rebirthing – Art to restart; dal 27 novembre all’8 dicembre Ph.ocus – About photography. Quattro i progetti espositivi collaterali: L’Immortalità, la personale di Lorenzo Puglisi, una delle voci più interessanti ed originali della pittura italiana, a cura di Luca Beatrice, dal 23 ottobre al 22 novembre; Storie Microcosmiche di Eleonora Gugliotta, dal 23 ottobre all’8 dicembre, che ridisegna con i suoi fili scultorei gli spazi abbandonati dell’ARTiglieria; Think Big, il progetto
espositivo dedicato a grandi opere d’arte, non solo per forma ma anche per contenuti e messaggi, dal 23 ottobre all’8 dicembre; Blooming Playground, il campo da basket nella corte interna interpretato come un rigoglioso giardino fiorito dallo street artist Tellas.

Paratissima, simbolo della creatività in costante movimento, diventa così a tutti gli effetti una stazione d’arte: da punto di incontro, di partenza o di arrivo a matrice di scambi e relazioni, nonché luogo di transito e di libera circolazione per l’arte e le sue nuove proposte. L’invito è a salire a bordo dei “treni” di volta in volta proposti per compiere un viaggio di scoperta sempre diverso, oltrepassando idealmente quei limiti imposti dalla onnipresente linea gialla,
forma mentis necessaria per avvicinarsi e comprendere l’arte contemporanea. 

La prima fermata “NICE & FAIR - Contemporary visions” affronta il tema della contemporaneità nelle 5 mostre collettive, che coinvolgono più di 80 artisti, curate dagli 11 allievi del corso per curatori N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience. “C.R.A.C. Crepe, Rotture, Alterazioni e Cicatrici” a cura di Rosanna Accordino e Ludovica Lamoure riflette sul concetto di frattura e delle sue declinazioni nell’ambito ambientale, nella società e nell’essere umano. “Prospettiva rifugio” a cura di Valeria Cirone, Paola Curci e Linda Lin, nasce da una riflessione sull’omonima teoria di Psicologia Ambientale, ponendo in particolare l’attenzione sulla quotidianità vissuta durante il lockdown. “In utero. Il grembo come matrice primordiale” a cura di Caterina Capantini e Giorgia Gibertini è incentrata sul tema del grembo come matrice primordiale da cui tutto ha origine. “Elogio al camaleontismo e all’incoerenza. Per sopravvivere al caos contemporaneo” a cura di Clara Rodorigo e Margaret Sgarra, celebra la contraddizione, la capacità di adattamento e trasformazione, imprescindibili qualità nel mutevole contesto contemporaneo. “Places for people” a cura di Giovanni Gerolin e Alice Pietrucci riflette sullo sviluppo di nuovi spazi per combattere il distanziamento sociale causato dalla pandemia di Covid-19.

La seconda fermata “G@P - Galleries at Paratissima” è dedicata ai professionisti di settore nella vendita di opere d’arte. Quattordici, quest’anno (l’anno scorso erano 10), le gallerie d’arte selezionate: Collezionando Gallery (Roma), MAG – Magazzeno Art Gallery (Ravenna), Independent Artists (Milano), Casati Arte Contemporanea (Torino), AD Gallery (Fiesole, FI), ArteQuadri (Camposampiero, PD), Wikiarte (Bologna), RoccaVintage (Torino), Artender (Alassio), Context Art Gallery (Treviso), CaputoColossi – Incontro d’Arte (Chiari, BS), Picta Grafica d’Autore (Ciriè, TO), Arte Gallery (Fermo), bART Gallery (Roma). 

La terza fermata “REBIRTHING – Art to restart”, curata da Paolo Lolicata e Giulia Giglio, si interroga sul futuro: nel presente attuale sospeso e dilatato si vive nell’attesa di un segno di speranza o miglioramento, che lasci intravedere una qualche sfumatura di un possibile e prossimo futuro. La costante, il comune denominatore globale, è l’incertezza ma, nonostante ciò, si staglia ora chiaro e netto all’orizzonte il desiderio di rinascita e la necessità di un
cambiamento. Gli artisti, e l’arte in generale, hanno avuto nei secoli una prerogativa, ovvero quella di prefigurare ipotesi futuribili e possibilità inesplorate, intercettando cambiamenti ancora in procinto di avvenire, come esigenze e tendenze sommerse.

La quarta e ultima fermata “PH.OCUS – About photography”, a cura di Laura Tota, è dedicata alla fotografia contemporanea con due mostre curate e un progetto speciale per raccontare la quarantena, il lockdown e la forza della comunicazione visiva della fotografia autoriale.
“Quarantined – Storie di resistenza (e disagio) digitale” mette in mostra i progetti fotografici realizzati durante la quarantena e allo stesso tempo realizza un’indagine sull’utilizzo della comunicazione visiva durante il lockdown. Il progetto è ideato e curato da Dario Donato, Teodora Malavenda, Chiara Oggioni Tiepolo e Laura Tota. Da “Quarantined” nasce la mostra curata “Please, stay home” che raccoglie i foto-progetti, ideati e realizzati durante il lockdown,
capaci di restituire inediti ed inaspettati punti di vista e lampi di creatività nati all’interno delle mura domestiche. “Please, take care” invece vuole essere un invito rivolto ai fotografi ad indagare ciò che per ognuno di loro merita di essere fotografato e quindi raccontato, impresso e, nella maggior parte dei casi, condiviso. Un racconto corale, ma allo stesso tempo introspettivo sull’attribuzione di valore non solo nella fotografia, ma nell’intera società contemporanea.

Paratissima Art Station è la naturale evoluzione del processo creativo di Paratissima: nata nel 2005 come evento autogestito, cresciuta poi come progetto espositivo diffuso nel quartiere di San Salvario e diventata infine, a tutti gli effetti, una Art Fair indipendente. La scelta di adottare un nuovo modello si pone come strategica anche in relazione all’emergenza attuale,per garantire al pubblico e agli espositori un evento sostenibile e sicuro. Sede degli eventi l’ex Accademia Artiglieria di Torino, di proprietà di CDP Investimenti SGR, società del GruppoCassa depositi e prestiti. Nata nel 1679 come “Reale Accademia”, scuola di formazione per nobili e giovani gentiluomini alla vita di corte, è stata in seguito trasformata in accademia militare e sede dell’esercito ed oggi è stata ribattezzata “ARTiglieria – Con/temporary Art Center”, incubatore di arte e creatività emergente, in concessione fino al 31.12.2021 a PRS Srl Impresa Sociale.

Paratissima è organizzata da PRS. La direzione artistica è di Francesca Canfora. È realizzata con il supporto di CDP Investimenti SGR, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e il patrocinio della Città di Torino.

Paratissima Art Station
Cross the Yellow Line
ARTiglieria Con/temporary Art Center
Piazza Accademia Militare 3, Torino

STOP 1
NICE & FAIR - Contemporary visions
23 ottobre-1 novembre 2020

STOP 2
G@P – Galleries at Paratissima
6 novembre-8 novembre 2020

STOP 3
REBIRTHING – Art to restart
13 novembre-22 novembre 2020

STOP 4
PH.OCUS – About photography
27 novembre-8 dicembre 2020

Info http://paratissima.it
011 0162002 o 345 3183971
info@paratissima.it


Per semplificare la gestione dell’emergenza sanitaria in corso e garantire a tutti una visita in sicurezza, sono state predisposte alcune misure per l’accesso e la permanenza alla mostra. I biglietti andranno preventivamente acquistati online selezionando giorno e fascia oraria d’ingresso. Il numero degli accessi è definito e limitato così da eliminare i tempi di attesa e garantire una fruizione degli spazi nel rispetto dell’attuale normativa anti-Covid.

Sarà garantita l’apertura fino a tarda sera dal venerdì pomeriggio alla domenica sera, su prenotazione gruppi dal lunedì al giovedì. A disposizione del pubblico biglietti singoli, ridotti e abbonamenti validi per tutta la durata di Paratissima Art Station.


01/10/20

Il "Cervello" secondo Prada


L'impareggiabile stile Prada si conferma anche nelle stimolanti proposte che la Fondazione realizza nelle sue iniziative come il progetto Human Brains” che si avvierà con un importante lavoro culturale e di ricerca in un ambito, le neuroscienze, che oggi sono attualissime. 

CS

Fondazione Prada ha intrapreso dal 2018 un percorso multidisciplinare di approfondimento e studio di tematiche scientifiche. Da queste riflessioni nasce “Human Brains”, un programma di mostre, convegni, incontri pubblici e attività editoriali previsto tra novembre 2020 e novembre 2022. Il progetto è il risultato di una complessa ricerca sviluppata in collaborazione con un comitato scientifico, presieduto da Giancarlo Comi e costituito da ricercatori, medici, psicologi, linguisti, filosofi, divulgatori e curatori come Jubin Abutalebi, Massimo Cacciari, Alessandro Del Maschio, Viviana Kasam, Udo Kittelmann, Andrea Moro e Daniela Perani.

“Human Brains” rappresenta una sfida inedita per un’istituzione culturale come Fondazione Prada che negli ultimi venticinque anni ha indagato una pluralità di saperi e linguaggi creativi, oltre i confini dell’arte contemporanea. L’interesse di Fondazione Prada per l’attuale stato delle neuroscienze è un’espansione della sua indagine intellettuale che continua ad affrontare i temi fondamentali del nostro tempo.

Questa nuova iniziativa pone al centro il cervello, organo unico per la complessità delle funzioni che esprime, fondamentali per la caratterizzazione dell’essere umano. L’ambito dell’esplorazione sarà molto ampio e investirà vari campi: dalla neurobiologia alla filosofia, dalla psicologia alla neurochimica, dalla linguistica all’intelligenza artificiale fino alla robotica. Il cervello sarà analizzato da un punto di vista anatomo-funzionale, ma una grande attenzione sarà dedicata anche all’invecchiamento del cervello e alle malattie neurodegenerative.

“Human Brains” è un progetto aperto, in continua evoluzione che vuole sperimentare nuove modalità di collaborazione e dialogo tra scienziati e altri studiosi e testare formati innovativi di comunicazione verso un pubblico eterogeneo e internazionale. Il cervello umano sarà declinato al plurale, come suggerisce il titolo, a sottolineare la sua intrinseca complessità e l'irriducibile singolarità di ogni individuo.

La prima fase di “Human Brains” è rappresentata dal convegno online dal titolo “Culture and Consciousness” che si terrà dal 9 al 13 novembre 2020 su una piattaforma interattiva, collegata al sito web di Fondazione Prada. Il convegno sarà strutturato in cinque discussioni quotidiane focalizzate sullo studio della coscienza nell’ambito delle neuroscienze. Ogni appuntamento prevede il confronto tra due studiosi coordinato da uno o più moderatori.

Le prime due discussioni, che vedranno la partecipazione della neuroscienziata Mavi Sanchez-Vives e del neurobiologo Jean-Pierre Changeux, moderati dal neurologo Giancarlo Comi, e della neurobiologa Eve Marder e del neuroscienziato Antonio Damasio, moderati dalla neurologa e neuroscienziata Daniela Perani, esploreranno i fondamenti biologici della coscienza, dai meccanismi neurofunzionali alle basi neurochimiche e molecolari, per poi approfondire l’analisi della connettività come substrato cerebrale degli stati di coscienza e le tecniche rivoluzionarie che consentono di studiare il cervello in vivo.

Le altre due discussioni tra il neurolinguista Andrea Moro e lo psicologo cognitivo Stanislas Dehaene, moderati dal neurologo cognitivista Jubin Abutalebi, e tra l’antropologo Ian Tattersall e il neuroscienziato Idan Segev, moderati dalla neuroscienziata Katrin Amunts, affronteranno la nozione di coscienza in relazione agli studi antropologici, il ruolo fondamentale del linguaggio e dei suoi rapporti con la sfera emotiva e affettiva per arrivare a formulare riflessioni sulle evoluzioni future degli studi e sui tentativi di creazione di macchine pensanti.

La discussione finale tra lo psichiatra e neuroscienziato Giulio Tononi e il filosofo Michele Di Francesco, moderata dalla giornalista scientifica Viviana Kasam sarà un momento essenziale di confronto tra prospettive e approcci diversi con cui è affrontata la questione complessa della coscienza. Inoltre Giancarlo Comi e Massimo Cacciari elaboreranno delle riflessioni finali sui contributi offerti dai relatori nel corso dei precedenti appuntamenti.

Il secondo capitolo di “Human Brains”, in programma nel 2021 nella sede di Milano di Fondazione Prada, sarà costituito da un convegno internazionale integrato da un progetto espositivo. Obiettivo del convegno è mettere a confronto alcuni dei più prestigiosi Istituti Internazionali di Neuroscienze sullo stato di avanzamento della ricerca e sugli sviluppi futuri relativi all’invecchiamento normale e patologico del cervello.

Nel 2022, in occasione della Biennale Arte, la sede di Fondazione Prada a Venezia ospiterà un progetto espositivo interamente dedicato allo studio del cervello che segnerà la terza tappa del progetto “Human Brains”. La mostra, curata da Udo Kittelmann in dialogo con il comitato scientifico, rappresenterà un tentativo di tradurre in una forma espositiva la storia dello studio del pensiero umano e lo stato attuale delle ricerche scientifiche fino ad arrivare alle sfide del futuro.

Saype per una nuova tappa di Beyond Walls

 

Credits: Beyond Walls-Saype Torino by Valentin Flauraud for Saype @saype_artiste


Arriva a Torino una nuova tappa di Beyond Walls - Oltre i muri, si tratta del progetto di Land Art dell’artista franco-svizzero Saype sostenuto dal Gruppo Lavazza in collaborazione con il Comune di Torino e i Musei Reali Torino

 

Due mani che si tendono l’una verso l’altra e si stringono, in una presa che trasmette fiducia e aiuto reciproco: è questa l’immagine al centro del progetto Beyond Walls - Oltre i muri firmato dall’artista franco-svizzero Saype.


Città di Torino con questo progetto, conferma il proprio impegno sui temi della sostenibilità e della condivisione, consolidandosi come metropoli internazionale dalla spiccata vocazione culturale. Un messaggio di solidarietà e di fratellanza per un’opera dipinta sull’erba, che connette idealmente la città di Torino al resto del mondo. Dopo essersi fatta portavoce dei messaggi di rinascita e solidarietà con la campagna #TheNewHumanity, ora Lavazza ha deciso di supportare Saype, artista con cui condivide visione e valori che faranno da filo conduttore per il Calendario Lavazza 2021.


In parallelo, i Musei Reali si fanno sostenitori del progetto grazie alla volontà di connettere il patrimonio delle arti classiche alle espressioni artistiche contemporanee, contribuendo a realizzare uno dei più importanti interventi artistici su scala globale degli ultimi anni. Nella cornice del Parco archeologico della Porta Palatina di Torino, uno dei luoghi storici della città, Beyond Walls diventa un ulteriore tassello della “più grande catena umana della storia”, coprendo cinque continenti per un totale di oltre venti città diverse. Settima tappa di un progetto globale inaugurato a Parigi nel 2019 e che ha già toccato luoghi come la Tour Eiffel di Parigi, il muro di Berlino e il memoriale di Ouagadougou in Burkina Faso.


La scelta di accogliere l’opera presso una delle porte di accesso della città, soglia che delimitava i confini dello spazio cittadino dal mondo esterno, sottolinea il desiderio dell’artista di superare i muri fisici e mentali, invitandoci a intraprendere uno sforzo collettivo per sentirci parte viva di un unico ecosistema, responsabili di un fragile equilibrio che richiede la nostra cura e il nostro impegno individuale.


Ogni singola mano appartenente al progetto Beyond Walls, con i suoi dettagli che rimandano a etnie, provenienze, culture differenti rappresenta il caleidoscopio di un’umanità in continua evoluzione, che non è disposta a farsi fermare da restrizioni e muri e che si fa portavoce di tolleranza e inclusione. Inserito dalla prestigiosa rivista Forbes nell’elenco delle 30 personalità sotto i trent’anni più influenti nel mondo dell’arte e della cultura, Saype ha sviluppato la propria personale ricerca fondendo l’immediatezza e l’impegno sociale della street art alla consapevolezza della land art, dando vita a una grammatica artistica del tutto personale. Tutta l’opera dell’artista, nato a Belfort nel 1989 e formatosi da autodidatta, è realizzata nel totale rispetto della natura ed è costituita da dipinti di dimensioni monumentali realizzati sull’erba grazie all’utilizzo di pigmenti biodegradabili, ideati dall’artista stesso. I dipinti, di natura effimera e di grande impatto visivo, sono nati dall’esperienza maturata da Saype attraverso l’arte di strada, trasformatasi poi verso il linguaggio della land art, un movimento d’avanguardia nato alla fine degli anni ‘70, focalizzato sul dialogo tra gli artisti e la natura.


La visione di Saype rispetto al presente e alla responsabilità dell’arte è molto chiara: «Ci troviamo a un punto della storia in cui il mondo si sta polarizzando, e in cui molte persone si stanno ripiegando su se stesse. Tuttavia credo profondamente che sia solo rimanendo insieme che l’umanità possa rispondere alle più grandi sfide del nostro tempo.»


I suoi enormi dipinti, che hanno una durata media che varia tra i 15 e i 90 giorni, rappresentano un richiamo alla transitorietà dell’esistenza e alla relazione tra tutte le forme viventi e coniugano la trasversalità e la forza dell’arte urbana alla profondità e all’urgenza della land art, dando vita a una formula visiva del tutto originale.


La scelta di Saype - nome d’arte di Guillaume Legros, nato dalla contrazione di “say peace” - avviene in continuità con il percorso intrapreso da Lavazza. L’artista ha già collaborato con l’azienda in qualità di protagonista di uno scatto di Amy Vitale, curatrice del Calendario Lavazza 2019, che ha ritratto il suo dipinto Take Care for Future, realizzato in sinergia con il progetto “Colombia Breathes” della Fondazione Lavazza.


Con questa nuova opera, la Città di Torino e Lavazza si fanno portatrici di un messaggio di speranza, di ottimismo e di resilienza che parte dalla città di Torino e si apre a tutto il mondo. Hanno voluto che anche Torino fosse uno dei luoghi scelti da Saype per realizzare la propria opera, per sostenere e diffondere la ripartenza della città già rappresentante dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, dopo l’emergenza sanitaria.


Il progetto è un percorso che comprende anche la prima mostra personale dell’artista franco-svizzero presso le sale centrali della Galleria Sabauda dei Musei Reali. Beyond Walls. Torino 2020 ricostruisce poetica, carriera e tecnica dei “Foot Murales” che hanno reso celebre Saype in tutto il mondo e sarà visibile fino al 17 gennaio 2021.


 

Francesca Lavazza - Board Member Lavazza Group

In Lavazza siamo da sempre convinti della necessità che pubblico e privato lavorino fianco a fianco a favore della comunità. Il concetto di sussidiarietà va per noi oltre il significato di collaborazione e complementarietà. Significa costruire insieme un percorso valoriale in grado di produrre un impatto tangibile sulla società. In questo percorso di sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità, il Comune ci è sempre stato vicino in un rapporto consolidato che non esiterei a definire estremamente proficuo”.

“Beyond Walls è un’opera di grande forza visiva e immediatezza. Siamo convinti che l’arte e la sostenibilità siano linguaggi in grado inspirare e modellare il nostro futuro, per questo collaboriamo con artisti che fanno propri i valori della condivisione, del rispetto per l’ambiente e la positività, contribuendo a diffondere e affermare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ormai parte integrante della visione e delle azioni del Gruppo Lavazza.» racconta ancora Francesca Lavazza.

 

Marco Giusta - Assessore dei Diritti, Creatività e Giovani Città di Torino

L’arte non solo accende un riflettore internazionale sul nostro territorio, raccontando la bellezza della nostra città, ma ci regala la possibilità di riflettere sui temi che accompagna. Saype è un giovane artista che ci ricorda che i giovani sono il futuro ma anche il presente, e la sua visione della società, più giusta, equa, sostenibile e senza confini ci restituisce la speranza di poterla immaginare, e quindi poterla realizzare. Un’opera d’arte quella di Saype che nella sua bellezza si fa portatrice di una visione del futuro, al di là dei muri, anche quelli invisibili, mani che si stringono e che uniscono al posto di dividere, ricordandoci che siamo tutte e tutti connessi e interdipendenti. Durante questo periodo straordinario e terribile abbiamo riscoperto il valore della comunità e della solidarietà. Da qui occorre ripartire per gettare le fondamenta per una società migliore. 

Ringrazio Lavazza per aver voluto nuovamente investire sull’arte e su Torino, i Musei Reali, la soprintendenza, il Duomo, gli uffici della città e tutti e tutte coloro che hanno collaborato all’iniziativa. E ovviamente ringrazio Saype per averci donato quest’opera potente e bellissima, che porta con sé la forza dell’idea di una società e di futuro più sostenibile, unito e giusto.

 

Enrica Pagella - Direttrice dei Musei Reali

I grandi dipinti sull’erba di Saype dimostrano quanto la pittura sia tutt’oggi un terreno di grande ricerca tecnica e visiva, le cui frontiere si ampliano traendo vantaggio dalle tecnologie aeree e dalle potenzialità di riverbero globale sui media, ma mantenendo sempre centrale il talento della mano e l’invenzione dell’artista.

I Musei Reali accolgono la sua opera torinese che porta con sé un importante messaggio di umanità e attenzione al rispetto dell’ambiente e che affronta con serietà la sostenibilità dello stesso intervento artistico.

 

Filippo Masino - Architetto e Curatore

Saype sviluppa con gioia e voglia di sognare il tema della connessione tra le persone, tra i luoghi e le culture, per veicolare attraverso l’immaginazione artistica una coscienza mondiale condivisa. Questo lo fa partendo dal concetto di monumento (dal latino moneo: ricordare, ammonire) e quindi di memoria del passato e raccomandazione per il futuro. Dalla Tour Eiffel al muro di Berlino, al memoriale degli Eroi di Ouagadougou e fino alla Porta Palatina, gli iconici monumenti dei padri diventano sorgenti di forza per un monumento nuovo dedicato alle generazioni di oggi – la grande catena umana dipinta – rappresentando così la loro consapevolezza della preziosa eredità, ma anche delle responsabilità che hanno di fronte alle sfide che le attendono.

 

Roberto Mastroianni - Filosofo e Curatore

Arte, impegno sociale ed eco-attivismo, sono queste le coordinate attraverso cui si muove l’azione di Saype.

L’artista è capace di dare forma a monumentali interventi pittorici, utilizzando i linguaggi della Street Art e

della Land Art, per dare vita a una forma innovativa di intervento artistico ecosostenibile completamente calato nella contemporaneità.

La figurazione che dialoga con gli spazi naturali, i codici dell’Urban Art, il rispetto per i cicli naturali danno forma a opere effimere dal grande impatto simbolico, che ricordano agli esseri umani quanto breve sia il loro passaggio su questa terra e quanto essi debbano essere rispettosi dei segni che lasciano dietro di sé.

La poetica minimale, l’impegno sociale, urgenza delle questioni poste dalla crisi climatica e ambientale fanno di Beyond Walls uno dei più importanti interventi artistici su scala globale degli ultimi anni.

 

Luisa Papotti - Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino

La Porta Palatina, riemersa isolata e silenziosa dalle grandi demolizioni del primo’900, ritrova grazie all’opera di Saype il suo ruolo originario di zona di confine, scambio e contatto. Opera d’arte ecologica ed effimera, ma non per questo meno eloquente, Beyond Walls riporta l’attenzione sul grande lacerto di mura romane, che ancora oggi divide e definisce i quartieri urbani, suggerendoci di farne il fulcro di una riflessione sul futuro della città. Ed aggiunge il proprio ai molti messaggi che i muri della città ci offrono, grazie anche all’iniziativa di Lavazza e Città di Torino.

 

Renato Boero - Presidente Iren

Il Gruppo Iren ritiene che l’arte, in tutte le sue molteplici espressioni, sia una straordinaria occasione di crescita culturale del territorio e, di conseguenza, un volano per lo sviluppo economico e sociale. Quando si presenta l’occasione di fornire un contributo, anche di natura tecnica, a forme espressive innovative e portatrici di valori in linea con l’identità aziendale, Iren risponde positivamente, nella consapevolezza che un lavoro sinergico fra aziende, enti e territorio possa produrre risultati di assoluto interesse.

 

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Credits: Beyond Walls-Saype Torino by Valentin Flauraud for Saype @saype_artiste


 

BEYOND WALLS. TORINO 2020 by Saype

A cura di Roberto Mastroianni e Filippo Masino

Torino, Musei Reali - Galleria Sabauda

1 ottobre 2020 - 17 gennaio 2021

Dal martedì alla domenica, orario 9-19

 

Nell’occasione della sua prima tappa italiana, promossa dalla Città di Torino e da Lavazza Group, i Musei Reali ospitano la prima mostra personale in Italia dell’artista franco-svizzero Saype, incentrata sulla restituzione dell’opera realizzata a Torino all’interno del più ampio progetto Beyond Walls.


Attraverso un percorso espositivo foto-video e installativo che si snoda in tre sale del piano aulico della Galleria Sabauda, viene ricostruita poetica, carriera e tecnica dei famosi Foot Murales realizzati da Saype in tutto il mondo, rendendo ragione dell’innovativo approccio ai materiali e alla creazione pittorica di grandi figure che ibridano i linguaggi della Street Art con i linguaggi della Land Art.


Saype: Say Peace. Questo è il nome scelto da Guillaume Legros, artista autodidatta classe 1989, che dopo un’attività adolescenziale da graffiti-writer è divenuto famoso in tutto il mondo per i suoi enormi dipinti sull’erba dedicati ai temi dell’umanità, della cittadinanza globale e della sostenibilità ambientale, realizzati con una tecnica pittorica da lui inventata che utilizza pigmenti biodegradabili.


Sicuramente uno degli artisti più conosciuti sulla scena globale con temporanea, nel 2019 è stato inserito dalla rivista Forbes tra le trenta persone più influenti al mondo sotto i trent’anni di età nel settore Arte e Cultura. 


Il progetto Beyond Walls - Oltre i muri, iniziato a giugno 2019, ha l’obiettivo di realizzare simbolicamente la più grande catena umana del pianeta. I giganteschi dipinti realizzati sull’erba sono fatti di mani: mani che si intrecciano, che si stringono e si uniscono in uno sforzo comune, oltrepassando i muri che separano gli esseri umani e li racchiudono in spazi mentali o geografici.


Le pareti erette nella mente diventano partizioni fittizie, che vengono spazzate vie dal gesto artistico; e allo stesso modo si crea una breccia immaginaria nei muri reali, quelli di mattoni e cemento, costruiti dall’umanità dentro e contro sé stessa. 


Le lunghissime catene non si dimenticano del valore della singolarità incarnata in ciascuna mano: attraverso specifici particolari dell’abbigliamento, gli accessori e il colore della pelle, ognuna di esse è portatrice di una sua individualità e di una storia da raccontare, e ci evoca una diversa provenienza sociale, geografica o etnica.


La mostra ospita la restituzione fotografica e descrittiva delle tappe del progetto sinora realizzate (Parigi, Andorra, Ginevra, Berlino, Ouagadougou, Yamoussoukro), in un ambiente immersivo affacciato sui Giardini Reali, la restituzione video del making of del progetto torinese e un’opera site specific di piccole dimensioni realizzata su materiale vegetale all’interno di una sala della Galleria Sabauda. Tutta la mostra dialoga con l’opera realizzata nel parco della Porta Palatina, visibile da uno spazio dedicato all’interno del Palazzo. 


Oggi il progetto Beyond Walls approda a Torino, città che Saype definisce «una ville radieuse, una città cosmopolita con forti legami con l’Europa, che nell’apertura al futuro e nell’attenzione ai temi sociali e umani incarna una identità culturale vigorosa, e quindi una città ideale per aderire al progetto».


Per il suo messaggio universale ha scelto il parco della Porta Palatina, luogo di snodo tra il centro storico, il distretto delle Istituzioni e il brulicante quartiere di Porta Palazzo.

Sotto gli archi dell’antico monumento romano, in due millenni di storia sono passati milioni di persone di tutte le provenienze geografiche, economiche e sociali, portando con loro familiari, amici, merci e idee.


In questo luogo così ricco di storia e di segni, il progetto Beyond Walls assume quindi un particolare significato, in quanto si fa forte del loro valore simbolico di connessione tra Storia e storie, tra passato e presente, tra fuori e dentro la città, tra popoli stanziali e di passaggio, nonché di resilienza e mixité urbana: valori che trovano pieno riflesso nel progetto dell’artista franco-svizzero.


Il progetto espositivo è pensato per diventare elemento di un percorso che coinvolge Porta Palatina, Giardini Reali e Galleria Sabauda, creando un circuito virtuoso tra spazio urbano e spazio museale, e si presenta come un’altra ibridazione tra antico e contemporaneo presente all’interno dei Musei Reali, insieme all’installazione The Ballad of Forgotten Places di Botto&Bruno e la mostra TOward2030. What are you doing? allestite nello stesso piano della Galleria Sabauda. 

Artissima cambia ..

 


Artissima comunica che la fiera prenderà una forma più sperimentale e meno fisica, visto l'aggravarsi internazionale della situazione, si preferisce continuare a dare sicurezza e creare alternative sia virtuali, col progetto ARTISSIMA XYZ a cui ora si affiancheranno altre iniziative. 

CS

“Nelle nostre ultime comunicazioni avevamo confermato la volontà e la possibilità, nel rispetto delle normative vigenti e con tutte le necessarie precauzioni, di inaugurare dal 5 all’8 novembre la fiera fisica, presso l’Oval Lingotto Fiere, con la partecipazione di 125 gallerie italiane e internazionali. La situazione sanitaria italiana ed europea, da noi costantemente monitorata al fine di garantire un evento in totale sicurezza, continua tuttavia a registrare sviluppi negativi che ci hanno portato a rivalutare attentamente le modalità e le tempistiche dell’edizione 2020 della fiera. In un contesto di incertezza globale, i repentini mutamenti di scenario e la conseguente insicurezza che governa le decisioni dei singoli ci costringono dunque oggi a non procedere all’organizzazione di Artissima nel formato canonico e ad immaginare invece, con la consueta determinazione e volontà, nuove modalità per presentare fisicamente l’arte a Torino.” È con queste parole della direttrice Ilaria Bonacossa che Artissima comunica alle sue gallerie e ai suoi partner la decisione di non aprire le porte dell’Oval per la sua 27ma edizione prevista dal 5 all’8 novembre, ma di proseguire nell’organizzazione di un programma fisico – realizzato con Fondazione Torino Musei – e di progetti digitali, da inaugurare nelle stesse date affinché la fiera 2020 continui a rappresentare per la città e gli interlocutori internazionali un’occasione per conoscere, ammirare e approfondire l’arte contemporanea. 

Durante i mesi di preparazione dell’evento, Artissima ha lavorato alla logistica di accesso e di fruizione del padiglione fieristico, nonché a un rinnovato allestimento, implementando tutte le misure necessarie per garantire a operatori e visitatori la piena sicurezza nel rispetto delle normative anti-covid vigenti. 

La decisione di rinunciare a organizzare l’evento nella forma consueta è stata presa dopo un’attenta analisi degli ultimi sviluppi della situazione sanitaria in Europa e delle inevitabili conseguenze sugli spostamenti internazionali. 

Le incertezze dell’attuale scenario, che non esclude l’imminente introduzione di ulteriori limitazioni alla mobilità e alle capienze consentite per gli eventi, non permettono ad una grande manifestazione come Artissima di garantire il successo che è solita offrire ai suoi interlocutori. 

Novembre rappresenterà come sempre l’occasione per lanciare progetti sperimentali e innovativi cui la fiera ha abituato collezionisti e appassionati nel corso delle sue ultime edizioni. Il catalogo digitale di Artissima, strutturato nel 2017 e continuamente aggiornato nella fruibilità, sarà affiancato dal lancio di una nuova piattaforma cross-mediale – ARTISSIMA XYZ – che accoglierà dal 3 novembre al 9 dicembre 2020 le tre sezioni curate della fiera Present Future, Back to the Future e Disegni. 


Non mancheranno inoltre le opportunità di incontrare fisicamente l’arte, la ricerca e le storie di vita degli artisti in progetti che mirano a valorizzare le gallerie in un anno così difficile. Maggiori dettagli sul programma di Artissima 2020 saranno condivisi nel corso della conferenza stampa di lunedì 12 ottobre. Artissima // Artissima è la principale fiera d’arte contemporanea in Italia. Sin dalla sua fondazione nel 1994, unisce la presenza nel mercato internazionale a una grande attenzione per la sperimentazione e la ricerca. 


La fiera è curata da Artissima srl, società che afferisce alla Fondazione Torino Musei. 

Il marchio di Artissima appartiene a Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino. 

La ventisettesima edizione di Artissima viene realizzata attraverso il sostegno dei tre Enti proprietari del marchio, congiuntamente a Fondazione CRT, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino. 

InOnda la realtà sempre più connesse fra passato, oriente e futuro

 

 

La Fondazione Torino Musei si prende cura delle oltre 150.000 opere delle collezioni d’arte della Città di Torino. Il passato con Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, l’Oriente con il MAO Museo d’Arte Orientale e il futuro con la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea: offriamo prospettive diverse su epoche storiche e mondi apparentemente lontani eppure connessi fra loro. La mission è la tutela di questo patrimonio e la sua divulgazione, con una particolare attenzione all’accessibilità e ai progetti educativi, per bambini e ragazzi di ogni età e le loro famiglie.

 

Per l’anno scolastico 2020-2021 il Settore Educazione di ciascun museo ha realizzato una programmazione che si sviluppa attraverso percorsi e laboratori INMUSEO dedicati alle ricche collezioni permanenti e alle prossime mostre e a distanza con il nuovo e innovativo progetto che porta il museo in classe, grazie alla piattaforma virtuale INONDA.

 

IN EVIDENZA: Costruisci il tuo itinerario con i nostri percorsi virtuali!

Allena la creatività a scuola o in museo. Fondazione Torino Musei arriva nelle scuole trasformando arte e creatività in esperienze di apprendimento e portando la cultura direttamente in classe. Così la didattica museale diventa on demand e tailor made, sempre più vicina ai ragazzi e agli insegnanti.

 

INONDA presenta una serie di video che raccontano il patrimonio dei tre musei attraverso percorsi ideati dal Settore Educazione. Ai video sono abbinate attività di laboratorio specifiche da svolgere sia a distanza, attraverso la piattaforma Microsoft Teams, sia INCLASSE, con attività tenute direttamente da personale specializzato a scuola.

 

Nel percorso di sviluppo dedicato all’accessibilità, un’attenzione particolare è stata riservata alla disabilità uditiva: tre video sono disponibili in LIS Lingua dei Segni italiana. La traduzione in LIS è realizzata dalla Fondazione Istituto dei Sordi di Torino, nell’ambito di una più ampia collaborazione tra l’Istituto e la Fondazione Torino Musei, volta alla realizzazione di progetti per l’accessibilità.

 

Per entrambe le soluzioni è previsto un KIT contenente i materiali per realizzare il laboratorio in classe, specifici per ciascun tema scelto.

Pensando anche ai gruppi e ai singoli visitatori, con la cooperativa Theatrum Sabaudie che supporta la Fondazione nelle attività, sono in programma visite guidate digitali che propongono approfondimenti alle collezioni permanenti dei musei, con visione dei dettagli e tante curiosità che arricchiscono la visita.

 

PER CONOSCERCI

GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

Gli argomenti scelti sono progettati per ciascuna fascia d’età e caratterizzati da una forte componente laboratoriale spaziando dall’Ottocento alla Contemporaneità, permettendo così un’ampia riflessione sui diversi linguaggi espressivi e tecnici. (gamtorino.it/education)

Per il progetto INONDA la GAM propone i laboratori dal titolo:

I MATERIALI DELL’ARTE. TECNICHE E SPERIMENTAZIONI (a partire dai 6 anni) traduzione LIS

PAESAGGI A COLORI (dai 5 agli 8 anni)

IL BELLO E IL BRUTTO NELL’ARTE (dagli 8 agli 11 anni)

DALLE AVANGUARDIE ALLA POP ART (a partire dagli 11 anni)

 

MAO - Museo d’Arte Orientale

Le attività, modulate per fascia d’età, sono incentrate sulle singole gallerie che compongono il museo (Asia Meridionale e Sud-est asiatico, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici dell’Asia) o su temi trasversali a più aree culturali. (maotorino.it/education)

Per il progetto INONDA il MAO propone i laboratori dal titolo:

PERCORSI DI POPOLI E CULTURE (a partire dai 14 anni) traduzione LIS

CINA ANTICA IN TERRACOTTA (per tutte le età)

DALLA SPADA AL PENNELLO NELLA GALLERIA GIAPPONESE DEL MAO (a partire dagli 11 anni)

 

Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica

Propone alle scuole laboratori e percorsi differenziati per fasce d'età che permettono di conoscere uno degli edifici simbolo di Torino, le sue collezioni d'arte e il magnifico giardino medievale, angolo verde nel cuore della città. (palazzomadamatorino.it/education)

Per il progetto INONDA Palazzo Madama propone i laboratori dal titolo:

BLU E ORO. I COLORI DEL GOTICO (dagli 11 ai 18 anni)

MEDITERRANEA. CULTURE A CONFRONTO TRA ORIENTE, PENISOLA IBERICA E ITALIA (dagli 8 ai 18 anni)

SOTTOSOPRA. ARCHEOLOGIA A PALAZZO (dagli 8 ai 14 anni) traduzione LIS

 

Costo dei laboratori (durata 90 minuti)

INONDA: Video + laboratorio on-line €75

KIT €20 + spedizione facoltativa

INCLASSE: Video + laboratorio €120 incluso il kit dei materiali

 

 

Guarda il video promozionale del progetto INONDA

 

Guarda il trailer di I Materiali dell’arte. Tecniche e sperimentazioni della GAM

Guarda il trailer di Dalla spada al pennello nella collezione giapponese del MAO

Guarda il trailer di Blu e Oro. I colori del gotico di Palazzo Madama

 

Per informazioni:

inonda.fondazionetorinomusei.it

 

www.gamtorino.it

www.maotorino.it

www.palazzomadamatorino.it

Paesaggi reali

 


Veri sono veri ma non proprio così come sembra, pare questo lo spirito del lavoro fotografico di Thomas Wrede che presenta in questa stagione autunnale la galleria Photo & Co. di Torino. Il risultato è stupendo, suggestioni di spazi e di sensazioni che invogliano subito al viaggio e alla scoperta del mondo, soprattutto, dopo aver visto questi scatti, quello minimale che ci circonda. 








Gianni Berengo Gardin e la Olivetti

 

Stabilimento Olivetti di Crema, stampa ai sali d’argento su carta, 1970 ca. AASO, Fondo Gianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin/Fondazione Forma


Oggi, primo ottobre 2020, nella Project Room di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, si inaugura Gianni Berengo Gardin e la Olivetti, mostra dedicata dall’istituzione torinese e dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, con la collaborazione del Museo Civico “P. A. Garda” di Ivrea, all’opera di uno dei più importanti fotografi italiani: Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930)
 
Curato da Margherita Naim e Giangavino Pazzola, il progetto espositivo evidenzia l’intensità del rapporto professionale tra il fotografo e l’azienda di Ivrea, attraverso un’accurata selezione pressoché inedita di oltre 70 fotografie d'epoca in bianco e nero, pubblicazioni e documenti d’archivio ripensati secondo una scelta curatoriale che delinea due nuclei: uno formale che indaga il tema del valore del progetto d’architettura (industriale, residenziale, sociale, ecc.); un secondo che più esplicitamente traduce un sistema sociale di relazioni dentro e fuori la fabbrica. Berengo Gardin, infatti, è uno tra gli autori che ha collaborato più a lungo con la Società Olivetti, descrivendo attraverso i suoi servizi fotografici sia il valore sociale del progetto d’architettura, sia l’organizzazione di un sistema di servizi sociali e culturali che animava la fabbrica e il territorio. La mostra Gianni Berengo Gardin e la Olivetti è inoltre un omaggio che i due istituti culturali dedicano all’autore in occasione dei suoi 90 anni.
La mostra ha origine da un progetto di ricerca e studio promosso dall’Associazione Archivio Storico Olivetti nel 2018 e svolto da Margherita Naim attraverso l’analisi e schedatura dei documenti fotografici di Gianni Berengo Gardin nei fondi della Società Olivetti, e si sviluppa all’interno di un protocollo di intesa tra il Dipartimento Archivi di CAMERA e l’Associazione, rivolto alla mappatura e alla valorizzazione dei fondi fotografici conservati a Ivrea – all’interno della più ampia cornice del Censimento delle raccolte fotografiche in Italia realizzato da CAMERA su scala nazionale. Una collaborazione consolidata, quella tra Camera e l’Associazione che, lo scorso anno, ha dato vita alla mostra 1969. Olivetti Formes et Recherche. Una Mostra Internazionale e che anche in questa occasione trova puntuale restituzione a livello locale attraverso un riallestimento della mostra ad Ivrea, negli spazi del Museo Civico “P.A. Garda” (28 novembre 2020 – 28 marzo 2021).

Siamo particolarmente soddisfatti – commenta il presidente di CAMERA Emanuele Chieli – di presentare, in Project Room, la mostra dedicata al maestro Gianni Berengo Gardin: non solo un appuntamento importante nel calendario dei festeggiamenti del quinto compleanno del nostro centro, ma anche l’ennesima testimonianza dell’attenzione che la Fondazione dedica, da sempre, ai grandi nomi della fotografia italiana e internazionale. Questa mostra è, inoltre, l’occasione per rafforzare la preziosa collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti e in questo modo omaggiare insieme i 90 anni di uno dei più fotografi italiani degli ultimi decenni.

La rinnovata collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti con CAMERA – continua la curatrice degli eventi culturali dell'Associazione Marcella Turchetti – e con il Museo civico “P.A. Garda” di Ivrea, parte da un lavoro di approfondimento e valorizzazione del patrimonio storico (e fotografico) della società Olivetti da parte dell’Associazione, attraverso un sistema di collaborazioni a vantaggio del territorio, della sua tradizionale vocazione culturale e a sostegno e per la valorizzazione e protezione del sito patrimonio mondiale “Ivrea, città industriale del XX secolo” e ringraziamo CAMERA per la rinnovata fiducia e collaborazione per questa mostra. 

La mostra è accompagnata dal catalogo “Gianni Berengo Gardin e la Olivetti” edito da Silvana Editoriale e realizzato dalla Città di Ivrea.




INFORMAZIONI
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 - Torino www.camera.to |camera@camera.to

Facebook/ @CameraTorino
Instagram/ @cameratorino
Twitter/ @Camera_Torino #CAMERAtorino

Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)
Lunedì 11.00 - 19.00
Martedì Chiuso
Mercoledì 11.00 - 19.00
Giovedì 11.00 - 21.00
Venerdì 11.00 - 19.00
Sabato 11.00 - 19.00
Domenica 11.00 - 19.00


Biglietti Ingresso Intero € 10 Ingresso Ridotto € 6, fino a 26 anni, oltre 70 anni
Soci Touring Club Italiano, Amici della Fondazione per l’Architettura, iscritti all’Ordine degli Architetti, iscritti AIACE, iscritti Enjoy, soci Slow Food, soci Centro Congressi Unione Industriale Torino, possessori Card MenoUnoPiuSei. Possessori del biglietto di ingresso di: Gallerie d’Italia (Milano, Napoli, Vicenza), Museo Nazionale del Cinema, MAO, Palazzo Madama, Borgo Medievale, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna, Forte di Bard, MEF - Museo Ettore Fico, FIAF.

Ingresso Gratuito Ingresso gratuito per le mostre in Project Room.
Bambini fino a 12 anni. Possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte, possessori Torino+Piemonte Card, possessori tessera ICOM. Visitatori diversamente abili e un loro accompagnatore. Guide turistiche abilitate. Servizio di biglietteria e prevendita a cura di Vivaticket.





Contatti

CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 - Torino