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28/05/05

Chronos


L’arte non solo rappresenta il tempo ma ne è essa stessa parte. Nel vorticoso vivere del nostro globo le idee espressive sono mutate e codesta mostra desidera indagare, in sette stanze, le molteplici variazioni estetiche della forma temporale.

Spinti da Cronos attraverseremo gli elementi che caratterizzano questa entità, assaporando la Vanitas umana, le differenti stagioni fino a giungere al tentativo di sospensione del tempo stesso, ricercata da alcuni artisti.

Un viaggi in cui i diverse aspetti creativi danno corpo all’idea del passare delle epoche storiche e del modo in cui ognuno di noi lo vive.


Chronos dal 28 Maggio al 9 Ottobre 2005 presso il Filatoio di Caraglio.

22/05/05

Matteo Olivero


Matteo Olivero (Acceglio 1879 – Verzuolo 1932) – Il panorama artistico cuneese è sempre stato molto tranquillo, sono rari i casi di personaggi che abbiano dato un contributo significativo al mondo artistico, forse per la stessa situazione morfologica di una provincia protetta ma anche limitata dalle sue montagne. Si è sviluppato un modo di fare arte spesso in ritardo con la reale situazione artistica generale. Pochi sono stati i personaggi artistici che hanno saputo vivere in relazione all?attualità culturale il proprio momento espressivo. Guardando ai nomi più interessanti vengono in mente personaggi come il controverso Matteo Olivero, il futurista Luigi Colombo (alias Fillia), il versatile Pinot Gallizio e il contemporaneo Giuseppe Penone.
Iniziamo da Matteo Olivero, che visse una vita molto tormentata. Nato ad Acceglio il 15 giugno 1879, rimasto orfano di padre fu allevato in Cuneo dalla amabile e forse troppo protettiva madre. Frequentò l?Accademia Albertina di Torino, dove diede inizio alla sua attività artistica che, per un breve periodo, si interessò anche alla scultura sulla scia di Leonardo Bistolfi, optando poi in modo definitivo alla pittura.

La sua carriera artistica si legò inizialmente allo stile accademico ma poi, a seguito anche di un importante viaggio in Svizzera, prese una forma più personale avvicinandosi al divisionismo di Segantini, stile in cui espresse alcuni dei suoi lavori più belli.

Il tema prediletto delle sue opere è l?amata montagna, in particolare nelle delicate ore dell?alba o del vespero. Si dedicò anche ad altri temi fra cui diverse vedute di Venezia e alcuni autoritratti. La sua pittura molto intensa e vibrante lo può far annoverare tra i pittori piemontesi più significativi del primo Novecento. In particolare la sua attenzione ai soggetti delle sue care valli lo rende uno degli ultimi testimoni di una montagna quieta e melanconica. In particolare lo caratterizza la sua attenzione allo spazio, quasi sempre privo di esseri umani, come a rappresentare un luogo vergine e incontaminato dalla presenza umana. Il suo percorso espositivo fu internazionale, espose in diverse città europee fra le più note Bruxelles, Grenoble, Monaco di Baviera. Anche a Parigi, dove ebbe occasione di conoscere e frequentare la viva realtà cosmopolita, con buoni consensi per il suo lavoro artistico. Muorì suicida, sembra anche in seguito alla morte dell?adorata madre, a Verzuolo, presso la dimora del suo mecenate, il senatore Burgo, il 28 aprile 1932.

Attualmente diverse opere si possono ammirare presso il Museo Civico di Saluzzo, mentre in Cuneo sono presenti presso la collezione Casa Galimberti e presso il Museo Civico di Cuneo dove si trova la sua famosa opera ?Funerali a Casteldelfino?.

20/04/05

Torino 20 Aprile 2005



Fine settimana piovoso, tempo ideale per passeggiare al riparo delle gallerie, così armato di un buon ombrello mi sono recato a Torino. 

Ho iniziato molto bene con la Galleria Vitamin che presentava in prima europea le delicate opere in carta di Marco Maggi, degli assemblaggi di risme di carta su cui incide e crea dei paesaggi astratti. Un lavoro che mi è piaciuto, sia per la bellezza/delicatezza che per le suggestioni narrative che scaturiscono dall?osservazione. 

Un rapido salto da Persano, con le poco convincenti creazioni di Luisa Rabbia. Si salva la figura/scultura a terra il resto da una sensazione disomogenea, pezzi uniti da un vacuo disegno. 

Più interessanti i video-clip, alcune di noti cantati spesso visti su MTV, da cui sono stati ricavate alcune fotografie, di Floria Sigismondi presenta all?In Arco. Anche se poi questo genere di manufatto non si capisce bene se sia parte del mondo artistico. Sempre sul versante della fotografia la bella serie di ritratti di fotografi realizzata da Simone Perolari alla libreria Agorà. 

Mentre più eleganti formalmente le opere di Karen Knorr da Photo & Co. Presso Carbone i simpatici disegni bruciati di Davide Cantoni. 

Alla Galleria Alberto Peola ci sono una serie di quadri che ritraggono tante figure maschili, realizzati da Dietmar Lutz, che si immette in quel filone di pittura rapida molto in voga in questo periodo. Molto più interessante la visita da Martano, dove la collettiva ?Dal progetto all’opera? ,dedicata ad artisti degli anni 70, mette sempre più in risalto la sciatta ripetitività dei giovani artisti, che in confronto a questi storici personaggi paiono troppo superficiali e privi di approfondimento, ma forse questa è la modernità!?

Passeggiando per Parigi



Eccomi di ritorno dalle mie giornate di vacanza parigine. Sono stato una settimana dal 5 all’11. Ora non resta che sistemare le foto, che risveglieranno i ricordi e tutto si sarà concluso. Come sempre l’entusiasmo del viaggio lascia spazio alla sensazione di melanconia che avvolgerà i ricordi nella mia memoria.


Sono state 5 belle giornate primaverili, con un cielo che rapidamente passava dal bel sole al fragoroso acquazzone. Il mattino dedicato al rivisita dei soliti musei storici (Louvre, Orsay, Pompidou), che ogni volta mi fanno riscoprire cose nuove, al Pompidou una bella mostra su Gina Pane. Metnre al Louvre una sezione archeologica che questa volta mi ha molto attratto, in particolare nella parte dedicata alla Mesopotamia. Il pomeriggio trascorreva soprattutto preso per visitare la marea di gallerie d’arte, anche se poi sono state poche quelle che mi hanno emozionato. Tralasciando quelle del quartiere di S.Germain de Pres, che si occupano di arte del primo novecento. Ormai tutta consolidata le più interessanti sono state quelle del Marais, fra le tante la Nelson con una serie di nuovi lavori di Pedro Cabrita Reis, che ha realizzato delle strutture con neon e alcuni pannelli cromatici che lontanamente ricordano Rotcko e la Denise René che proponeva i lavori optical (particolari pannelli che a seconda del punto di vista cambiano l’aspetto cromatico) di Carlos Cruz-Diez. Rimasto un poco deluso dalla Daniel Templon con la selezione di opere di Anthony Caro (storico scultore inglese) e dall’installazione di Ernesto Neto, famoso per i suoi ambienti in cui particolari sagome raccolgono odorose spezie, da Y. Lambert, mentre mi ha conquistato la vicina Meyer Bihan con le opere di Alain Kleinmann, una serie di stratificazioni di disegni e scritte molto ben armonizzate. Molto accattivante i diversi progetti del Centro Culturale Svizzero, e la serie di giovane proposte da Polaris. Per il resto la maggior parte delle altre gallerie propone una pittura sporca e tanti disegni a matita, forse anche troppi.
Fra le esperienze più simpatiche la conoscenza di una storica d’arte alla conferenza di Sophie Calle, che più che una conferenza era la firma dei suoi libri x i fans alla Maison Rouge, nuovo spazio per l’arte contemporanea vicino alla Bastille, che ha in corso una discreta mostra su Ann Hamilton. Forte delusione per le gallerie di Louis Weiss, considerate fra le più innovative, forse era il periodo sbagliato, ma le opere viste troppo leggere sia per i contenuti che per la forma, i soliti disegni/schizzi/assemblaggio/video triti e ritriti.



Quanti begli stimoli che continuano a ritornarmi in mente, sensazioni, visioni e idee che per un po mi accompagnano nel mio quieto quotidiano.



Tornado in Italia mi sono anche reso conto di come la trasferta mi ha salvato dalla valanga informativa sui funerali del Papa che ha occupato tutti i canali d’informazione. A Parigi si è sentito qualcosa ma non come mi hanno detto i miei colleghi mettendo in risalto una ipotetica grandezza dimenticando i tanti danni che il suo conservatorismo ha prodotto, ricordo anche la sua campagna denigratoria nei confronti dei gay e dell’Aids nei primi anni ’80.

14/04/05

Ritorno alla pittura?

Ormai da alcuni anni si osserva un grande ritorno alla pittura. Questa riscoperta è caratterizzata da un linguaggio che si distacca quasi del tutto dai percorsi precedenti, in cui il debito culturale è più vicino al mondo del fumetto che alla storia dell'arte. Se l'iperrealismo degli anni 70 si è consumato rapidamente, superato il momento di stupore e tralasciato il caso eccessivamente commerciale della Transavanguardia, questo nuovo ciclo pare dipendere da un veloce consumo e da una eccessiva "rapidità d'esecuzione" delle opere. La sensazione di "prodotto moda" che si respira in questo frangente "artistico" sembra particolarmente deleteria sulla qualità delle opere che troppo spesso sono realizzate in modo scolastico. Rari i casi di "bella pittura" o di significati che vadano al di là di un semplice rimando a un recente passato, soprattutto a quello della pop-art.

03/03/05

Cos’è L’arte contemporanea?



Le dinamiche socioeconomiche del presente fanno sì che l’artista, nella sua funzione prioritaria, non produca solo manufatti artigianali, come quadri e sculture, ma s’interessi a cose più complesse che la comunità culturale vive. Oggi ottimi design pensano a realizzare oggetti per il nostro quotidiano, rielaborando linguaggi artistici ormai assodati. Un artista contemporaneo deve saper sondare le diverse evoluzioni sociali, rielaborare i complessi linguaggi visivi, creare nuove suggestioni. Un esempio molto interessante è stato a New York, Christo, una delle figure più interessanti dell’arte contemporanea, che ha creato, nel mese scorso, una fantastica installazione in Central Park. Un lungo percorso di panneggi gialli lungo i principali viali del parco. Questo particolare progetto ha coinvolto diversi medium sia materiali (disegno, fotografia, video), sia fisici (il poter passeggiare fra questi archi), sia aspetti sociali (riconsiderazione culturale dello spazio e cooperazione con enti comunali e privati). 

15/02/05

Piccolo excursus sulla realtà artistica cuneese del nuovo millennio (gli spazi e le organizzazioni).

In questi ultimi anni la realtà artistica cuneese si sta nuovamente attivando. Quest'inizio di millennio pare scrollarsi l'immobilità del decennio passato, molto povero d'iniziative e di personalità di rilievo nel campo delle arti visive. Codesto nuovo periodo pare essere molto fertile di situazioni legate al panorama della creatività artistica, arricchendosi sia di persone che di diverse strutture propositive. Prima di tutto il nascere ed il consolidarsi di diversi enti pubblici/privati come la Fondazione Peano, l'Accademia d'Arte o il grande centro policulturale del Marcovaldo di Caraglio che hanno incanalato energie presenti dando luoghi e struttura al fare artistico. A questi fanno corollario gruppi di appassionati ed artisti come l'Associazione Culturale di Borgo San Dalmazzo, il Magau di Cuneo, lo Spazio Arte di Manta, il Circolo Clandestino di Dronero, i Portici d' Magnin di Mondovì o le giovani realtà del Tucspo e del Novalis. Molto importanti sono state anche le occasioni espositive molto ben curate come la rassegna Zooart di Paolo Sasia e Michela Giuggia o il concorso Onirica organizzato dalla Consulta Giovanile di Cuneo, senza dimenticare le piccole rassegne del Nuvolari Libera Tribù, o i tanti locali che si sono resi disponibile come, fra i più attivi, il Club Jazz o la libreria Janus nel dare spazio alle forme espressive più varie. Mentre rimane ancora limitata l'azione più privata come le gallerie, di cui si registra una unica novità con la Galleria Aganahuei di Alba, che ha anche aperto, in via sperimentale, un suo spazio in un centro commerciale di Cuneo.

15/01/05

Saudade reali

Anche quest'anno il Castello di Racconigi propone per la stagione invernale un particolare progetto ideato da Mirella Macera, Lucia Calzona e Progetto Cantoregi. 

Si tratta di un delicato allestimento che trasforma gli storici saloni in un luogo magico del tempo. Un emozionante viaggio in cui vengono evidenziati alcuni momenti della vita di Carlo Alberto e di Umberto II, che trascorsero diversi periodi della loro vita nel castello cuneese. Il titolo della mostra "Saudade" è una parola portoghese che parla di quella particolare sensazione di gioia nel ritornare con la memoria a cose lontane. 

Curata nei massimi dettagli si propone come una mostra da non perdere assolutamente. Contemporaneamente sono c'è la rassegna Gemine Muse, che propone giovani artisti in diversi luoghi storici in Italia.


Castello di Racconigi, dal Martedì alla Domenica 09,00-18,00.

15/12/04

Segnalazioni

A Cuneo

Segnaliamo l’ originale iniziativa del locale Reload di Cuneo che per caratterizzare il suo spazio ha commissionato a Franco Ariaudo, giovane artista cuneese, un grande lavoro. Si tratta di “Winter Exercises” un lungo pannello multimaterico, che iniziando da uno spazio disegnato si sviluppa, con una particolare forma, fino al quadro compiuto. Questo percorso pare guidarci dall’idea iniziale della creazione all’opera finita, mettendo in risalto le diverse fasi creative.

Reload dal Martedì alla Domenica dalle 20,00 alle 2,30. Via Sette Assedi 4 Cuneo


A Tenda

Presso il Museo delle Meraviglie di Tenda, dedicato agli ancestrali graffiti della Valle delle Meraviglie, è in corso una mostra sulla navigazione nel mediterraneo dalle origini fino a XIX secolo, un interessante excursus sugli scambi culturali ed economici del Mare Nostrum.   Mostra fino al 31 Marzo.


Tutti i giorni dalle 10 alle 17, tranne il Martedì. Tenda (Francia)

01/12/04

San Francesco



Riapre al pubblico, dopo molto anni di lavori per il consolidamento, l’ ex-chiesa di San Francesco in Cuneo. L’apertura è occasione di una piccola mostra antologica sulla storia di questo antico edificio attraverso il tempo.

In un simpatico allestimento ritornano a vivere le ampie navate della chiesa, in cui materiale vario è stato raccolto per cadenzare il passare dei secoli in questo luogo di credenze religiose.  La mostra è aperta fino al 9 Gennaio 2005, con il seguente orario : dal Martedì alla Domenica dalle ore 16,00 alle 19,00, ingresso libero.