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Visualizzazione post con etichetta Shirin Neshat. Mostra tutti i post
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24/08/19

Ornellaia, l’arte col vino



Anche quest’anno l’Ornellaia da sviluppo al progetto Ornellaia Vendemmia d’Artista con l’artista Shirin Neshat che interpreta l’ultimo serie di produzione delle bottiglie dell’ Ornellaia 2016.

Omaggio che prende corpo in una serie di scatti con alcune parole del poeta persiano Omar Khayyām del XI secolo, nel classico stile dell’artista iraniana.




Le bottiglie saranno battute per un’asta da Sotheby's dal 29 Agosto  al  13 Settembre 2019 il ricavato servirà per  sviluppare il rapporto triennale di sostegno della casa vinicola alla Fondazione del Museo Solomon R. Guggenheim per il progetto Mind's Eye per la fruzione del museo per persone non vedenti.



02/09/17

Arte e cinema




La ricca programmazione della rassegna della Mostra del Cinema di Venezia prevede diverse proiezioni fra cui alcune di noti artisti internazionali, abbiamo già parlato dell’artista cinese Ai Weiwei con una grande produzione, ma ci sarà anche l’artista iraniana Shirin Neshat, grazie al supporto dell’italiana Between Art Film, che porterà la sua ultima creazione visiva. Sempre grazie alla casa di produzione di Beatrice Bulgari ci sarà anche l' interessante lavoro "Controfigura" di Rä di Martino .

26/08/13

I, you, me al Whitney



Sta per concludersi al Whitney Museum for American Art, una piacevole mostra dal titolo “I, you, me” che ripercorre la fine degli anni ottanta, fra l’epoca Reagan e Clinton, caratterizzata da una fase di stagnazione economica sociale. Suddivisa in tre sezioni propone una breve ma critica analisi sull’identità singola, l’alterità e la socializzazione, viste attraverso le Cindy Sherman, Shirin Neshat, David Wojnarowicz, 

23/03/10

Donne senza uomini di Shirin Neshat




In un elegantissimo film, che vive in un’estetica molto preraffaellita, ambientato negli anni 40, storie di tre donne che si incontrano.

In un tempo lontano, ma molto simile al presente, si perpetua la tragicità che le religioni e i poteri costruiscono sulle fragili condizioni femminili.

Epica narrazione di fragili attimi si uniscono per lasciarci ancora una volta impotenti e consapevoli. Particolarmente tragica la rappresentazione della comunità “artistica” che pare la più compromessa.