Translate

Visualizzazione post con etichetta Monica Bonvicini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monica Bonvicini. Mostra tutti i post

09/07/25

Monica Bonvicini studio berlinese



 Sul sito Youtube c'è un bel video, creato in collaborazione con il Deichtorhallen di Amburgo in occasione della mostra collettiva "HOW'S MY PAINTING?", su Monica Bonvicini che ci apre le porte del suo studio berlinese. L'artista condivide approfondimenti sulla sua pratica artistica di lunga data e discute l'evoluzione delle sue tematiche, il ruolo della materialità e del linguaggio nel suo lavoro, nonché il posto che la pittura occupa all'interno della sua opera multidisciplinare.



"HOW'S MY PAINTING?" al Deichtorhallen di Amburgo offre una presentazione completa della pittura in tutte le sue forme, dalle tradizionali opere su tavola agli approcci installativi, decostruttivi e concettuali. Presenta 200 opere di oltre 70 artisti della Collezione Falckenberg, tra cui Monica Bonvicini, John Baldessari, Philip Guston, Charlotte Posenenske, Kay Rosen e Ouattarra Watts. La mostra è visitabile fino al 7 settembre 2025.

Video di MONA Productions. Prodotto da Monica Salazar. Riprese e montaggio di Peter Cairns.

13/10/19

Monica Bonvicini, Unrequited Love




Col titolo “Unrequited Love“ Monica Bonvicini  presenta alla Galleria Raffaella Cortese, fino al  9 Novembre,  tre mostre personali.

Nella prima sede è proposto un progetto che si è sviluppato in diversi anni con una documentazione fotografica di villette familiari lombarde concepite e costruite verso la fine degli anni Sessanta per la famiglia ‘tradizionale’ dell’epoca, su cui sono posti tre disegni del 2002, Places of ID (Three People at the...), Pin Up Girl e Vitruvius, che propongono intriganti connessioni tra architettura, storia e sessualità. Dalla parete a destra protende a un’altezza inusuale Grab Them by the Balls #2 (2019), una mano in bronzo che diventa una chiara risposta, non senza umorismo, a un potere patriarcale che sminuisce la realtà femminile.


Lo spazio sotterraneo ospita la scultura sospesa Bent on Going (2019), una fascia di luci al LED tessute insieme da un intricato ricamo di cavi elettrici che porta luce dei nuovi disegni della serie Hurricanes and Other Catastrophes, iniziata dopo l’uragano Katrina del 2005 a New Orleans.

Nello spazio in via Stradella 4, una intensa grande serigrafia su lastre di alluminio, proposta nella personale I Cannot Hide My Anger al Belvedere 21di Vienna, affiancata dalla scultura in ferro e vetro soffiato Fleurs du Mal (pink) realizzata quest’anno. Degli oggetti in vetro rosa sono appesi agli uncini di quello che ricorda un ritratto ingigantito dello Scolabottiglie (1914) di Marcel Duchamp.












Da The Collected Stories of Diane Williams, 2018.
GALLERIA RAFFAELLA CORTESE
Via Alessandro Stradella 7-1-4, 20129 Milan, Italy • +39 02 204 3555 • galleria@raffaellacortese.com

28/09/13

Then to see the days again and night never never be too high - Monica Bonvicini alla Galleria Massimo Minini



Oggi, alle ore 18, inaugura presso la Galleria Massimo Minini una mostra personale di Monica Bonvicini. 



Il lavoro di Monica Bonvicini unisce una forte precisione formale a un altrettanto stringente discorso sulla dimensione sociale dell'architettura e degli spazi pubblici, nonché sulla costruzione dell'identità sessuale attraverso di essa. 

Le sue sculture, installazioni, fotografie e video mettono in discussione la neutralità dell'architettura, della creazione artistica, e delle strutture di potere. Il lavoro di Monica Bonvicini cerca un confronto quasi ineludibile col pubblico, carico di ironia, dissacrazione e ambivalenza. La purezza della forma, contrapposta o unita a significati spesso irriverenti, dà vita ad un'estetica di fredda eleganza e grande impatto. 


Per la sua prima personale alla Galleria Massimo Minini, Monica Bonvicini ha ideato un ricco percorso espositivo, confrontando diverse opere scultoree, installazioni e opere su carta di notevole intensità. 

Nella sala principale sono esposte sculture dalla serie 7:30 hrs. Simili a strutture in muratura o modelli di architettura, sono in realtà oggetti costruiti seguendo compiti prestabiliti per gli esami obbligatori in Germania al fine di esercitare il mestiere di muratore. 

L'estetica minimalista che ne risulta è accompagnata e destabilizzata da 200 ricami rossi su carta. L'opera dal titolo NeedleKnows del 2010 si allunga su una parete per più di 10 metri, rinforzando la riflessione su una politica del lavoro materiale.Le installazioni Black You e Straps & Mirror appartengono a un altro tema centrale nel lavoro di Bonvicini degli ultimi anni: il ruolo dell'arte come prodotto feticista, seguendo il concetto marxista di alienazione, e di narcisistico spettacolo.La scultura in neon Blind Protection (2013), in forte contrasto con il nero della pelle delle due opere appena descritte, acceca l'ambiente circostante, proponendo una luminosità abbagliante che quasi cancella i limiti dello spazio nel quale è appesa. 

Di più intimista matrice i lavori su carta, i disegni originali di 7:30 hrs., i disegni di preparazione all'installazione della Biennale di Venezia del 2011 15 Steps To The Vergin o i nuovi collage LegscutsOut. 

Una citazione da uno dei disegni Untitled dà titolo alla mostra. Realizzati in inchiostro bianco su carta trasparente sono i testi quasi illeggibili che l'artista ha realizzato trascrivendo canzoni in tempo reale durante l'ascolto. Come in un esercizio di poesia automatica, la scrittura rimane incompleta, priva di fonte, in un accavallarsi di parole che rende i disegni monocromatici.