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28/11/25

Novità al Simose Art Museum

 
Opera di Sam Falls al Simose Art Museum


L'elegante Simose Art Museum ha acquisito opere di tre artisti contemporanei: Sam Falls, Tomokazu Matsuyama e Miwa Komatsu. 

E ora presente una mostra in due parti con le opere di Sam Falls e Tomokazu Matsuyama, seguirà poi una dedicata a Miwa Komatsu. 

Sam Falls, nato nel 1984 negli Stati Uniti, si è distinto negli ultimi anni per la sua pratica di disporre rami, foglie e fiori su tela, cospargerli di tintura ed esporli alla luce del sole, alla pioggia e al vento per trasformarli in dipinti. I colori vivaci e i motivi familiari rendono le opere accattivanti, ma il processo creativo di Falls riflette anche il suo interesse per i principi fondamentali della fotografia; la sua consapevolezza del rapporto tra spettatore, opera d'arte e artista; e le sue profonde meditazioni sulla natura e sulla caducità della vita. Questa mostra sarà la prima in Giappone a presentare la sua monumentale opera "Spring to Fall" (2023-2024), alta oltre 3,6 metri e larga 45 metri, la cui realizzazione ha richiesto più di un anno.

Tomokazu Matsuyama, nato nella prefettura di Gifu nel 1976, è un artista contemporaneo attivo a livello internazionale con sede a New York. Matsuyama crea le sue opere attraverso un metodo unico di "campionamento", in cui ricostruisce un'ampia gamma di motivi artistici e popolari tratti sia dalla cultura orientale che da quella occidentale. Le sue tele riflettono i volti intricati della società contemporanea, mentre l'uso di colori vivaci e la meticolosa attenzione ai dettagli danno vita a una visione del mondo distintiva. Il suo potente linguaggio visivo ha affascinato il pubblico di tutto il mondo. Questa mostra presenta parte della sua pratica globale, evidenziando due dipinti di recente acquisizione insieme a Soul Miner (2025), un'opera scultorea di grandi dimensioni presentata per la prima volta nella sua prima mostra personale a Tokyo.

27/11/25

Pinacoteca tris!

 


La Pinacoteca Agnelli propone per questa fine d'anno tre differenti progetti, una mostra storica sull'attività artistica  di Alice Neel, recentemente tutelata dalla galleria David Zwiner, i dinamici interventi e approcci pittorici di Piotr Uklański e un nuovo progetto sulla mitica pista del Lingotto di Paul Pfeiffer dal titolo Vitruvian Figure (Juventus).



Le proposte ben presentate si articolano nelle diverse aere della fondazione, creando un interessante gioco di confronto stilistico fra gli approcci artistici di artisti da provenienze molto diverse. 



Giocano su temi e tecniche pittoriche  che se con Alice Neel paiono più di quieta maniera borghese compiaciuta con Piotr Uklański scivolano in un ironico arabesco formale. Mentre l'intervento di Paul Pfeiffer ci immerge nell'intensa passione viscerale dello sport che sovrasta ogni intelletualismo, spesso autoreferenziale. 





26/11/25

Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely




Nella tenuta della Hauser & Wirth Somerset, fino al 1 Febbraio, si ergono i lavori di Niki de Saint Phalle (1930-2002) e Jean Tinguely (1925-1991) proposti in collaborazione con la Niki Charitable Art Foundation . La prima mostra dedicata a entrambi gli artisti nel Regno Unito illustra la visionaria produzione artistica di Saint Phalle e Tinguely e la duratura collaborazione creativa durata tre decenni. 



La mostra si svolge nell'ambito delle celebrazioni del centenario della nascita di Tinguely. Per celebrare questa ricorrenza, la sua opera innovativa e giocosa sarà celebrata a livello internazionale con una serie di mostre ed eventi.




Due figure emblematiche dell'arte contemporanea, Saint Phalle e Tinguely, hanno sfidato la pratica artistica convenzionale e sono stati animati da un sentimento di ribellione, sia nella vita che nell'arte. La mostra presenta opere inedite su carta e art décor di Saint Phalle, accanto ai suoi dipinti sparatutto e alle monumentali sculture all'aperto. Le iconiche macchine cinetiche di Tinguely spaziano dagli anni '50 all'ultimo anno della sua vita, oltre alle poliedriche opere collaborative realizzate dal duo nel corso degli anni '80.

25/11/25

Beato Angelico, storia di una mostra

Un bel video che racconta della mostra sul Beato Angelico, presenti alla mostra di Firenze. a lui dedicata . Sono stati riunite molte sue opere sparse per il mondo per la prima volta.. Interventi dei professori e curatori della mostra quali: Arturo Galansino, Stefano Casciu.arl Brandon Strehlke e Angelo Tartuferi.



24/11/25

Il Museo Novecento celebra con una grande mostra i 120 anni di Villa Romana

Fotografia della mostra di Leonardo Morfini


In occasione dei 120 anni di Villa Romana, il Museo Novecento ospita, in collaborazione con Villa Romana, la mostra “CENTOVENTI: Villa Romana 1905–2025”, a cura di Elena Agudio e Sergio Risaliti, con Mistura Allison ed Eva Francioli. L’esposizione, già aperta al pubblico, sarà visitabile fino all’8 marzo 2026 nelle sale al primo piano del Museo Novecento.

Il progetto espositivo intende indagare il dialogo costante tra la residenza di via Senese e la città di Firenze, mettendo in luce il ruolo che Villa Romana ha avuto nel generare relazioni, influenze e visioni originali, pur trovandosi in una posizione apparentemente defilata rispetto al centro storico. Attraverso un intenso programma di residenze, dal 1905 la Villa ha ospitato artisti e intellettuali che, vivendo e lavorando nelle sue stanze, hanno contribuito a trasformarla in un laboratorio di sperimentazione e di apertura verso il mondo contemporaneo.

La mostra al Museo Novecento rappresenta quindi un’occasione unica, volta a storicizzare, per la prima volta in un museo italiano, la presenza e le attività di Villa Romana lungo il Novecento e fino ai nostri giorni. In esposizione materiali d’archivio e opere di alcuni tra i protagonisti che hanno segnato la vita dell’istituzione, tra cui Ernst Barlach, Georg Baselitz, Michael Buthe, Max Klinger, Georg Kolbe, Käthe Kollwitz, Markus Lüpertz, Anna Oppermann, Max Pechstein, Emy Roeder. Le opere provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private in Italia e in Germania, insieme a opere della collezione di Villa Romana.



Il progetto si inserisce in un percorso comune che vede Museo Novecento e Villa Romana collaborare per rafforzare il legame con il territorio e, al tempo stesso, aprirsi a pratiche e linguaggi innovativi. Negli ultimi anni, infatti, il Museo Novecento ha intrapreso una serie di iniziative volte a sostenere la produzione contemporanea: dall’organizzazione di mostre temporanee di artisti giovani e mid-career, all’istituzione di borse di studio per under 45, fino al recente avvio di un programma di residenze per artisti e curatori in Italia, promosso con il progetto WONDERFUL! Art Research Program Maria Manetti e Jan Shrem Foundation ideato da Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento.

22/11/25

New York negli anni Ottanta



Con la mostra Downtown/Uptown: New York negli anni Ottanta, la galleria Lévy Gorvy Dayan, con la collaborazione con Mary Boone, ci immerge nei mitici anni ottanta del secolo scorso.
Una raffinata selezione di importanti dipinti, sculture, fotografie e opere su carta degli artisti Jean-Michel Basquiat, Ross Bleckner, Francesco Clemente, Eric Fischl, Guerrilla Girls, Peter Halley, Keith Haring, Jeff Koons, Barbara Kruger, Louise Lawler, Sherrie Levine, Sally Mann, Robert Mapplethorpe, Cady Noland, Ricky Powell, Richard Prince, David Salle, Kenny Scharf, Julian Schnabel, Andres Serrano, Cindy Sherman, Haim Steinbach, Tseng Kwong Chi, Andy Warhol, David Wojnarowicz e Christopher Wool.
La scena artistica newyorkese degli anni '80 era un luogo di sperimentazione e creatività. Come afferma Boone, "Gli anni '80 erano sinonimo di scoperta e nuove idee. C'era un senso di possibilità e fluidità, sostenuto da una comunità artistica impegnata". Con la città come catalizzatore, artisti, sia emergenti che affermati, esplorarono la storia dell'arte, la politica, l'attualità, la cultura visiva e consumistica, e concepirono nuove forme di rappresentazione. Le opere in Downtown/Uptown: New York negli anni '80 rappresentano l'arte diversificata e innovativa creata durante e in risposta a questo periodo epocale, evidenziando al contempo la comunità condivisa dagli artisti in mostra.


21/11/25

Musée Picasso 2030

Foto ©Museo Picasso - Voyez-Vous (Chloe Vollmer-Lo)

Parigi si rinnova e dopo le recenti notizie sul futuro Louvre e sui lavori avviati per il  rinnovo del Centre Pompidou e la volta del Musée Picasso che amplierà i suoi spazi con un grande giardino con sculture e la realizzazione di una nuova ala per le mostre temporanee. 

Il tutto grazie alla collaborazione fra enti pubblici e privati, con l'obiettivo di trasformare il museo in un centro più dinamico e comunitario, con nuovi servizi come un caffè e la riorganizzazione dell'area pedonale e dei giardini. 

20/11/25

30 FSRR

 


Nato in sordina nella colline albesi nel tempo è diventata una delle realtà più stimolanti del panorama italiano dell'arte contemporanea, si tatta della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,  che quest'anno copie i suoi primi 30 anni di attività

Per festeggiarli a Torino si sono ideate due esposizioni uno presso gli storici spazi della fondazione l'altra presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.

La mostra intitolata News from the Near Future si sviluppa anche negli spazi di Guarene, parte di una importante rete che vede anche un prolugamento a Madrid e nell'isola di San Giacomo, nella Laguna di Venezia.


I due spazi ospitano alcuni dei pezzi più significativi di questo lungo percorso culturale, proposti in un gioco di relazione e sensibilità. 

Sono presenti opere dei più importanti artisti del panorama contemporaneo con opere intense e rappresentative, declinate in differenti e articolati linguaggi, attraversando le più differenti tecniche dalla pittura all'installazione, dal video alla scultura. 

Il titolo della mostra deriva dalla videoinstallazione dell’artista Fiona Tan, realizzata nel 2003 ed esposta nell'auditorium della Fondazione.

Nel suo lungo percorso la fondazione ha affiancato diverse iniziative di sostegno, promoziione in diverse ambiti come Campo, un importante corso di studi e pratiche curatoriali progettato e avviato nel 2012.

Arrichisce la mostra una serie di interessanti eventi che potete scoprire sul sito della FSRR.












19/11/25

Quasi Fantastica

18° Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, l’ingresso della mostra nell’allestimento progettato da BRH+/Barbara Brondi & Marco Rainò, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

La 18esima Quadriennale d’arte. offre una interessante panoramica dell'arte italiana, con 187 opere di 54 artiste e artisti, viventi, di cui 16 under 35. Una piacevole panoramica, forse un poco debole nell'espressività e nei contenuti. 


18° Quadriennale d’arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento della sezione curata da Francesco Bonami. Nella foto, uno scorcio dell’opera di Lorenzo Vitturi, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino
Osio - Alto Piano

Il titolo Fantastica, è ottimistico ma propositivo, forse in futuro potrà diventarlo, per ora via, se siamo scomparsi dal mercato dell'arte internazionale, forse con questa mostra si può capirlo. 


18° Quadriennale d’arte, I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento progettato da BRH+/Barbara Brondi &amp ; Marco Rainò, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano

Tutto molto edulcorato, ovvio, semplice, a volte anche carino, ma non ci sono dinamismi, energie, rischi. Una bella mostra di provincia che per ora si gode tranquillo il lento declino del paese.


18° Quadriennale d’arte, I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, veduta dell’allestimento con opere di Fausto Pirandello, Antonio Donghi e Luigi Trifoglio, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio - Alto Piano 

18/11/25

Push the Limits 2

 


Alla Fondazione Merz prosegue il progetto "Push the Limits", curato da Claudia Gioia e Beatrice Merz, che in questa seconda edizione riprende una frase di Mario Merz – “la cultura si sveste e fa apparire la guerra“. 

Per la rassegna sono state selezionate una ventina di opere che affrontano in modo variegato il tema, con approcci molto diversi sia formalmente che culturalmente, evidenziando la complessa cifra del fare artistico. 



CS

La Fondazione Merz presenta la seconda edizione di PUSH THE LIMITS, progetto espositivo a cura di Claudia Gioia e Beatrice Merz.

La mostra esplora la capacità dell’arte di rispondere alle questioni attuali e urgenti e di farsi portatrice di cambiamento, rifiutando la rassegnazione all’immobilità. Riunisce 20 artiste di generazioni e provenienze diverse che fanno del superamento e della trasformazione dei limiti imposti e supposti la propria grammatica artistica.

La mostra è aperta da lunedì 27 ottobre 2025 a domenica 1° febbraio 2026. Le artiste sono: Heba Y. Amin, Maja Bajević, Mirna Bamieh, Fiona Banner aka The Vanity Press, Rossella Biscotti, Monica Bonvicini, Latifa Echakhch, yasmine eid-sabbagh/Rozenn Quéré, Cécile B. Evans, Dominique Gonzalez-Foerster, Mona Hatoum, Emily Jacir, Jasleen Kaur, Katerina Kovaleva, Teresa Margolles, Helina Metaferia, Janis Rafa, Zineb Sedira, Nora Turato.

Nel rititolare la seconda edizione di PUSH THE LIMITS è stata aggiunta la frase di Mario Merz, “la cultura si sveste e fa apparire la guerra”. Il riferimento è al ruolo da sempre complesso della cultura in situazioni di conflitto e alla necessità che la cultura si svesta di un’immagine ovattata per evidenziare la sua natura combattiva. In questo modo si intende sottolineare anche la libertà e la responsabilità dell’arte e della cultura, così come l’obiettivo di forzare i limiti, proprio oggi in cui tutti i principi della convivenza e del diritto vengono continuamente stravolti, perché possano venire nuove parole per ricominciare a pensare in termini di giustizia e di relazioni internazionali, sociali e civili.

La mostra mette in campo azioni, immagini e voci capaci di riallineare mezzi e fini, con la consapevolezza che la relazionalità è, come ricordava Barbara Kruger nella prima edizione del progetto, qualità costitutiva dell’azione. In questa prospettiva — cara anche a Hannah Arendt, per la quale l’azione collettiva possiede un principio estetico — libertà e esecuzione coincidono nel dare forma a parole e forme nuove, in risposta alle crisi del presente.