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29/05/02
13/03/02
Pittura ...
La
pittura online (a)
In
questi ultimi anni si è sempre parlato d’ arte in modo evolutivo con una forte
attenzione alla sperimentazione e all’innovazione, marginalizzando elementi più
storici come i quadri. In tal modo le forme espressive si inseriscono
pienamente nella “società dello spettacolo” dove l’elemento più rilevante è
l’apparire, spesso senza definire un giusto “essere”. Tale processo si è
trasformato in un meccanismo di continua ricerca di novità, proiettando in un
rapido futuro l’idea di arte migliore e attuale, ma così facendo si sono
“consumate” intere forme di espressività senza averle mai approfondite e
assimilate. Un gioco quasi cannibale della creatività, che consumato tutto ciò
che la circonda non le resta che divorare se stessa. Una “antica” risposta
sembra uscire ora dalla pittura, dalla sua esigenza di lentezza e preparazione.
Dal suo bisogno di essere osservata e analizzata con calma, dal poter essere
fruita in ripetute visite.
Considerazione
sulla pittura (b)
L’arte
lasciata le sue abituali pratiche per esplorare nuove forme e creare
significati, non si accontenta più di descriverli quando compiutesi. Per la
pittura, lasciata una funzione storica/paesaggistica, si ripresenta ora come
nuovo diletto giovanile, diario personale, esercizio terapeutico. Dopo aver
attraversato una fase fortemente legata alla ricerca tecnica o alla forma più
pura, il quadro diventa uno spazio che ritorna alle sue origini, alla più pura
tradizione figurativa. In questi ultimi anni si è tornati a porre al centro la
figura umana, sia essa un personaggio noto o semplice figure vicina all’artista
(raramente si notano autoritratti). Spesso figure isolate segno di una
consapevole partecipazione a questa grande folla (o forse follia) in cui però
tutti siamo rimasti soli. Forse in bilico fra un fumetto o un naif del proprio
quotidiano, dei propri sogni (o forse incubi). Queste opere risentono spesso
del riferimento pubblicitario, grande promotore di immagini profonde, diventato
l’unico linguaggio planetario. Quasi una sorta di totem in cui sono racchiuse
tutte le fasi epiche del presente, e che risulta così l’unico elemento di
riferimento comune.
Considerazione
sulla pittura (c)
Nell’idea
di ricercare la cosa migliore, l’opera del domani, non si vive più nel
presente, si è creato in tal modo un nuovo luogo la pittura, che si riappropria
di un quotidiano che chiede maggior ponderazione e considerazione, che proprio
nel quadro si rivede in un tempo dilatato permettendo una serena analisi. Se le
nuove forme di arte tentano il nostro rinnovamento, soprattutto guardando alla
nostra coscienza, la pittura guarda al nostro tempo custodendone.
26/10/01
L’arte di domani
L’arte
non deve compiacere il pubblico solo al fine di giustificarsi, come se la
scienza non sperimentasse nuove vie per non turbare la società. Bisogna
spingersi oltre il consenso generale e creare nuovi opere per un nuovo mondo.
Solo un artista libero dai condizionamenti di un mercato e dal consenso
popolare potrà innovarsi e svilupparsi, e con lui la collettività che ne
sosterrà gli intenti. La cultura si evolve solo dove ci sono persone che
possono andare oltre alla consuetudine e sanno farla crescere in nuovi spazi
con nuove metodologie. Oggi all’artista spetta il compito, e forse il dovere,
di raccogliere i brandelli del presente per costruire nuovi futuri.
09/10/01
Nulla?
La nostra società tardocapitalista
pare sull’orlo di un baratro, le grandi promesse della scienza si sono rivelate
l’ennesima trovato di un manipolo di stregoni contemporanei. Ma realmente non
si sono più fatti sviluppi in questi ultimi 50 anni? Ad esempio le auto, a
parte un poco di design nella carrozzeria e qualche gadget, sono quasi
identiche a 40/50 anni fa? Stesso consumo, stessa struttura… e l’arte pare
arenatasi su sperimentazioni che durano il tempo di un’alba o sul riciclo di
patetiche ripetizioni pittorica/scultorea? Cosa c’è di nuovo, il nulla?
13/09/01
28/10/00
23/10/00
Investire in arte?
Un’impresa genera prodotti che vengono messi sul mercato a volte questi si
evolvono fino a diventare parte di un sistema, nel caso dell'arte quello che si occupa di estetica e cultura.
Ma senza una base socio-culturale un prodotto difficilmente riesce ad inserirsi sul mercato, tanto più in una cultura come quella contemporanea dove la maggior parte dei prodotti è commercializzata attraverso enfasi che spesso non sono direttamente legate al prodotto stesso ma lo investono di un “immagine” che lo rende appetibile al consumo.
Ma senza una base socio-culturale un prodotto difficilmente riesce ad inserirsi sul mercato, tanto più in una cultura come quella contemporanea dove la maggior parte dei prodotti è commercializzata attraverso enfasi che spesso non sono direttamente legate al prodotto stesso ma lo investono di un “immagine” che lo rende appetibile al consumo.
Già
nel 1846 Charles Baudelaire in un testo noto col nome di “lettera ai borghesi”
invita la classe produttiva parigina ad interessarsi all’arte contemporanea, in
quanto luogo di innovazione e di ricerca.
Due
elementi di punta molto importanti per chi deve creare e far crescere nuovi
prodotti.
Questa
necessità diventa ancora più significativa oggi dove la produzione industriale
sempre più cerca di anticipare i tempi e di capirli. L’arte contemporanea
spesso è lo specchio magico che anticipa la culturale e le necessità del nostro
presente.
In
una società dinamica e mutevole l’arte del nostro presente spesso sa presentare
giusti stimoli per capire in che direzione il nostro mondo culturale sta
andando.
Bisogna
saper guardare al passato per rendere le basi solide ma non fermarsi al
compiacimento e proseguire nello sviluppo e nella ricerca.
L’arte
è un continuo stimolo e riflessione sul nostro reale presente, utile cercare di
capire i segnali di sviluppo della nostra società. Essa nella sua libertà
espressiva anticipa le forme culturali della comunità, che lentamente si
trasforma e plasma.
L’artista
sensibile al cambiamento raccoglie in anticipo le mutazioni e le idee del
tempo, troppo spesso visti come Cassandre anziché come inviti e anticipazioni
del nostro reale futuro.
Ricordiamoci
sempre che l’artista nasce nella cultura fiorentina quando verso il 1400 molti
letterati iniziarono a far crescere il valore dell’artigiano che sempre di più
veniva elevato ad artista, in quanto il suo lavoro non era solo legato alla
qualità tecnica ma anche all’ingegno e alla creatività dell’immagine che egli
creava. Il caso più noto di questa
trasformazione lo abbiamo col Vasari che scrive le vite degli artisti, oramai diventati
personaggi popolari e richiesti.
Per
cui le forti riflessione e suggestioni dell’arte dovrebbero essere percepite
come stimoli del cambiamento, utili segnali per realizzarli al meglio e nel
momento più presente.
L’arte
non è solo bellezza ma anche pensiero ed evoluzione.
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