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Visualizzazione post con etichetta Leidy Churchman. Mostra tutti i post
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05/10/26

Space Remembers




A New York la galleria Matthew Marks propone "Leidy Churchman: Space Remembers" con   tredici nuovi dipinti e tre sculture.Churchman è noto per la varietà dei suoi soggetti, che traggono ispirazione dalla natura, dai media contemporanei e dagli oggetti di uso quotidiano, nonché da una miriade di segni e simboli culturali. La scrittrice Alhena Katsof descrive i dipinti in mostra come opere che "trasformano il concetto di casa in una forza gravitazionale. Qui, la casa è cellulare e celeste, frammentata e integra".



In cinque dipinti di grandi dimensioni, ciascuno alto un metro e ottanta e largo due metri e settanta, Churchman adotta un approccio compositivo unico: un paesaggio sconfinato, un portale astrale, una vista iperingrandita e ravvicinata di una conchiglia. Un'opera raffigura la casa di Churchman su un'isola al largo della costa del Maine, un ambiente pastorale permeato da presenze inaspettate. Una mucca riposa in primo piano con un cespuglio di mirtilli che sembra spuntare dal suo ventre, accanto a due aragoste. L'icona di una divinità buddista protettrice fluttua sopra di essa.

31/03/23

Leidy Churchman da Matthew Marks a New York

 


Gli spazi newyorchesi di Matthew Marks ospitano la mostra "Giraffe" una selezione di ventiquattro monotipi di Leidy Churchman.

Un monotipo è una stampa unica realizzata dipingendo su una superficie dura, sovrapponendo un foglio di carta e facendo passare la lastra e la carta attraverso una pressa per trasferire l'immagine. Stampati da un'unica applicazione di inchiostro, i monotipi hanno una ricchezza e un'immediatezza più comunemente associate alla pittura che alla stampa. Questa immediatezza rende i monotipi un campo di sperimentazione particolarmente ricco per Churchman, che li realizza dal 2013.



Churchman è ben noto per i suoi argomenti di ampio respiro, che attingono in vario modo dalla natura, dai media contemporanei, dagli oggetti di uso quotidiano, nonché da una miriade di segni e simboli culturali. Che si tratti di raffigurare La femme et L'oiseau fontaine (1967) di Niki de Saint Phalle installata nel cortile del MoMA PS1, una mappa di riflessologia plantare o una giraffa seduta, Churchman concepisce ogni monotipo come parte di un corpo di lavoro interconnesso. Questa enciclopedica diversità di immagini sovverte le tradizionali categorie di rappresentazione e riflette la ricchezza che costituisce l'esperienza umana.

Mettendo in relazione tra loro immagini straordinariamente varie, l'artista cerca di catalizzare il sentimento delle immagini e dei pensieri nella coscienza umana. Prestando attenzione a ciascuna immagine, l'artista spera di incoraggiare ciò che hanno descritto come “un'immersione e una trasformazione del mondo da una prospettiva intima; una visione più ricca e completa del momento dall'interno della mente.