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10/04/23

Report Art Basel Ubs sul mercato dell'arte 2022


Continua la crescita del mercato dell'arte, così ci racconta l'annuale report di Art Basel e Ubs, anche se poi le gallerie chiudono e gli artisti si sostituiscono con rapida successione. 

Interessante notare come il nostro paese sia praticamente scomparso da questo sistema e come invece prevedibilmente cresca quello on-line.

Potete scaricarlo qui 

09/04/23

Eve Arnold da Camera a Torino

 


Gli spazi per allestiti di Camera presentano fino al 4 giugno 2023, una delle leggende della fotografia del XX secolo, la grande fotografa americana Eve Arnold.

Grande personalità che ha saputo sperimentare e guardare in realtà poco visitate dai suoi colleghi, con una delicatezza e originalità che giustamente la vide poi inserire nella prestigiosa agenzia Magnum Photos nel 195.



I suoi scatti, prevalentemente al mondo femminile, sono sempre molto caratterizzate da una sguardo innovativo e trasversale che lasci le impostazioni tradizionali per aprirsi a soluzioni più intime e quotidiane. 

La mostra presenta una interessante selezione delle sue serie più note, tra cui quella dedicata alle star del suo tempo come Marlene Dietrich a Marilyn Monroe, da Joan Crawford a Orson Welles. In particolare proprio la sua frequentazione e amicizia con Marilyn Monroe, ci restituisce una serie di ritratti più riservati e naturali, che rendono ancora di più il fascino di questa celebre attrice. 
















08/04/23

Il Museo Fortuny a Venezia si amplia

 

Per me è uno dei musei-casa più belli d'Italia e sicuramente di Venezia, ora il Museo Fortuny ha aperto anche il secondo piano dove viene raccontata la creatività di Mariano Fortuny.
Un’opportunità unica in quanto per la prima volta nella storia la Fondazione Musei Civici ha deciso di presentare al pubblico internazionale oggetti che fino a questo momento erano conservati nei depositi.

Per volontà del Comune di Venezia e della Fondazione Civici Musei Veneziani, presieduta da Mariacristina Gribaudi, questi ampi ambienti hanno ora assunto una funzione e un allestimento museali, accogliendo in modo accurato e scenografico una serie di fondamentali focus su Mariano Fortuny y Madrazo e le sue differenziate attività.

Questi spazi di approfondimento – anticipa la Responsabile del Museo e Dirigente MUVE Chiara Squarcina – risultano fondamentali per conoscere realmente, e sotto diversi profili, la straordinaria personalità e vicenda di Fortuny. Artista e, insieme, attento e originale imprenditore, che sa portare il suo marchio, e quello di Venezia, nel gran mondo dell’epoca.
I riflettori vengono innanzitutto puntati sui Fortuny (padre e figlio), e l’arte dell’incisione. Arte da entrambi collezionata e soprattutto praticata in modo originale, tanto da influenzare la grafica del tempo per stili, temi e procedimenti.




Da un lato il padre, ancora legato alla tradizione goyesca, dall’altro il figlio, che sviluppa una tecnica personale nell’acquaforte e nell’acquatinta, utilizzando anche un trapano elettrico a uso odontoiatrico per realizzare gli originali effetti ottici che si ammirano sulle sue stampe.
Insieme alle incisioni, si possono osservare anche gli strumenti, tra i quali due torchi di diversa fattura ed epoca, utilizzati per la loro realizzazione.

Un secondo focus, non meno affascinante, va ad approfondire ciò che Mariano Fortuny, affiancato dalla moglie Henriette, produce nel campo dell’arte del tessuto, trasformando il piccolo laboratorio creato nel sottotetto di Palazzo Pesaro degli Orfei in una delle più prestigiose industrie tessili del primo Novecento in Europa.
Fu peculiarità del marchio Fortuny il ricreare l’illusione degli antichi tessuti operati ricorrendo alla sola tecnica della stampa, riuscendo così a proporre rielaborazioni raffinate di repertori iconografici tratti dalla collezione storica di famiglia e da culture di diversi Paesi. In un primo momento si ricorse a matrici di legno, per passare poi a un processo di tipo fotoserigrafico, con impressione meccanica a rotativa su teli anche di grandi dimensioni.

Nel suo curioso eclettismo Fortuny si cimentò anche nella fotografia, sperimentando le più diverse tecniche e apparecchiature sino a brevettare, nel 1933, una sua speciale “Carta Fortuny”, in grado di garantire all’immagine un aspetto materico e, insieme, la perfetta inalterabilità alla luce. Nelle nuove sale si possono ammirare immagini realizzate dai coniugi Fortuny e tratte dal loro vastissimo archivio personale, un corpus che spazia dalla fotografia tecnica – come strumento funzionale alle creazioni dell’artista in pittura, teatro e stampa su tessuto – alla semplice registrazione del quotidiano, fatta di autoritratti, ritratti di amici e famigliari, interni di case, vedute di città e paesaggi: uno spaccato in presa diretta del beau monde dell’epoca.

Il teatro, in particolare, fu una delle passioni principali di Fortuny, come racconta una delle nuove sezioni della sua Casa-Museo. Già nel sottotetto di Palazzo Pesaro degli Orfei Mariano aveva cominciato a effettuare sperimentazioni in ambito scenotecnico. A sortirne fu il “Sistema Fortuny”, un complesso apparato illuminotecnico controllabile a distanza e con flussi luminosi di intensità variabile. In mostra anche il modello del teatro di Bayreuth, esemplificazione della riforma teatrale fortunyana al tempo applicata nei maggiori teatri d’Europa Da questi studi nacquero i “Diffusori Fortuny”, lampade a luce indiretta commercializzati dalla Leonardo da Vinci di Milano, negli anni Venti.

Epicentro della effervescente creatività di Casa Fortuny, è la Biblioteca Privata di Mariano, il suo “pensatoio”, il luogo magico dove l’idea trovava spunto, prendeva forma e diventava prototipo. Quello che qui, per la prima volta, viene svelato al pubblico è uno straordinario cabinet d’amateur, una wunderkammer straripante di cose preziose, oggetti d’uso, curiosità, strumenti, documenti, volumi… Tutte cose rare, particolari, uniche.

Contenuto e contenitore sono creazioni Fortuny. A illuminare la scena è la luce naturale che entra dalle grandi finestre gotiche. È qui che Mariano conservava i suoi tesori di bibliofilo: trattati illustrati di ogni epoca, l’intera “Ecyclopedie”, raccolte di incisioni, riviste, volumi d’arte e scienze. Gli armadi accolgono più di 150 album rivestiti con tessuti Fortuny e contenenti documentazione iconografica, la più diversa, schizzi, foto, appunti, ritagli e soprattutto immagini, infinite, ordinatissime, foto di dipinti, architetture, decori e fregi, ceramiche, armi: potenziali fonti di ispirazione per i motivi decorativi dei leggendari tessuti Fortuny.




“Oggi Venezia, afferma il Sindaco Luigi Brugnaro, onora l’impegno che si è assunta nell’accettare, nel 1956 (7 anni dopo la morte di Mariano e il giorno dell’ 85° anniversario della sua nascita) , il lascito di Mariano e Henriette Fortuny. Questo scrigno di creatività artistica e tecnica, viene oggi offerto, nel migliore dei modi, a tutti i visitatori. L’apertura delle sale del secondo piano della dimora, che segue il restauro e il riallestimento dei restanti ambienti, consente di ammirare non solo i tesori di arte e arti applicate tramandateci dai Fortuny ma di approfondire i loro interessi culturali, le fonti, le ricerche che qui sono state condotte e che, in non pochi casi, sono state la base per l’avvio di attività imprenditoriali che hanno portato il binomio Fortuny-Venezia nel mondo. Venezia onora così un grande artista e dimostra anche in questa occasione quanto questa Amministrazione comunale, in piena sinergia con Muve, abbia a cuore la valorizzazione del proprio patrimonio artistico e culturale”.

Da parte sua, la Presidente della Fondazione Venezia Musei, Mariacristina Gribaudi, annota: “Mariano Fortuny y Madrazo è nato e cresciuto immerso nel genio e nella bellezza, che ha poi restituito al mondo, con la sua musa e compagna, nella avventurosa vita che li ha infine portati in questo meraviglioso palazzo. Qui Mariano e Henriette hanno sperimentato e fabbricato le loro produzioni, qui ci sono le memorie loro e delle personalità più importanti del secolo che viaggiavano nella cosmopolita Venezia, loro ospiti. Qui è oggi finalmente possibile scoprire o ritrovare un pezzo di storia di Venezia forse meno famosa di altre, ma certo non meno importante, una storia industriosa e culturale, che continua a stupire per creatività e visione”.


Chiara Squarcina, Responsabile del Museo e Dirigente Area Attività Museali MUVE, sottolinea: “L’apertura del secondo piano del Museo Fortuny rispecchia la volontà di approfondire e comunicare consapevolmente la figura di Mariano Fortuny, artista geniale che ha sempre guardato oltre l’orizzonte. Ritengo che per la Fondazione Musei Civici questa apertura sia importante per una condivisione con tutta la città e tutto il mondo del saper fare imprenditoriale – che oggi, più di ieri, è un impulso per i giovani che si affacciano a una creatività operativa che deve considerare la valenza di una ricaduta economica. Non si deve altresì dimenticare che questa apertura dà seguito al lascito testamentario di Henriette Nigrin, una donna eccezionale che affiancò sempre Mariano Fortuny in tutta la sua poliedrica attività e con il quale condivise progetti di vita e di arte. L’aspetto determinante è che noi oggi, con l’apertura del secondo piano, offriamo una visione a 360 gradi dell’eclettica personalità di Fortuny e la possibilità di esplorare il background artistico e culturale di quest’uomo, spagnolo di nascita ma veneziano d’adozione, che scelse Venezia quale palcoscenico delle proprie aspirazioni intellettuali ed estetiche”.





Venezia, Museo Mariano Fortuny y Madrazo @ foto di Massimo Listri

07/04/23

Scott Myles al Quartz Studio

 


Riduzione verso i minimi elementi , ricerca di un equilibrio spostando le proporzioni, contrasto fra il rigore e la libertà, alcune delle sensazioni che emergono dai lavori di Scott Myles proposti fino al 23 Aprile al Quartz Studio di Torino. 




Opere che critica, ma anche rimettono in gioco, significati e complessità di un presente sempre più articolato e trasformista. Questi recenti lavori nati da un'esperienza nella cultura statunitense, una residenza nel ricco stato del Texas, evidenziano un bisogno di distanza e leggerezza da quell'esperienza immersa in ambienti così legati al consumo e alla produzione. 




Riposo che trova quiete nella modularità, quasi monacale, nel gesto ripetuto, nel fare controllato, che si rinnova e rigenera, come l'opera site-specific  "Treccia". Un'opera che rimanda a tanti percezioni e ricordi (anche d'arte), fra il salvifico e il doloroso.




06/04/23

Vittore Carpaccio a Venezia


Per la stagione primaverile i Musei Civici Veneziani, offrono una stupenda grande mostra su “ Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni” che durerà fino al 18 giugno, nell’Appartamento del Doge in Palazzo Ducale. La grande retrospettiva si è potuta concretizzare grazie alla collaborazione tra i Musei Civici Veneziani e la National Gallery di Washington. La curatela del progetto è stata affidata Peter Humfrey, riconosciuto specialista del pittore e del suo contesto, con Andrea Bellieni, curatore dei Musei Civici di Venezia, e Gretchen Hirschauer, curatrice della pittura italiana e spagnola alla National Gallery of Art di Washington.

“La pittura di Vittore Carpaccio (1460/66 c. – 1525/26 c.) celebra – sottolinea la Presidente Gribaudi – la grandezza e lo splendore di Venezia al volgere del XV secolo, quando la città lagunare dominava un vasto impero marittimo e fioriva come centro di commerci internazionali e di cultura. I dipinti narrativi dell’artista – specie i famosi cicli realizzati per varie confraternite religiose – trasportano le storie sacre nella vita vera, collocandole in scenari fantastici, benché arricchiti con infiniti dettagli e riferimenti contemporanei. Ispirato dall’ambiente e dalla società della sua straordinaria città, Carpaccio unisce l’attenta osservazione della scena urbana con il suo particolare trasporto per il poetico e il fantastico”.

“Le sue opere, forse più di quelle di altri artisti veneziani del Rinascimento, rappresentano l’essenza della “venezianità”, ossia lo spettacolo sfarzoso e la mitologia della Repubblica Serenissima, in quel momento all’apogeo economico e culturale. Venezia , anche con questa mostra, celebra la sua storia, la sua tradizione, e un suoi illustre pittore che, con la sua arte, ha raccontato la Città, la sua bellezza riuscendo a tramandare fino a noi immagini di vita quotidiana di un passato che torna, così, a vivere” commenta il Sindaco Luigi Brugnaro.

Prestiti concessi generosamente da musei, chiese, istituti e collezioni private, d’Europa e degli Stati Uniti, consentono di riportare a Venezia opere da secoli lontane dalla laguna; talune inviate dallo stesso artista negli antichi territori un tempo legati alla Serenissima come l’Istria e la Dalmazia e mai finora tornate. Esse sono essenziali per poter ora proporre nelle sale dell’Appartamento Ducale un itinerario che documenta nella maniera più oggettiva e completa l’evoluzione dell’arte di Carpaccio. 45 dipinti di tema religioso, profano o di genere – tra essi alcuni di grandi dimensioni – evidenziano le grandi doti immaginative, narrative, descrittive, oltre alla sapiente tecnica pittorica dell’artista. Unitamente, un folto nucleo di disegni dimostra la sua speciale capacità di ‘studiare’ in maniera minuziosa e dettagliata la realtà, rivelando i suoi peculiari interessi per la natura, per la prospettiva, per i costumi del suo tempo, per gli effetti della luce. Da notare che la precedente monografica dedicata al maestro veneziano risale al lontano 1963.



 “Con questa magnifica mostra, che giunge a conclusione di scoperte e nuove attribuzioni, nonché di restauri straordinariamente rivelatori, si è oggi in grado di proporre al pubblico e agli studiosi un’aggiornata rilettura storico-critica della pittura di Carpaccio e della sua evoluzione, dagli inizi e fino alle opere tarde, solitamente sminuite dalla critica”, afferma Andrea Bellieni, Responsabile del Museo Correr. “Con tali essenziali obiettivi, dalla collaudata collaborazione di Fondazione Musei Civici di Venezia e National Gallery di Washington, con la cura scientifica di Peter Humfrey è nato il progetto della mostra nelle due sedi di Washington e Venezia, fondata su una selezione mirata delle più rappresentative opere dell’artista. L’intento è tracciare, in termini sia tematici che cronologici, il rigoroso sviluppo della pittura carpaccesca da una prospettiva aggiornata. In questo la mostra si avvantaggia anche di un consistente nucleo di disegni autografi del pittore, autore del più ampio corpus sopravvissuto di disegni “di studio” del primo Rinascimento” aggiunge Chiara Squarcina, Dirigente delle attività museali.

La mostra offre anche l’occasione, davvero unica, per ammirare finalmente riunite, le due parti di una scena già compiuta ed unitaria, separate in circostanze sconosciute verso la fine del Settecento: le “Due dame” del Museo Correr, possedute a Venezia da Teodoro Correr, si ricongiungono con la “Caccia in laguna”, già presente a Roma nella collezione dello zio cardinale di Napoleone e oggi nel Getty Museum di Los Angeles; si riforma così la conturbante scena con le due elegantissime nobildonne veneziane in annoiata attesa del ritorno dei mariti dalla caccia in laguna con archi e ‘ballotte’; una ‘storia’ psicologica raccontata da Carpaccio con sottile sensibilità e sublime fascino immaginativo (il grande storico inglese John Ruskin alla fine del secolo XIX ne fu letteralmente soggiogato), dipinta su quella che, in origine, quasi certamente era un’anta di porta a soffietto posta tra due ambienti di un raffinato, privatissimo interno veneziano. 

Infine, per il visitatore appassionato la mostra non potrà che proseguire fuori Palazzo Ducale, in un itinerario cittadino che, sulle orme dei grandi viaggiatori, scrittori ed esteti di fine Ottocento – coloro che letteralmente riscoprirono grandezza e fascino di Carpaccio – raggiunge soprattutto i due capolavori del pittore, completi e intatti nello sedi d’origine o di elezione: il ciclo di sant’Orsola presso le Gallerie dell’Accademia e il ciclo di San Giorgio degli Schiavoni nella omonima Scuola.


05/04/23

Manifesta 15 Barcelona

 


Lo staff di Manifesta sta sviluppando il progetto che porterà la rassegna a Barcellona nel 2024. Hanno realizzato la sede negli iconici uffici dell'ex casa editrice Gustavo Gili, dove portano avanti  la pianificazione, la concettualizzazione e lo sviluppo della prossima edizione di Manifesta che si svolgerà nel 2024 con eventi pre-biennali destinati a si svolgerà già quest'estate.

Progettato dagli architetti Joaquim Gili e Francesc Bassó, del Grup R, la temporanea sede di Manifesta, è indicativo del movimento architettonico razionalista di Barcellona e andava contro il monumentalismo della Spagna del dopoguerra. L'edificio è stato progettato per ospitare gli impianti di produzione e stoccaggio della casa editrice e per coordinare la distribuzione di un ampio catalogo di pubblicazioni del mondo dell'arte e dell'architettura. L'edificio, dichiarato Luogo di Interesse Nazionale, è stato ben mantenuto negli ultimi 60 anni e ora, con la sua acquisizione da parte del Comune di Barcellona, ​​è diventato parte del patrimonio protetto della città.    

Attualmente (fino al 2 luglio 2023), è in corso una mostra intitolata “ Línees dures ” (Linee dure), che presenta una vasta gamma di studi di architettura e 29 progetti sviluppati dal 1949 al 1974 sotto l'influenza dell'architettura razionalista europea. presso il palazzo Gustavo Gili. La mostra, curata da Valentin Roma, è organizzata da COAC e La Virreina Centre de la Imatge.   

04/04/23

Collettiva Perrotin

 


La galleria Perrotin presenta un'ampia collettiva, dai toni romantici, presso i spazi di Avenue Matignon  2 Bis a Parigi Sono proposte le opere di : JEAN-MARIE APPRIOU, SOPHIE CALLE, JOHAN CRETEN, JEAN-PHILIPPE DELHOMME, JENS FÄNGE, LAURENT GRASSO, HANS HARTUNG, THILO HEINZMANN, GREGOR HILDEBRANDT, JR, KLARA KRISTALOVA, LEE BAE, GABRIEL DE LA MORA , TAKASHI MURAKAMI, TAVARES STRACHAN, PIETER VERMEERSCH.





03/04/23

Josep Grau-Garriga da Galerie Nathalie Obadia a Parigi

 

Molto bella la mostra in corso alla Galerie Nathalie Obadia, in rue du Cloître Saint-Merri a Parigi, con la terza mostra personale dell'artista Josep Grau-Garriga che presenta una serie di opere dall'intensa matericità.




02/04/23

Photo London

Dall'11 al 14 Maggi si svolgerà presso la Somerset House, nel cuore di Londra, la nuova edizione di Photo London, che si rinnova con una serie di eventi e proposte legate dal filo del passato prossimo. 

Vi parteciperanno oltre 110 gallerie specializzate nel settore con una particolare attenzione alla qualità e al prestigio delle proposte. Ricco il programma degli eventi collaterali, caratterizzato soprattutto dagli incontro con gli autori degli scatti. Molto interessante poi la sezione dedicata agli scatti digitali e al suo uso. 

01/04/23

El Anatsui alla Tate Modern per la Turbine Hall 2023




 La prima volta che ho visto una sua opera era tanti anni fa a Venezia, ricopriva meravigliosamente la facciata di palazzo Fortuny, quel lavoro sicuramente è stato uno dei punti di partenza del suo successo che ora vedo coronato con la partecipazione alla prossima edizione del  Hyundai Commission alla Turbine Hall della Tate di Londra, che si svolgerà in autunno nella settimana di Frieze.  Questi suggestivi gli arazzi realizzati con i tappi delle bottiglie e altro materiale di recupero sono oramai una cifra nota in tutto il mondo che ha reso questo artista ghanese celebre in tutto il mondo


CS

El Anatsui, one of the most distinctive artists working today, to be the eighth Hyundai Commission artist for Tate Modern’s Turbine Hall

· New site-specific work to open to public on October 10, 2023 and remain on view through April 14, 2024
· The annual Hyundai Commission offers artists an opportunity to create new work for the Turbine Hall, a space that has hosted some of the world’s most memorable and acclaimed works of contemporary art since Tate Modern opened in 2000


SEOUL/LONDON, February 22, 2023 – Hyundai Motor Company and Tate Modern today announced that distinguished artist El Anatsui will create the next annual Hyundai Commission for Tate Modern’s Turbine Hall. Repurposing found materials into dazzling works of abstract art, Anatsui’s work explores themes that include the environment, consumption and trade. 



Open to the public from October 10, 2023 to April 14, 2024, Hyundai Commission: El Anatsui will be the eighth in an annual series of site-specific works created for the Turbine Hall by renowned international artists as part of a unique partnership between Tate and Hyundai Motor.



El Anatsui (born in Anyako, Ghana in 1944) is best-known for his cascading metallic sculptures constructed of thousands of recycled bottle tops articulated with copper wire. Over a long-lasting and distinguished career as both artist and educator — serving as Professor of Sculpture and Departmental Head at the University of Nigeria, Nsukka — Anatsui has developed a highly experimental approach to sculpture, embracing a wide range of forms and materials, including wood, ceramics and found objects. He has experimented with liquor bottle tops since the late ’90s and continues to push the medium’s boundaries in novel ways, creating radical, transformative sculptures that assume new shapes with every installation. Interested in the changing histories of the objects he repurposes into shimmering sculptures, Anatsui fuses specific local aesthetic traditions with the global history of abstraction. In 2015, Anatsui was awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement at the 56th International Art Exhibition of the Biennale di Venezia and his work is held in major collections around the world.



“El Anatsui's works are distinguished by his dedication to exploring the transformative potential of art and his attention to histories,” said DooEun Choi, Art Director of Hyundai Motor Company. “We look forward to seeing how El Anatsui transforms the Turbine Hall at Tate Modern for the eighth Hyundai Commission.”



“El Anatsui is responsible for some of the most unique and unforgettable sculptures in recent times and we are delighted that he will tackle the Turbine Hall this autumn for the annual Hyundai Commission,” said Frances Morris, Director of Tate Modern. “Anatsui’s much-loved Ink Splash II 2012 in Tate’s collection enchants visitors wherever it’s shown, and we can’t wait to see how this inventive artist will approach a space like the Turbine Hall.”



The annual Hyundai Commission offers artists an opportunity to create new work for the Turbine Hall, a vast space that has hosted some of the world’s most memorable and acclaimed works of contemporary art since Tate Modern opened in 2000. 



Hyundai Motor’s partnership with Tate, confirmed until 2026, is significant not only because it is the longest initial commitment from a corporate partner in Tate’s history, but also due to the shared vision between Hyundai and Tate to encourage new perspectives and ideas that create dialogue between artists, audiences and global communities. In addition to the Hyundai Commission, Hyundai Motor supports the Hyundai Tate Research Centre: Transnational through its partnership with Tate. The Hyundai Tate Research Centre: Transnational, launched in January 2019, continues to help challenge and revise dominant art histories and highlight global exchanges of artists and ideas.



Hyundai Commission: El Anatsui is curated by Osei Bonsu, Curator, International Art, and Dina Akhmadeeva, Assistant Curator, International Art, Tate Modern and will be accompanied by a new book from Tate Publishing.