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10/08/21

Maria Lai al Camuc

 

CAMUC Casa Museo Cannas Ph. Studio Laibe architettura 

Per ricordare l’anniversario dei quarant’anni di “Legarsi alla montagna” il Comune di Ulassai e la Fondazione Stazione dell’Arte avviano la mostra “Maria Lai. Di Terra e di cielo” che il 13 agosto alle ore 19:00 segnerà l’apertura del CAMUC – Casa Museo Cannas.

«Il nastro non sarà più qui a testimoniare, nel Tempo, ma forse questa storia si racconterà, avrà fatto parlare di sé. Una poesia, fatta di parole, può essere un monumento, perché non anche fatta con un nastro?». Maria Lai


Il CAMUC, che sorge al centro del paese, si candida a diventare un nuovo importante punto di riferimento per l’intera comunità, in quanto depositario di una memoria storica e simbolo di ripartenza culturale, economica e sociale del territorio.

«L’edificio, che conserva ancora importanti tracce del passato, è stato acquisito dal Comune circa 25 anni fa per essere trasformato in uno spazio culturale», dichiara Gian Luigi Serra, Sindaco di Ulassai. «Oggi, finalmente, dopo un accurato lavoro di recupero architettonico e riqualificazione funzionale, possiamo restituire alla comunità un luogo significativo del nostro paese capace di incrementarne ulteriormente l’offerta culturale e di attrarre nuovi flussi di visitatori».

La nuova esposizione aprirà al pubblico venerdì 13 agosto 2021, alle ore 19.00, in piena sicurezza e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità preposte.

Proprio per garantire il rispetto delle norme di distanziamento e contingentamento degli ingressi, la conferenza stampa di presentazione, che si articolerà in una visita guidata, sarà anticipata alle 10.30 sempre venerdì 13 agosto presso il CAMUC.


Di Terra e di cielo. La mostra che celebra Legarsi alla montagna.

Realizzata con il sostegno del Comune di Ulassai, della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, Di Terra e di cielo si articola in due percorsi espositivi: uno si sviluppa dentro gli spazi del CAMUC e l’altro all’esterno, tra le vie del centro storico. La mostra, curata da Davide Mariani e firmata nell’allestimento dallo studio di architettura laiBE di Roma, riunisce oltre cento tra opere autografe, foto, video, bozzetti e nuove acquisizioni, quest’ultime frutto di recenti donazioni effettuate dai nipoti di Maria Lai alla Fondazione Stazione dell’Arte che la stessa artista creò nel lontano 2004.

Per celebrare i 40 anni di Legarsi alla montagna, l’opera in assoluto più emblematica del rapporto tra l’artista e la sua comunità, universalmente riconosciuta come la prima operazione di “arte relazionale” in Italia, il centro storico di ulassai si accinge ad accogliere oltre cinquanta fotografie, molte delle quali inedite, che ritraggono le persone del paese intente a legare le proprie case alla montagna con 26 chilometri di nastro celeste.

«Quando nel 1981 Maria Lai realizza Legarsi alla montagna non trova, per sua stessa ammissione, il termine adatto a definire l’operazione», dichiara Davide Mariani, direttore della Stazione dell’Arte. «Quello che lascia apparentemente senza parole è un dato importante e rivoluzionario: a Ulassai l’autore dell’intervento è il paese, non un solo artista. La sua elaborazione di immagini simboliche, suggerita da leggende e racconti, era stata infatti affidata a chi, pur estraneo al mondo dell’arte, voleva contribuire operativamente con la partecipazione personale e collettiva alla creazione di questa straordinaria opera».


Maria Lai Legarsi alla montagna 1981 Ph. Virgilio Lai © Archivio Maria Lai by siae 2021


Il percorso en plein air.

Collocate in diversi punti del centro storico, queste foto rappresentano importanti testimonianze di Legarsi alla montagna. Fino a questo momento quelle più note al grande pubblico sono state quelle scattate da Piero Berengo Gardin. In seguito a un attento lavoro di studio e ricerca condotto negli ultimi due anni dalla Fondazione Stazione dell’Arte, sono emerse ulteriori tracce capaci di svelare alcuni retroscena dell’azione partecipata. Tra queste, le immagini realizzate da Virgilio Lai durante l’evento che, unitamente a quelle di Berengo Gardin, sono per la prima volta esposte en plein air per le vie del paese, arricchendo l’itinerario del Museo a cielo aperto “Maria Lai”, recentemente dichiarato sito di interesse culturale dal Ministero dei Beni culturali.

«Si tratta di testimonianze – aggiunge il Sindaco Gianluigi Serra – che accrescono il ricordo di un’azione incredibilmente all’avanguardia, che ancora oggi, come auspicava l’artista, risuona nella mente di chi vi ha partecipato e di quanti ne hanno sentito parlare. Come amministrazione siamo orgogliosi e felici di poter offrire un altro importante motivo di visita del nostro paese, incentrato su un elemento culturale e identitario nel quale Ulassai si riconosce e di cui va fiera».